Nella sede di NEA ZETESIS si terrà il seminario sulla “Relazione genitori-figli e Conformismo e distruttività nei gruppi giovanili”, curato dal professore Mario Mastropaolo, docente di Psicologia Generale alla Federico II e direttore dell’Istituto.
Il seminario suddiviso in quattro giornate il 17 e il 18 giugno e il 24 e 25 giugno 2014, dalle 18.00 alle 20.30., analizzerà le cause che conducono i giovani a comportamenti autodistruttivi ed in particolare focalizzerà l’attenzione sulle dinamiche relazionali tra genitori-figli .
Molte inchieste confermano alcuni dati allarmanti: "i giovani bevono senza controllo e molto spesso bevono per solitudine e paura del domani, per vincere la timidezza, perché non si stimano. Bevono per sentirsi meglio. “Secondo l'Osservatorio fumo, alcol e droga (Ossfad) dell'Istituto Superiore di Sanità il primo bicchiere in Italia si consuma a 11-12 anni, l'età più bassa d'Europa dove in media si comincia a bere a 14 anni e mezzo. Nel nostro paese infatti il 51.6% dei ragazzi e il 41.6% delle ragazze fra i 14 e i 16 anni consuma bevande alcoliche. Con risultati allarmanti: a quattro maschi e due femmine sotto i 14 anni ogni centomila, vengono diagnostiche malattie legata all'abuso di alcolici".
“Io penso che se una persona ricorre all’ autodistruzione vuol dire che si trova in una situazione psicologica senza via d’ uscita – scrive Mario Mastropaolo - di vera e propria disperazione. La disperazione può essere definita come un insieme di rabbia, paura e dolore. Significa che tutta la vita emotiva implode senza possibilità di espressione. Adesso, se guardiamo questi tre elementi, possiamo accorgerci del fatto che la paura rappresenta un segnale primario che indica un pericolo perchè mette in luce la consapevolezza più o meno lucida del fatto che, se verrà espressa, non troverà un ambiente disposto ad accoglierla e condividerla. Manifestazioni quali : alzare la voce, esprimere un disagio col movimento del corpo, battere un pugno sul tavolo, sono ritenute riprovevoli nella relazione con i genitori. Eppure la rabbia manifesta soltanto il desiderio di essere ascoltati – continua Mastropaolo - Il dolore può essere invece considerato uno scioglimento, un abbandonarsi a se stessi, a vivere la delusione della relazione mancata, che si accompagna ad un senso di impotenza per la mancata presenza della funzione genitoriale. Nel dolore contano molto poco il compenso, il premio, il castigo, l’idea autoritaria di bene e male ed altre violenze agite in nome di una normalità inesistente. I genitori hanno paura del dolore dei figli, taluni a volta vorrebbero che i figli non accedessero mai ai sentimenti considerati sgradevoli, senza capire che la loro funzione non è questa, bensì quella di restare presenti nel momento della tempesta. Se la disperazione implode, a questo punto, tutta l’energia vitale, che si concentra nella vita emotiva viene rivolta contro se stessi. Il comportamento autodistruttivo è la manifestazione di questi incontri mancati”.
Prenotarsi presso la sede dell’Istituto Nea Zetesis, via Andrea D’Isernia, 20, Napoli. sito: www.neazetesis.it -mail: info@neazetesis.it - 347.8089486 - 081.7612296
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