Ravello Festival 2016 - “Jazz Voices of Europe” Maria Pia De Vito e Burnogualà Ensemble
Jazz e dintorni
Concerti
“Jazz Voices of Europe”
Maria Pia De Vito e Burnogualà Ensemble
Moresche e altre invenzioni
SARAU
Maria Pia De Vito, Huw Warren, Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic
Prima Italiana
Maria Pia De Vito
Artista incontornabile per eccellenza, sperimentatrice accanita e improvvisatrice di rango assoluto, inventrice di progetti e inesausta ricercatrice a ogni latitudine musicale, Maria Pia De Vito è tra le più importanti vocalist apparse sulla scena mondiale negli ultimi cinquant’anni. Il jazz, il canto barocco, le sintesi culturali, gli incroci stilistici cui ha dato vita nel corso della sua carriera la rendono voce inconfondibile, musicista formidabile e poetessa universale.
BURNOGUALÀ Vocal Ensemble, diretto da Maria Pia De Vito
Moresche e altre invenzioni
Il progetto Moresche e altre invenzioni, per la prima volta in forma “unplugged” qui al Ravello Festival, verte sulle canzoni moresche del fiammingo Orlando di Lasso, pubblicate nel 1581 all’interno del famoso «Libro de Villanelle, Moresche ed altre canzoni», frutto tardivo del compositore, a Napoli tra il 1549 ed il 1551, alla corte del Marchese della Terza.
Si tratta di intrattenimenti vocali a 3-4-5-6–8 voci, cicli carnevaleschi, parodie i cui protagonisti sono schiavi e liberti africani ritratti in serenate, corteggiamenti, bisticci, cantati in uno “slang” che mescola sapientemente frammenti di dialetto napoletano (comicamente storpiato) e di Kanuri, lingua parlata nell’area nilo-sahariana, insieme a imitazioni di strumenti e versi di animali. Un materiale unico, di grande vivacità e ricchezza ritmica, contrappuntistica, timbrica. E, soprattutto, materiale di eccezionale interesse non soltanto musicale, dal momento che le canzoni moresche di Orlando di Lasso, e di molti altri autori dell’epoca, testimoniano il lascito della diaspora degli africani in Europa, molto meno conosciuta di quella americana, al centro di una nuova stagione di studi e ricerche inaugurate dall’Università del Salento, grazie ai lavori di Gianpaolo Chiriacò e Gianfranco Salvatore.
Burnogualà estenderà le moresche attraverso l’uso di tessiture improvvisative, interludi e panorami vocali in cui l’Africa, Napoli e l’improvvisazione - jazzistica e non - si incontrano nella contemporaneità.
Burnogualà Vocal Ensemble, fondato e diretto da Maria Pia De Vito, nasce nel 2012 come Vocal Geographies in seno alle classi di Canto jazz al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, e al Saint Louis Music College. Svolge una ricerca sulla pratica del canto e dell’improvvisazione che abbraccia materia musicale della più diversa origine storica e geografica: dalla polifonia del tardo Rinascimento alla scrittura di autori contemporanei.
Valentina Rossi, Vittoria D’Angelo, Oona Rea, Ilaria Giampietri, Marta Colombo, Francesca Fusco, Lucia Mossa, Margherita Rampelli, Laura Sciocchetti, Elisabetta D’Aiuto, Danilo Cucurullo, Tommaso Gatto, Daniela Giannetti, Stefano Minder, Paolo Caiti, Frank Aghedu, Marco Lizzani, Sebastiano Forti, Fabio Grasso (voci). Lorenzo Apicella (pianoforte), Dario Piccioni (contrabbasso).
Maria Pia De Vito con Huw Warren, Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic
SARAU
Sarau in portoghese indica una “soireè”; un convivio musicale tra amici, una jam session intima.
In tale spirito di intimità e condivisione, Maria Pia De Vito e i suoi formidabili musicisti intraprendono un viaggio ideale attraverso un Brasile “trasfigurato” dall’incontro con il canto di Napoli.
Il progetto Sarau è incentrato quindi sulla rilettura di brani di grandi autori come Chico Buarque, Egberto Gismonti, Guinga, tradotti in napoletano e riletti in una visione metamorfica, un lavoro poetico e improvvisativo in cui le danze campane incrociano quelle brasiliane, il samba visionario di Tom Zè incontra una tammurriata e insieme incorniciano il capolavoro Construçao di Chico Buarque, in cui Agua e Vinho di Egberto Gismonti si mescola a Voce ‘e notte, meraviglioso esempio della grande tradizione melodica napoletana, e l’interplay si nutre dell’incontro tra i ritmi di questi luoghi di grande musica, ironia e mistica saudade.
L’idea di una sintesi musicale tra la musica d’autore brasiliana e la musica e la lingua napoletane nasce nel 2006, quando l’Associazione Napoli-Bahia commissiona a Maria Pia De Vito un progetto di ricerca sulle prossimità musicali e poetiche tra queste due città di mare, meticcie e cosmopolite per destino.
La ricerca si è ben presto estesa alla musica folklorica e d’autore di tutto il Brasile, grazie a una serie di incontri straordinari. Su tutti, quello con Chico Buarque De Hollanda, del quale De Vito traduce molti brani (tra cui Renata Maria, registrato in duo con Ivan Lins), e quello con Guinga, col quale è più volte in tour in Italia e Brasile, partecipando al suo recente lavoro discografico «Porto Da Madama», insieme a Esperanza Spalding, Maria João, Monica Salmaso.
Maria Pia De Vito (voce), Huw Warren (pianoforte), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Roberto Taufic (chitarra)
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Ravello (Salerno)
Villa Rufolo
Piazza Duomo
ore 21:45
ingresso a pagamento
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