La Parola e il Viaggio: Emanuele Pisarra racconta…. il suo cammino
Incontri culturali
Emanuele Pisarra
Guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino
Giornalista
Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna)
Geografo e Camminatore
Anche se Camminare è la cosa più semplice e naturale del mondo, pare che in questa epoca sia visto come un modo da snob di andare in giro senza meta e senza un obiettivo preciso.
Invece Camminare – inteso a piedi e alla velocità di 3 km all’ora - è un modo per stare con se stessi, sfidare le proprie convinzioni, sfruttare il tempo per conoscersi meglio senza necessità di battere nessun record o combattere nessun mito.
Semplicemente andare!
Andare verso una meta, nel caso del mio Cammino, racconto l’esperienza vissuta sul CAMMINO DI SANTIAGO DI COMPOSTELA: 800 km in 32 giorni di cammino, con una media di 25 km al giorno, anche se qualche volta ho superato i 40 km per raggiungere un luogo piuttosto di un altro.
Nel mio lavoro-piacere di Guida e Accompagnatore di Montagna e in special modo sul Pollino ho avuto la possibilità di Camminare questo splendido luogo in tutti i posti più reconditi, il Cammino è un’altra cosa.
Avevo intenzione di fare qualche tappa del Cammino per motivi di studio; per vedere, capire e “copiare” come è stato realizzato il percorso, le sue strutture, la scelta dei luoghi, la logistica: alla partenza mi è stato chiesto per quale motivo mi accingevo a mettermi in cammino e non sono stato in grado di rispondere.
Mi son detto: spero di trovare una risposta a questa domanda durante il Cammino.
Nel frattempo ho visto come è stato organizzato, il mito della “riconquista” della Spagna e la cacciata degli arabi, i Templari, i paesaggi, i posti-tappa in piccoli villaggi fatti da 25 abitanti sparsi nello spazio infinito della Meseta.
A questo bisogna aggiungere alcune considerazioni, di ordine pratico.
Per esempio, imparare a vivere in gruppo, spesso con persone straniere, che hanno altre abitudini, dormire in letti a castello tra centinaia di altre persone.
Le diverse situazioni, come perdersi in aperta campagna, arrivare con il buio, non trovare posto, dormire all’aperto, sotto la luna piena – per esempio, mi sembravano cose da boyscout, in una parola, cose da fare da ragazzi, per l’esperienza, e in verità che avevo già fatto con le mie “scorribande” sul Pollino.
Altro elemento: il Cammino non è competizione. È un modo per scoprire cose nuove, trovare una sorta di pace interiore, guardarsi intorno, partire al buio e al freddo del mattino, guardare con stupore, le prime luci dell’alba, aspettare il tepore del sole che porta via la Notte, il buio, il freddo e dà al nuovo giorno gioia, speranza e amore per tutto quello che ci si appresta a fare.
Ancora: il Cammino è silenzio.
Durante il cammino ho scoperto la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il mio passo, il mio respiro, i suoni della natura, osservare i luoghi consapevole che sono testimonianza di millenni di storie, conflitti, gioie e tanti popoli che hanno vissuto momenti di dolore ma anche di gioia.
Spesso all’ora di pranzo mi fermavo a qualche punto di ristoro in mezzo al paesino di turno e allora ti accorgi del flusso ininterrotto di persone che sono in cammino; noti come ognuno è assorto nei propri pensieri, pensa alla fatica fatta e da fare, al variopinto mondo di esseri umani che non sono tutti escursionisti professionisti o gente abituata a camminare per professione o per lavoro: la maggior parte è alla prima esperienza, e allora vedi che cammina in modo goffo, con uno zaino appesantito di roba superflua, inutile, e pensi che prima o poi si sbarazzerà di tutta questa zavorra.
Un giorno ho visto passare una “banda” chiassosa di americani e in mezzo a loro c’era un ragazzo legato con un cordino ad un altro giovanotto.
Lì per lì non ho capito nulla. Nel tardo pomeriggio ho rincontrato il gruppo all’ostello e al solo pensiero di dormire con queste persone mi ha dato un certo fastidio.
Ma non avevo scelta. La cosa che mi stupì molto è come nella necessità di comunicare per noi italiani ( e aggiungerei in particolar modo, per noi calabri) e la curiosità di sapere chi fosse quel gruppo così “eterogeneo” fu tanta che tirai fuori tutte le mie conoscenze d’inglese studiato in tanti anni di scuola e con somma mia sorpresa riuscii ad intavolare una conversazione dalla quale venne fuori che si trattava di un gruppo di amici del Kentucky che accompagnavano uno di loro cieco e quindi avevano necessità di raccontare minuto per minuto tutto quello che loro vedevano…
Così come qualche giorno dopo ho camminato con due signori australiani che volevano venire in Italia l’anno seguente e mi chiedevano di fare loro un itinerario di due settimane nel nostro Paese … oppure di quella volta che incontrai l’amministratore delegato della Banca centrale d’Irlanda, il quale viaggiava con il tablet sempre connesso ed alimentato con un pannello solare appeso allo zaino …
Tutto questo e tanto altro nel racconto di Emanuele Pisarra del suo Cammino verso Santiago de Compostela!
Le date potranno subire variazioni per cause indipendenti dall’organizzazione e verranno comunicate per tempo sui siti www.onyxjazzclub.it – www.casacava.it - FB onyx jazz club
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Matera
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