Classico Contemporaneo - O p a t a p a t a, una riscrittura de La tempesta di William Shakespeare
Teatro
La scelta di dedicare una rassegna ai classici ci è stata dettata dal grande amore per la letteratura teatrale, quella che negli anni passati riempiva le sale di spettatori, i quali venivano trascinati nel mondo letterario di grandi autori che, a loro volta, avevano avuto il grande merito di scrivere per il pubblico.
Dai primi tragici greci agli autori della seconda metà del novecento c’è stato grande fermento letterario dedicato al teatro e troviamo interessante trasmettere al pubblico di oggi quel patrimonio che ha reso nei secoli il teatro uno delle più seguite espressioni artistiche. Naturalmente al pubblico degli anni 10 del ventunesimo secolo è gusto proporre questi autori, mediati, però, dal gusto e dal talento artistico di registi ed interpreti contemporanei. Al suo secondo anno di vita, ancor di più nella passata prima edizione, che con orgoglio ricordiamo premiata da una entusiasmante presenza di pubblico, CLASSICO CONTEMPORANEO intende quindi coniugare il teatro dei grandi autori, del passato, e, perché no, anche del presente, con riletture registiche contemporanee che diano, in questo modo, un ulteriore contributo alla loro immortalità. Per due settimane nella suggestiva atmosfera del chiostro di S. Domenico Maggiore in Napoli, saranno in scena opere di autori quali Aristofane, Shakespeare, Moliere, Pirandello, Schmidt, Ibsen, Cechov, Petito, Viviani, Eduardo ed anche i grandi autori della tradizione musicale napoletana.
Gran parte delle opere in cartellone sono presentate in prima assoluta e ci auguriamo che il successo dello scorso anno sia di ulteriore incentivo alla presenza di un pubblico che finalmente torna a vivere il teatro senza farsi condizionare da personaggi televisivi ma esclusivamente dal valore delle opere proposte.
Ci fa piacere, infine, ringraziare particolarmente l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, nella persona dell’assessore Nino Daniele, per la fiducia confermataci quest’anno, che ci vede raddoppiare i giorni di permanenza nel meraviglioso sito concessoci, nell’ambito delle manifestazione ESTATE A NAPOLI
ORTENSIA T
O P A T A P A T A
una riscrittura de La tempesta di William Shakespeare
progetto di e con Roberto Azzurro
Quante volte ci siamo ripetuti: vorrei andarmene su un’isola deserta e ricominciare tutto d’accapo? Molte. Molte. E come spesso accade è la fantasia – in questo caso il teatro – che ci permette di realizzare i sogni più incredibili, più astrusi, più immaginifici anche.
Ma chissà se Prospero aveva immaginato che una volta sbarcato sull’isola, non avrebbe fatto altro che tentare di ricostruire la stessa esistenza che conduceva prima della sciagura che lo aveva ridotto lì, insieme alla figlia Miranda.
Se Prospero avesse accettato la nuova condizione, e dunque avesse immaginato di ricostruirsi una vita alternativa, una vita senza più vincoli relazionali simili a quelli precedenti, se Prospero avesse accettato di aprire il suo cuore – un tempo infranto per il sopruso politico che lo aveva scacciato dalla sua posizione di comando, e dunque ancora dolorante – a un destino scevro da legami di potere, allora forse sarebbe stato davvero un essere umano pronto al cambiamento. Ma l’essere umano non è mai pronto al cambiamento della propria natura, per cui Prospero ristabilisce, con nuovi personaggi e nuove figure dell’isola, una dimensione di vittime e carnefici, di prepotenze e disguidi affettivi, pur di riportare se stesso al centro di un meccanismo di potere – unico obiettivo dell’uomo di tutti i tempi e i continenti, dell’uomo antico e dell’uomo moderno, di antichi teatrini di corte, e di moderni teatrini di regimi attuali.
L’essere umano non riesce a fare a meno di parametri che gli ricordino continuamente quanto sia migliore di qualcun altro, giacché da solo evidentemente non ce la fa a convincersene, per cui ricorrere all’esercizio del potere è l’unica soluzione che gli resta quando intorno vede soltanto solitudine, evidentemente.
Dunque il teatrino, anzi i teatrini, che in questa mia Tempesta Prospero/Azzurro, come un iperbolico regista/direttore d’orchestra, riscrive a modo suo, in diretta, la storia dell’isola magica, e con versi iperbolici e rime impossibili ricostruisce continuamente, insieme alla giovane e bella Miranda, al fido Ariel e al terribile Calibano – tutte emanazioni di se stesso -, tutti quelli che risulteranno essere null’altro che i giochi di prestigio di un uomo (Prospero) che non si rassegna al cambiamento della propria esistenza. Finché la sua nuova esistenza non cambierà davvero, riportandolo nel suo passato e alla sua condizione primaria, restituendo il maltolto a sua figlia, alla quale darà il futuro che entrambi auspicavano.
In un viaggio profondo e apocalittico, dunque, vedremo ricomparire come generati e germogliati dalla fantasia del mago Prospero tutti i personaggi della sua esistenza, come in un tourbillon psicanalitico e psichedelico, tutti pronti a impersonare la propria parte e quella degli altri personaggi di questa storia. Come un direttore d’orchestra/regista/raccontatore folle e iperbolico, funambolico e grottesco Roberto Azzurro, attraversa i corpi e le voci del mago Prospero e di tutti gli altri personaggi che popolano quest’isola deserta, come lo è proprio adesso la nostra realtà, di figure e anime, di sguardi e parole, portandoci in un gioco metateatrale suggestivo e divertente, dissacrante e fantasmagorico, tra persone e personaggi, tra abisso e cielo, tra sogno e realtà, tra il demonio della propria natura e la santità delle proprie aspirazioni.
Roberto Azzurro
Card Speciali:
light card (3 spettacoli a scelta) 30 €
medium card (6 spettacoli a scelta: 55 €
full card (tutti e 12 spettacoli) 100 €
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Napoli
Chiostro di San Domenico Maggiore
Vicolo San Domenico Maggiore 18
ore 21:30
ingresso a pagamento
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