"Matronato alla carriera" a Mimmo Jodice
Incontri culturali
La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre-Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli è lieta di annunciare - il giorno 16 maggio, alle ore 19:00, presso la sala Re-PUBBLICA MADRE - il conferimento a Mimmo Jodice (Napoli, 1934), in occasione dei suoi ottanta anni, del primo “Matronato alla carriera” della Fondazione Donnaregina.
La cerimonia, che conclude la “Giornata di studi” del Dipartimento di ricerca del museo Madre, indetta lo stesso giorno, sarà introdotta dal Presidente della Fondazione Donnaregina, Pierpaolo Forte, e dal Direttore, Andrea Viliani e si articolerà in due momenti: una presentazione della ricerca artistica di Mimmo Jodice da parte di Vicenzo Trione, Coordinatore Generale del Dipartimento di Ricerca del museo Madre, al termine della quale la cerimonia si concluderà con il conferimento all'artista del “Matronato alla carriera” da parte di Caterina Miraglia, Assessore all'Istruzione e Edilizia scolastica, Promozione culturale, Musei e Biblioteche della Regione Campania.
Come scrive Vincenzo Trione, sin dai lavori intitolati Sperimentazioni dei primi anni Sessanta, la ricerca di Mimmo Jodice “salda in maniera compiuta ambiti diversi: istinto e consapevolezza, immediatezza e calcolo, contemporaneità e classicità”, caratterizzandosi per l’analisi di approfondire, ricostruire e fare propri gli strumenti e i canoni stessi del mezzo fotografico. Un’attitudine “fortemente analitica” riscontrabile, con accenti diversi, anche “nelle investigazioni antropologiche successive, che descrivono scenari meridionali: disperazioni, dolori, rabbie
[…]. Da qui comincia un lungo – e meravigliosamente incompiuto – viaggio urbano”, in cui Jodice rivela i punti di vista più inattesi, le prospettive più segrete dalla sua Napoli come di tanti altri luoghi di un personale grand tour attraverso il Mediterraneo, da Pompei ed Ercolano a Petra e Efeso. “Il suo intento è quello di avvolgere la realtà ovvia dentro i veli della surrealtà (come emerge anche dalle Rivisitazioni)”, in cui, fra siti archeologici, mosaici, pietre, architetture, statue, affreschi, Jodice “esita agli orli delle cose e dei fenomeni, preferisce gli interstizi delle geografie, frequenta i passaggi a vuoto, si sofferma non sul tutto, ma sui resti, sulle rovine: su ciò che è rimasto. Immortala barlumi dell’apocalisse della storia. Tasselli che rimandano a un mosaico oramai invisibile”. In questa personalissima reinvenzione del vedutismo ottocentesco, rivissuto attraverso una sensibilità unica e radicalmente contemporanea, Jodice porta il suo sguardo via via su “alimenti, manichini e utensili, che si caricano di valenze inquietanti” (Eden), su “vegetazioni coltivate o selvagge, che alimentano universi visionari” (Natura). Fino all’”epilogo che è un approdo. Nella serie sul Mare, spiagge, isole e scogli non sono contaminati, né contagiati: sono stati ripuliti di ogni ingombro. Nessuna eco. La natura è resa assoluta, come un monumento dell’interiorità”. La ricerca di questo maestro, in tutti i cicli a cui si è dedicato il suo obbiettivo fotografico, ha sempre quindi inseguito e perlustrato, sempre secondo le parole di Trione, “l’intuito, la curiosità, l’arbitrio. Si consegna a una prodigiosa rabdomanzia percettiva, per perlustrare il visibile. Vuole ricondurre, però, la pluralità indisciplinata del mondo dentro i bordi dell’obiettivo. Seleziona schegge, che iscrive in una cornice immutabile. Assorbe materiali dal vivo, per dar vita non a regesti dell’attualità, ma a fotogrammi classici, distanti da mode e da tendenze […] coniuga spontaneità e rigore, eccitazione e disciplina. Su questa soglia, non si lascia mai travolgere del presente: allinea una moltitudine di suggestioni e di spunti veri dentro confini esatti. La sua sfida è ambiziosa: muovere dalla cronaca per spingersi verso una dimensione metafisica. Trasformare puntuali resoconti spaziali in esercizi senza tempo. Di fronte a noi, non è un semplice reporter. Ma un artista spirituale, mirabile nell’utilizzare i luoghi come se fossero pezzi di imprevedibili nature morte. Nei suoi scatti, non ci sono incertezze: non c’è vita, non c’è aria. Ma l’eternità dell’istante, affidata a un bianco e nero inconfondibile” (Vincenzo Trione, Omaggio a Mimmo Jodice).
Una ricerca esemplare che, nell’arco di più cinquant'anni, non ha smesso di reincantare il nostro sguardo sulla realtà, a partire da quella della città di Napoli, rappresentando uno dei vertici della produzione fotografica e della riflessione sulla fotografia contemporanea a livello internazionale. All'eccellenza rappresentata da questa ricerca artistica, la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre-Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli tributa il proprio riconoscimento e omaggio, con il conferimento a Mimmo Jodice del primo “Matronato alla carriera” della sua storia istituzionale.
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Napoli
Museo Madre
Via Settembrini 79
ore 19:00
ingresso libero
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