Sabato 5 aprile, a partire dalle ore 18.00, l’associazione culturale La Casa di Schiele ospiterà “Raccontare il colore”, primo di una serie di incontri con la sede di Benevento dell’Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti.
Obiettivo dell’incontro è riflettere sulla complessità della percezione estetica, la cui recezione coinvolge tutti i sensi e può essere pienamente e diversamente godibile anche dalle persone ipovedenti o non vedenti.
Gli artisti Sara Cancellieri e Igor Verrilli e lo storico dell’arte Mario Francesco Simeone, accompagneranno i visitatori attraverso la mostra “Cacciatore di Bolle”, personale dell’artista napoletano Vincenzo Cosenza, un progetto ideato e prodotto dalla galleria GiaMaArt e curato da Simona Barucco, visitabile fino al 12 aprile, nella sede dell’associazione, in via San Gaetano 10, Benevento.
Per l’occasione, i visitatori potranno avvalersi della versione in caratteri braille del testo critico e delle didascalie delle opere, oltre che di un bassorilievo in argilla, realizzato da Sara Cancellieri, tratto da un’opera scelta tra quelle esposte. Nel corso della serata, Sandro Mattera, della compagnia teatrale Libero Teatro, e Marialaura Orlando , della compagnia teatrale Quid, leggeranno “La vasca azzurra”, un racconto dello scrittore americano Francis Scott Fitzgerald.
Tutti gli interessati sono invitati a partecipare.
Dal testo critico di Mario Francesco Simeone:
Raccontare il colore.
La sinestesia è l’associazione percettiva ed espressiva tra parole pertinenti a diverse sfere sensoriali. Nella letteratura, questa combinazione è sempre stata molto usata per il forte effetto straniante ma fu riconosciuta come una figura retorica solo nell’ ´800. Prima, infatti, il termine era direttamente riferito a un’esperienza fisiologica, a quel fenomeno psichico di percezione contemporanea di stimoli differenti.
“Raccontare il colore”, incontro fortemente voluto dall’associazione culturale La Casa di Schiele in collaborazione con la Onlus Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.C.I.), inizia da questa contaminazione percettiva e dalla consapevolezza che la fruizione artistica è un momento inclusivo.
Nel campo museale e culturale, abbattere le barriere sensoriali è importante quanto smantellare quelle architettoniche perché, nell’esperienza estetica, non esiste un senso privilegiato. Per persone non vedenti o ipovedenti, l’approccio alla percezione artistica può assumere le forme di un racconto collettivo, composto da parole e gesti.
Per questo, parte integrante del percorso esperienziale sarà la voce che, attraverso la narrazione di brani tratti da capolavori della letteratura, stimolerà la creazione dell’ambientazione. I colori e le forme, i concetti e i materiali, possono essere rielaborati sia attraverso l’udito – in fondo, le onde acustiche e quelle luminose si propagano seguendo leggi simili – che mediante la ruvidezza analitica del tatto, sviluppando una efficace memoria muscolare, anche per i particolari più minuti. L’opera d’arte figurativa può essere letta dalle dita, grazie a riproduzioni in bassorilievo, senza pregiudicarne il valore. È la vista tattile di cui parlava lo scultore Constantin Brâncu?i, secondo il quale le armonie tattili, non risentendo dell’esigenza rappresentativa, potevano favorire l’immaginazione. Le sue “Sculture per ciechi” non hanno connotazioni figurative perché vorrebbero esprimere il puro concetto, senza il condizionamento del dato sensibile.
La mente non ha una funzione passiva, il suo compito non si esaurisce nella recezione e nell’accumulazione dei dati. Invece, organizza le informazioni ricevute, per formare una totalità autonoma che prende forma nell’interiorità dell’individuo. La vista è il senso sintetico, con il quale si percepisce l’insieme dello spazio, la profondità e le relazioni tra le cose. Il tatto è analitico, l’esplorazione procede per gradi, indirizzando una lettura minuziosa ed epidermica del singolo elemento. In entrambi i casi, la relazione con l’opera d’arte avvia un processo mentale complesso, mediato dalla cultura, dall’educazione e dalla sensibilità del fruitore.
Web:
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