da sabato 19 a giovedì 24 settembre 2026
Francesco Biondo a "Sirenuse" con 4 Studi per Creature...
Arte e fotografia
Incontri culturali
FRANCESCO BIONDO A SIRENUSE CON QUATTRO STUDI PER CREATURE D’ACQUA E TERRE ANTICHE
Una nuova tappa della ricerca sulle “Creature” nella collettiva napoletana dedicata al mito della Sirena
Napoli, 19–29 settembre 2026
- Galleria Spazio 57, Via Chiatamone 57
Dal 19 al 29 settembre 2026 Francesco Biondo partecipa a SIRENUSE, collettiva dedicata alla rilettura contemporanea del mito della Sirena, che riunisce 38 artisti e 42 poeti negli spazi della Galleria Spazio 57 di Napoli.
Ideato e curato da Maria Di Stasio e organizzato dall’Associazione Culturale Athenae Artis, il progetto mette in dialogo arti visive, poesia e performance, assumendo la figura di Parthenope come punto di partenza per una riflessione contemporanea su identità, memoria, corpo, desiderio, appartenenza, assenza e metamorfosi.
Per questa occasione Biondo presenta Quattro studi per creature d’acqua e terre antiche, un polittico nel quale pittura, materia ed elementi raccolti si incontrano dando forma a presenze sospese tra acqua e terra.
La Sirena non viene rappresentata attraverso una figura riconoscibile. Il riferimento al mito rimane sullo sfondo e sembra emergere dalle forme stesse, come una presenza che affiora lentamente dalla materia.
Le quattro opere sono costruite attraverso tracce, stratificazioni e gesti pittorici che articolano lo spazio della superficie. Blu, verdi, turchesi, ocra e terre si sovrappongono e si interrompono, costruendo forme organiche, talvolta liquide, talvolta minerali. Il colore non definisce semplicemente una figura: contribuisce a farla emergere.
A questa dimensione pittorica si aggiungono frammenti di legno, pietra e altri elementi raccolti. Sono materiali che conservano una propria identità e una storia precedente all'opera. Entrando nella composizione non vengono completamente trasformati né nascosti: mantengono qualcosa della loro origine e introducono nel lavoro una dimensione concreta, arcaica, quasi fossile.
È nel rapporto tra materia e memoria che si colloca una parte importante della ricerca di Francesco Biondo. I materiali raccolti diventano tracce di una storia che la pittura non cancella, ma mette in relazione con nuove forme. L'opera nasce così dall'incontro tra ciò che esiste già e ciò che prende forma attraverso il gesto dell'artista.
La ricerca sulle “Creature”
Quattro studi per creature d’acqua e terre antiche si inserisce in una ricerca che Biondo sviluppa da tempo intorno alla figura della Creatura.
La parola “creatura” ricorre in diversi momenti del suo lavoro, da Noblesse Creature a Attesa – Altrimenti e altrove – Senza alcun timore, fino a Dalla A alla Zeta.... Non indica una figura precisa, riconducibile a un'immagine o a un soggetto definito, ma una presenza possibile, una forma organica e misteriosa che può emergere dalla materia e trasformarsi nel corso del processo creativo.
Le Creature appartengono a una dimensione nella quale realtà e immaginazione rimangono vicine. Sono forme in divenire, nuclei nei quali possono depositarsi memoria, energia e tensione emotiva. La loro identità non è necessariamente affidata a un contorno definitivo: spesso è proprio ciò che rimane incompleto a suggerirne la presenza.
I quattro lavori presentati a Napoli rappresentano in questo percorso un nuovo passaggio. La loro origine è ora legata all'acqua e alle terre antiche, e il rapporto con il Mediterraneo e con il mito della Sirena offre alla ricerca un nuovo campo di possibilità.
Il titolo Quattro studi per creature d’acqua e terre antiche sottolinea questa apertura. Non quattro creature compiute, ma quattro possibilità di apparizione, quattro momenti di una ricerca che rimane volutamente in divenire.
Le forme emergono attraverso contorni irregolari, incisioni, sovrapposizioni e campiture di colore. In alcuni punti la materia si addensa, in altri lascia affiorare il fondo. Le piccole sfere di vetro colorato introducono punti di luce e profondità, quasi presenze liquide trattenute sulla superficie.
