SeRestate a Miglionico 2013 - La Congiura dei Baroni
Informale
LA CONGIURA DEI BARONI
Rievocazione storica nel centro antico di Miglionico
Palio, Falconeria, musica, animazione, accampamenti,
corteo storico, battaglie........
Ore 16:30 – Corte del Castello- Cerimonia di inaugurazione
Ore 17.00 – Centro Antico Miglionico- Rievocazione storica
Ore 22.30 – Corte del Castello- Piazza Castello
La congiura dei baroni è un movimento rivoluzionario che si sviluppò nel XV secolo; nacque principalmente in Basilicata come reazione agli Aragonesi che si erano insediati sul trono di Napoli.
Re Ferdinando I di Napoli (o Ferrante) aveva mirato a dissolvere il particolarismo feudale e fare del potere regio la sola leva della vita del paese. In questo quadro, lo scontro con i Baroni era sorto inevitabilmente attorno al grosso problema di una «riforma organica dello Stato», i cui cardini erano la riduzione del potere baronale, lo sviluppo della vita economica e la promozione a classe dirigente dei nuovi imprenditori e mercanti napoletani.
La congiura fu ordita nel 1485 dal principe di Salerno Antonello II dei Sanseverino. Questi, consigliato da Antonello Petrucci, Francesco Coppola, Luigi dei Gesualdo da Caggiano riunì intorno a sé molte famiglie feudatarie di signori e baroni del regno della fazione guelfa favorevoli agli angioini, tra cui oltre i Sanseverino si ricordano i Caracciolo principi di Melfi, i Gesualdo marchesi di Caggiano, i del Balzo-Orsini principi di Altamura e di Venosa, i Guevara principi di Teramo, i Senerchia (Sinerchia) conti di S.Andrea e Rapone.
i Baroni tennero alcuni convegni a Venosa ed a Miglionico, che era castello del Bisignano, e ad essi parteciparono in prima fila, in rappresentanza ufficiale del Re, il suo Segretario Petrucci ed il Coppola. Poi, finalmente, nel settembre del 1485, secondo il Porzio, si ebbe l'incontro decisivo a Miglionico, nel Castello del Malconsiglio, al quale partecipò anche il Re. Egli infatti, secondo il dettagliato racconto del Porzio, posposto ogni riguardo della dignità e della persona, si andò confidentemente a cacciare nelle mani di costoro, seguito dalla moglie e poco di poi dal Duca di Calabria ancora. Giunto il Re a Miglionico, da tutti quei che vi si trovarono fu con ogni generazione di onore ricevuto... non si rimase di concedere loro ciò che gli chiedevano, così dintorno alle gravezze come agli obblighi personali; ma anche li riprese amichevolmente, lamentandosi con loro che per ottenere quelle cose avessero piuttosto voluto torre l'armi, che nella sua benignità confidare, e raccomandò loro di convincere anche gli assenti, ed in primo luogo il Principe di Salerno, a sottoscrivere la pace. I Baroni sembrarono soddisfatti di ciò che al re era piaciuto concedere loro; e, per renderlo più sicuro, lo vollero accompagnare fino a Terra di Lavoro. Avrebbero poi proseguito verso Salerno, per smuovere il recalcitrante Antonello Sanseverino e, come avevano promesso, fargli accettare le convinzioni. Successivamente il Re, contravvenendo i patti, fece imprigionare e giustiziare i baroni più esposti nella congiura.
|
Miglionico (Matera)
centro storico
ore 16:30
ingresso libero
|
| |
|
|
letto
535 volte