da giovedì 17 a venerdì 18 gennaio 2013
Malacrescita
Teatri e auditorium
Malacrescita, definito in locandina “dialogo infantile in fusa e in versi per attore e musicista”, è una tragica storia sugli effetti collaterali della camorra.
La storia è di tale Maria Sibilla Ascione: ignara e innocente bambina, nel nome già destinata a una condizione di metà Vergine innocente, metà Maga, strega furente. Costei è figlia di un noto camorrista del casertano, le cui origini materne (i nonni contadini e fattucchiari, maghi) la riportano a Cuma, nei pressi di Torregaveta… lì dove secondo la leggenda e le testimonianze di Virgilio, risiedeva la dimora della famosa veggente. Nel testo originale, è la madre sopravvissuta la quale è condannata raccontare ormai esule, barbona e sola, le sue insane gesta ai propri gatti, gli unici figli che le sono rimasti, di cui si circonda per farsi compagnia: qui invece capovolgiamo il punto di vista, immaginando che tutti i protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici sopravvissuti siano i due figli, i due scemi che dementi rivivono i fatti tra versi, ricordi, rievocando le pulsioni, gli umori, i suoni, le urla, i mormorii della loro aguzzina … vestendo ed espiando attraverso i suoi lerci e ammuffiti abiti gli intenti e i moniti di colei che li ha lasciati al mondo, ma abbandonati, come dei rifiuti, messi da parte, in disparte, come le discariche ricolme di vegetazione innaffiata dal percolato, rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine, dove l’unico gioco rimane e consiste nel rimbalzarsi tra gli spasmi della loro degenerata fantasia, tra le folli trame insanguinate di questa tragedia, sul precipizio di un improvvisato altare tombale di bottiglie eretto in nome della loro mamma,’un cunto stesso … la placenta, l’origine della loro malacrescita.
Mimmo Borrelli, pluripremiato autore di ‘Nzularchia e ‘A sciaveca (Premio Riccione, Premio Tondelli, Premio Eti, Premio Gassman), è con ‘La Madre’ anche regista di una sua opera. “ Io sono tutto quello che non sono, io sono la verità fatta di bugie”. Con questo incipit l’illustre (quasi) sconosciuto Mimmo Borrelli ha sorpreso, qualche anno fa, la giuria del premio di scrittura teatrale più importante d’Italia, uno Strega della drammaturgia: era il premio Riccione e Borrelli era un omone con la barba da adulto, ma aveva solo 26 anni e incantò persino Ronconi. Nella prefazione alla raccolta, in uscita per le edizioni Ubu, dei primi due testi di Borrelli Gianandrea Piccioli parla della sua scrittura come un espressionismo barocco.
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da giovedì 17 a venerdì 18 gennaio 2013
Matera
Casa Cava
Via San Pietro Barisano, 47, 75100 Matera
ore 21:00
ingresso a pagamento
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