da sabato 14 a domenica 15 marzo 2015
61rl5 - Antonella Morea in "Io la canto così"
Teatro
61RL5
QUANDO LE DONNE FANNO NUMERO
Una fantasiosa ipotesi di un Dio donna, due cantanti di successo dalle vite tortuose e drammatiche, donne oggetto di superstizione e di caccia alle streghe, una scrittrice e pensatrice che ha conosciuto dolore e passione, una fantasiosa e misteriosa profumiera, una regina diventata simbolo di moglie fedele di un marito egocentrico e donnaiolo, una pittrice anticonformista che fu la prima a denunciare uno stupro, e tante altre donne, disegnate nelle loro diversità simili ai quattro elementi. Queste le protagoniste dei dieci spettacoli che compongono la galleria di ritratti che costituisce la nostra rassegna teatrale: 61RL5, un titolo alfanumerico che nasconde il termine inglese che vuol dire “ragazze”, perché si tratta di donne che non hanno età, quelle che vengono raccontate nei nostri spettacoli (o dovremmo dire numeri?), virtualmente insieme, come un variopinto bouquet di fiori, resistenti come l’acciaio, delicate come cristalli, forti come donne.
Gianmarco Cesario
Associazione culturale IL TORCHIO
ANTONELLA MOREA
...IO LA CANTO COSI' !
OMAGGIO A GABRIELLA FERRI.
di Fabio Cocifoglia e Antonella Morea
con documenti tratti dal libro “Gabriella Ferri – SEMPRE“ della Iacobelli Edizioni curato da Pino Strabioli e Seva Borzak
regia Fabio Cocifoglia
chitarra Edo Puccini
fisarmonica/violino Vittorio Cataldi
costumi Canzanella CTN
oggetti di scena Antonio Cece e Carla Merone
foto di scena Gaetano Pappalardo
Nel suo romanzo “Opinioni di un clown” Heinrich Boll dice “...sono un clown e faccio collezione di attimi.” Questa frase si accende tutte le volte che penso a Gabriella Ferri, artista inimitabile e quasi impossibile da raccontare. Se chiedi agli amici di Gabriella Ferri, a chi l'ha conosciuta e a chi ha lavorato con lei un aggettivo per raccontarla ti rispondono: “Uno solo?S'incazzerebbe!”
Dicono di lei: Era un pagliaccio straordinario, un pagliaccio di razza...Veramente l'amica ideale, ti dava tutto... Dove cantava, ecco, lì era il centro del mondo... La disperazione degli autori... Un po' un pazzariello... Uno sguardo dolce e disperato che non si può sfuggire... Era la maschera con cui lei nascondeva tutto, tutto quel macello … Molto sensibile, molto ansiosa... Molto severa con se stessa... Impegnativa... Ogni sua frase era un urlo lanciato al mondo... Donna bellissima che non aveva paura di imbruttirsi... Eccentrica... Feroce... Bizzosa... Terribile... Anticonformista... Libera... Rivoluzionaria... Troppo in tutto... Una grande madre, una grande moglie, una grande amante... Verace... Testaccina... Romanesca... Come un San Pietrino... Rauca... Perturbante, conturbante, turbante... Senza pelle... Straordinaria... Forse solo nelle sue canzoni riusciamo a cogliere quegli attimi vissuti e collezionati dal suo animo di grande artista.
Fabio Cocifoglia
“...ci metterò un fiore!”
Un giorno passeggiavo per le strade di Roma, entro in un negozio e vedo lei, Gabriella Ferri, il mio mito da ragazzina. Piena di bracciali, collane, anelli, tutta colorata...come sempre. Ma quasi non la riconoscevo. Sembrava non riuscisse nemmeno a parlare. Com'è possibile? Stavo quasi per andarle incontro, come ad una persona di famiglia, come ad una sorella più grande che non vedi da tanto tempo. E mentre sto per andare mi vedo riflessa in uno specchio del negozio. Ora siamo in tre. La mente è volata a quando mi vestivo tale e quale a lei, capelli rigorosamente biondi con la frangia, trucco da trincea, sacchi di trucco, il rimmel sugli occhi due linee di filo spinato, il fondotinta un campo minato. “E voglio vedere quando mi espugnano, sono come Gabriella Ferri, io!” Così dicevo. E così mi chiamavano per gioco gli amici “la Gabriella Ferri napoletana”. Erano per me quelli anni duri, di trasformazione, di battaglia. E lì mi sono resa conto che per Gabriella Ferri la battaglia non era ancora finita. Manteneva la posizione eroicamente. Confusa, forse, ma sempre in piedi. Più tardi a casa mi sono interrogata sul perché di tanto malessere, di tanta confusione. Ho trovato solo una “non risposta” efficace nelle parole del figlio di Gabriella Ferri, Seva, che chiudeva un intervista con una frase della mamma presa dal suo diario intimo: “Ho nella testa confusione? … ci metterò un fiore!” Un'altra “non risposta” efficace l'ho trovata solo nelle sue canzoni che voglio cantare perché siano il mio fiore per Gabriella Ferri, una donna, un'artista a cui non finirò mai di dire grazie perché... mi ha dato tanto!
Antonella Morea
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da sabato 14 a domenica 15 marzo 2015
Napoli
Nuovo Teatro Sancarluccio
Via San Pasquale,49
ore 21:00
ingresso a pagamento
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