Ravello Festival 2015 - In Bach?
Classica e Lirica
Concerti
In Bach?
Danilo Rea & Ramin Bahrami, pianisti
Novità 2015
Nell’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach, la produzione per strumenti a tastiera occupa una posizione di assoluto rilievo, sia per valore intrinseco, sia per ruolo storico. Negli anni successivi alla scomparsa del compositore, infatti, della musica bachiana si persero quasi completamente le tracce. Gran parte della sua musica era infatti scritta, fino al XVIII secolo, per contesti locali e occasioni specifiche; pertanto raramente veniva stampata e tramandata: non era cosa di cui darsi pena, se ne sarebbe scritta altra, nuova, dal gusto più aggiornato. Ecco perché i brani che entrano a far parte di questo progetto, la cui complessità polifonica non lascia molti dubbi sulla loro attribuzione, sono stati per lungo tempo oggetto di studi filologici da parte del Bach Archiv di Lipsia, che li possiede tutt'ora.
Il progetto consiste nel dare nuova linfa e vigore ad un repertorio ricco di spiritualità, che per estetica e struttura rimanda senz’altro alla produzione bachiana. Abbiamo il dovere morale di restituire questi tesori all'umanità e liberarli dalla vincolante prassi esecutiva che ne ha fatto dei brani incompresi e dimenticati, talora svuotandoli della loro originalità. La felice fusione tra musica classica e jazz può realmente rappresentare un faro per le nuove generazioni, rendendo loro più accessibile il mistico mondo bachiano. Compendio di un’intera epoca musicale e frutto di un estro compositivo ineguagliabile, la produzione di Bach si pone ancora oggi come un momento centrale della cultura musicale occidentale. Le incertezze cronologiche che la circondano non fanno che rendere più affascinante la costruzione di percorsi di scoperta e di ascolto sempre nuovi, dai molti possibili profili. La musica di Bach si pone ancora oggi come un monumento aperto e dialogante, la mille volte evocata cattedrale di suoni: al visitatore il compito di entrarvi però con piedi leggeri e disposizione gioiosa.
Ramin Bahrami
Danilo Rea
Ottiene il diploma di Pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, debuttando nel 1975 sulla scena jazz con il Trio di Roma (Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto), destinato a diventare uno dei gruppi di riferimento del panorama italiano. Suonacon alcuni tra i più grandi solisti statunitensi, come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano. Nel 1989 partecipa al lavoro di Roberto De Simone, Requiem per Pier Paolo Pasolini, rappresentato al Teatro di San Carlo di Napoli.
Nel 1997 dà vita, con il contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista Fabrizio Sferra, ai Doctor 3, un trio jazz che ormai da un decennio calca i più importanti palcoscenici italiani. Ha collaborato con grandi artisti della scena pop internazionale quali Mina, Claudio Baglioni e Pino Daniele, ma anche con Domenico Modugno, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Renato Zero, Gianni Morandi e Adriano Celentano. Da tre anni ha dato vita ad un fortunato progetto in duo (Due come noi che…) con Gino Paoli, rivolgendo attenzione alla grande canzone italiana e a repertorio napoletano: i due si sono esibiti, nel 2012, al Teatro San Carlo e al Ravello Festival.
Ramin Bahrami è considerato uno tra i più importanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale. Dopo l’esecuzione dei Concerti di Bach a Lipsia con la Gewandhausorchester diretta da Riccardo Chailly (2009), la critica tedesca lo considererà: “un mago del suono, un poeta della tastiera… artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via personale…”. Nato a Tehran, Bahrami incide esclusivamente per Decca-Universal. I suoi cd sono dei best seller e riscuotono sempre molto successo di pubblico e di critica tanto da indurre il Corriere della Sera a dedicargli una collana per tredici settimane consecutive.
La ricerca interpretativa di Bahrami è attualmente rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Johann Sebastian Bach, che l’artista iraniano affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione. Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.
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Ravello (Salerno)
Villa Rufolo
Piazza Duomo
ore 21:45
ingresso a pagamento
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