Allestita sino al 28 gennaio 2012 nelle Sale della caccia e nella Biblioteca “V. Scheiwiller” del Museo, “GIACINTO CERONE E LA LUCANIA. Sculture e disegni dei primi anni 1980-1992” intende ampliare la conoscenza del lavoro di Cerone e il suo forte radicamento nella terra lucana. (1996).
La mostra presenta una serie di lavori dei primi anni, quando un Cerone giovanissimo, erede della capacità manipolativa sul legno appresa a Melfi dal padre artigiano, inizia le prime sperimentazioni plastiche. Catturato dal fascino dei materiali, ne sperimenta le molteplici combinazioni e le possibili modalità di lavorazione, da quelle tradizionali alle più attuali assimilate nelle botteghe di Faenza e di Albisola.
Riflessione e velocità di esecuzione, verticale e orizzontale, sacro e profano, piccolo e grande, concetto e materia, sono termini opposti ma ugualmente presenti nelle sculture dell’artista lucano che opera sempre con l’intenzione, anche attraverso combinazioni di diversi componenti, spesso di scarto, di restituire atteggiamenti contrastanti.
Quaranta disegni, in buona parte inediti, illustrano i primordi di una ricerca (1981–1993) promettente anche in campo grafico. Opere quasi mai in rapporto progettuale con le sculture, dove i tagli, i buchi, i raggrumi, le torsioni volumetriche si presentano in segni e forme concitate ma meditate, frutto di una modalità di esecuzione che impiega tutto il corpo, steso a terra con il foglio, per raggiungere spazi che la posizione eretta non consentirebbe. Dai piccoli ai grandi formati, il disegno per Cerone poteva essere un piccolo schizzo da disegnare con entrambe le mani contemporaneamente, il ritratto dei figli, i calanchi di Aliano, le architetture di Melfi, l’acacia di Castronuovo Sant’Andrea. Segni, comunque, di una irrequieta tensione volta a sperimentare tutto. Ecco, allora, le opere realizzate per gli amici: oggetti di uso domestico (le ciotole di plastica), un bastone di legno per domare le fiamme di un incendio in campeggio, il portadita.
presepe traslucente di barbara salvucci, 2011 L’inaugurazione della mostra dedicata a Cerone è stata anche occasione per affidare a uno scultore la rilettura del manufatto natalizio, da due decenni consolidata tradizione materana. Quest’anno è la volta de IL PRESEPE TRASLUCENTE DI BARBARA SALVUCCI, la giovane artista romana (1970), amica di Cerone.
Infine, insieme alla mostra e al Presepe, sino al 28 gennaio 2012 due alberi di Natale, anche questi appositamente realizzati per gli spazi del MUSMA, da ROBERTO ALMAGNO (Aquino, FR, 1954) e SALVATORE CUSCHERA (Scarlino, GR, 1958).
Web:
www.musma.it