Il lavoro mantiene così una tensione tra concretezza e immaginazione: da una parte il peso e la consistenza dei materiali, dall'altra una forma che sembra continuamente sfuggire alla propria definizione.
Anche la parola “studio” assume un significato particolare. Non indica necessariamente un passaggio preparatorio verso una forma definitiva, ma una possibilità lasciata aperta. Le quattro opere possono essere considerate frammenti di un organismo più ampio, così come spesso accade nella ricerca di Biondo, dove la memoria si ricompone per tracce, dettagli e omissioni.
Il mito come nuova possibilità
La partecipazione a SIRENUSE mette questa ricerca in relazione con una delle figure più profonde dell'immaginario napoletano e mediterraneo.
Parthenope costituisce un punto di contatto tra una memoria antica e il presente. Per Biondo, tuttavia, il mito non diventa un'immagine da riprodurre. È piuttosto una possibilità capace di entrare nella materia e di generare nuove forme.
La Sirena rimane così una presenza indiretta, suggerita più che dichiarata. Ciò che emerge è una creatura che non appartiene completamente né all'acqua né alla terra, né al passato né al presente.
È in questa zona incerta che Quattro studi per creature d’acqua e terre antiche trova la propria collocazione all'interno di SIRENUSE: quattro frammenti di una ricerca più ampia, nei quali materia, memoria e immaginazione danno forma a presenze ancora in divenire.
Gli artisti selezionati
Luca Berno, Manuela Pini, Antonio Esposito, Stefania Tagliabue, Maria Milena Rocchetto, Paola Piol, Marco Verdelli, Cècile Batillat, Antonio Rana, Paola Petrelli, Giusi Dorn, Aldo Diana, Emanuela Liccardi, Ilaria Leganza, Nunzio Viscovo, Lia Chia, Cinzia Bevilacqua, Francesca Bice Ghidini, Lorenzo Trombino, Stefania Fienili, Lola Llinares, Rosanna La Rosa, Simona Carbone, Francesca Rota, Maria Felice Vadalà, Angelo Monte, Carmen Rieger, Andrea Alemanno, Massimo De Santis, Fabiana Brizi, Elena Achilli, Margherita Pomati, Rosaria Sportelli, Enrico De Santis, Ylenia Pilato, Francesco Biondo, Giuseppe Iovino, Antonietta D’alessandro, Pasquale Rolfi.
Gli autori selezionati
Antonio Rana, Maria Milena Rocchetto, Francesca Bice Ghidini, Cècile Batillat, Andriana Ura, Barbara Maresti, Ada De Vincentiis, Vincenza Postiglione, Emilia Tartaglia Porcini, Gaia Ierace, Carlotta Segoni, Tina Nicolò, Sabina Gianquinto, Elisa Zolin, Enrico Frandino, Cecilia Gramiccia, Micol Costa, Salvatore Casuccio, Grazia Maremonti, Matteo Piergigli, Nadia Buonomo, Gilda Caprara, Maria Tedeschi, Chiara Renda, Anna Callipo, Ivana Babic, Ernesto De Feo, Rita Rashid, Edo Ferrero, Lucio Pacifico, Rino Casazza, Giorgia Gottardi, Teresa Marino, Maria Grazia Blasio, Erika Filardo, Riccardo Muffatti, Rossella Covi, Guendalina Sagnotti, Rita Felerico, Sonia Bonu.
SIRENUSE
Arti visive · Poesia · Performance
19–29 settembre 2026
- Galleria Spazio 57
- Via Chiatamone 57 · Napoli
19 settembre · ore 17:30
Vernissage Arti Visive
- con la presenza di Mariangela Bognolo, critico e storico dell'arte
Performance Mappe dell'istante di Simona Carbone
26 settembre · ore 17:30
Vernissage Poesia
- Serata diretta da Ciro Cianni, poeta e scrittore
Performance poetica Un cuore a metà di Barbara Maresti
con l'attrice Chiara Pavoni
Ingresso libero
Ideazione e curatela: Maria Di Stasio
Organizzazione: Associazione Culturale Athenae Artis
Info: mariacira88@live.it - 342.0397475
Due cataloghi ufficiali con codice ISBN
- Arti Visive | Poesia
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da sabato 19 a giovedì 24 settembre 2026
Napoli
Spazio 57
Via Chiatamone, 57, 80121 Napoli NA
ore 17:30
ingresso libero
Info. 348 720 3795 - 342.0397475
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