da martedì 10 a mercoledì 11 marzo 2015
61rl5 - Sporte ‘e Nummere e Caurare ‘e Stelle
Teatro
61RL5
QUANDO LE DONNE FANNO NUMERO
Una fantasiosa ipotesi di un Dio donna, due cantanti di successo dalle vite tortuose e drammatiche, donne oggetto di superstizione e di caccia alle streghe, una scrittrice e pensatrice che ha conosciuto dolore e passione, una fantasiosa e misteriosa profumiera, una regina diventata simbolo di moglie fedele di un marito egocentrico e donnaiolo, una pittrice anticonformista che fu la prima a denunciare uno stupro, e tante altre donne, disegnate nelle loro diversità simili ai quattro elementi. Queste le protagoniste dei dieci spettacoli che compongono la galleria di ritratti che costituisce la nostra rassegna teatrale: 61RL5, un titolo alfanumerico che nasconde il termine inglese che vuol dire “ragazze”, perché si tratta di donne che non hanno età, quelle che vengono raccontate nei nostri spettacoli (o dovremmo dire numeri?), virtualmente insieme, come un variopinto bouquet di fiori, resistenti come l’acciaio, delicate come cristalli, forti come donne.
Gianmarco Cesario
Elios Registrazioni Audiovisive, Roberta Frascati, Manisha Arya
SPORTE ‘E NUMMERE
E CAURARE ‘E STELLE
con
Roberta Frascati, Eliana Manvati
Regia
Angelo Serio
Disegno luci Nino Perrella
Scene e costumi Tiziana Cannavacciuolo
Aiuto regia Angelo Sorrentino
SINOSSI
C'è davvero un disegno dietro la nostra esistenza? Un filo invisibile che ci muove come marionette? O siamo noi a decidere dove andare e quale strada percorrere? Sappiamo già tutto quello che c'è da sapere o manca il tassello più importante? E la socratica affermazione si fa domanda che impone una risposta: "Conosci te stesso?". Due donne si interrogano a riguardo, cercando di penetrare nel profondo delle loro anime, andando oltre la ratio e indagando, come speleologi muniti di picconi e lanterne, le caverne della conoscenza, esplorando antichi misteri, tra vortici di numeri che si fanno specchio dell'anima e karmiche divinazioni, cercando di restare sempre come l'acqua, scrosciando tra profondi interrogativi e zampillando con leggerezza tra lucenti e graziosi pensieri.
NOTE DI REGIA
Ricercando, l’uomo si apre. Cercare significa mettere in discussione quello che si da per scontato. E la ricerca può anche essere più importante della scoperta stessa. Ma scoprire cosa? C’è qualcosa da scoprire? L’obiettivo ultimo di ogni ricerca è sempre lo stesso: dare un senso alla vita. I Numeri, la Musica, la Geometria e la Cosmologia costituiscono le quattro grandi Arti Liberali del mondo antico. Si tratta di semplici linguaggi universali, importanti oggi quanto in passato e ancora riscontrabili in tutte le scienze e le culture conosciute, che li accettano all’unanimità. Da sempre l’uomo le utilizza per indagare la realtà, intesa non solo come ciò che è esterno, ma anche, e soprattutto, ciò che sta dentro. Con l’avvento della scienza moderna, a partire dal XVII secolo, il fuoco si sposta, generando un progressivo aumento dell’interesse per la conoscenza del mondo materiale, risultato in seguito rovinoso per la consapevolezza del mondo spirituale. Carlo Rubbia, Nobel per la fisica nel 1994, ha dimostrato che solo la miliardesima parte dell’universo che noi conosciamo è fatta di materia visibile; il resto è energia. Brevemente si può affermare che se si osserva solo la materia, come ha fatto per secoli la chimica, si può capire solo un miliardesimo della sua realtà. Di fatto siamo pienamente in epoca primordiale.
Perche questa affermazione? La scienza, nonostante i successi in campo tecnico, ha reso le persone più felici?
Lo sviluppo della coscienza umana è pari a quello tecnologico? La scienza ci aiuta nella comprensione più intima e profonda del nostro essere? Nessuna di queste domande può ricevere una risposta incoraggiante.
Alla base di tutta la vita c’è il ritmo. Distrutto questo si distrugge la vita stessa, cosi come la conosciamo. Esso consiste di due poli, positivo e negativo, necessari l’uno all’esistenza dell’altro; come nella respirazione, dove le due fasi dell’inspirazione e dell’espirazione coesistono necessariamente, seppure in alternanza, dando luogo quindi non ad un “o-o”, ma ad un “e-e”; chi non inspira non può poi non espirare, e viceversa. Non è “essere o non essere”, ma “essere e non essere”. E di conseguenza non è “destino o libero arbitrio”, ma “destino e libero arbitrio”.
Anche la scienza con lo studio della luce (e della sua duplice natura di onda e particella) si è trovata di fronte a questo fatto apparentemente contraddittorio e non univoco.
Ma la dualità, l’alternanza, è la base stessa della vita.
Nella messa in scena ho semplicemente cercato di seguire questa duplice natura delle cose, sia per ciò che concerne le scene e i costumi, sia per quanto riguarda la musica e le luci. La necessità dell’alternanza continua delle forme, in un continuo pieno e vuoto, fisico e mentale, è dettato dall’esigenza di tenere sempre presenti le basi dell’esistenza stessa, in quella fondamentale presenza ritmica che consente l’Essere … e il Non – Essere.
Angelo Serio
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da martedì 10 a mercoledì 11 marzo 2015
Napoli
Nuovo Teatro Sancarluccio
Via San Pasquale,49
ore 21:00
ingresso a pagamento
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