Con MINIMAL-TIME, mostra fotografica di Assunta CONSOLI, si inaugura la sua seconda personale di fotografia.
(…)Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un fatto e l’organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che esprimono e significano quel fatto. E’ mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore. E’ un modo di vivere (…)
Henri Cartier-Bresson
“Minimal – Time” esprime, attraverso alcuni scatti, la poetica dualistica di Assunta Consoli.
Come in una pellicola cinematografica d’epoca in cui il tempo assume forma estetica e contenuto, la Consoli presenta i suoi scatti utilizzando sapientemente il binomio bianco-nero, maturato attraverso l’esperienza della stampa in camera oscura, regalando all’osservatore, in tal modo, una densità cromatica di varianti e variabili sfumature di grigi.
La sua ricerca, che affronta il tema del tempo come essenza e scorrimento, si esprime in una dialettica stretta di competenze tecniche e poesia e trova maggiore espressione nella quotidianità, materiale ed immateriale.
Come riuscire a catturare l’essenza di un istante intrappolato nel suo movimento?
La risposta è negli scatti fotografici presentati in questa mostra in cui i molteplici dualismi si rendono protagonisti. Il movimento, a volte, si esplicita visibilmente, vibrante e sfuggente, talvolta sfuma nello sfondo grazie ad accorti studi di inquadrature prospettiche abilmente rese da pieni contrasti luministici che portano, in primo piano, i particolari quasi tangibili.
Luci ed ombre, dunque, a delineare una personalità artistica dai caratteri complementari ma anche controversi che trova nel materiale dettaglio e nell’immateriale istante una peculiare modalità di riscoprirsi attraverso la fotografia.
Nei giochi dualistici, di cui la Consoli quasi sembra servirsi per catturare, ingannare e sedurre l’occhio, si fa spazio una libertà interpretativa di senso e significato.
Tutto ciò che sembra in apparenza, non lo è; l’interpretazione è oscillante tra oggettività e soggettività.
La Consoli, quasi volontariamente, non cerca di infondere nell’osservatore una linea conduttrice di lettura della sua opera, ma lascia che lo stesso riscopra liberamente il suo peculiare equilibrio tra il senso oggettivo e il senso soggettivo di ogni suo scatto.
“Minimal – Time”, in definitiva, è uno scorcio, ben inquadrato, di una più ampia ricerca artistica in costruzione portata avanti attraverso la fotografia che, come lei stessa definisce, è “forma artistica, gioia e rifugio per la sua anima”.
Valeria MANTARANO
storico dell'arte
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