Positano Teatro Festival: Epochè + Internos + Un Gioco, promessa e svolta
Teatro
per
IL TEATRO CHE VERRA'
Tre corti teatrali
selezionati al Festival
LA CORTE DELLA FORMICA 2012
Epochè
di Giovanna Pignieri
con
Paola Bocchetti
Ivana D’Alisa
Lella Lepre
Daniela Ioia
musiche originali
Massimo D’Ambra
trucco effetti speciali
Laura Pignieri
costumi
Maria Gallotti
regia
Raffaella Lepre
Una giovane donna napoletana dorme e nel suo stesso sogno cerca di capire perché il meridione d’Italia si trova nelle condizioni attuali “ che cosa è andato storto nella storia?” si domanda, attraverso i racconti di Giovanna II D’Angiò, Maria Carolina D’Austria, Matilde Serao, e un ipotetico assessore alle pari opportunità al Comune di Napoli (donna). Il viaggio temporale compiuto dalle tre donne, rese famose dalla memoria storica, si intreccia con quello della assessore e rinfacciandosi buoni e cattivi governi generano un “epochè” sulla questione meridionale. Del resto Epochè è la sospensione del giudizio, quel processo cognitivo dei Greci che prevedeva di astenersi da una valutazione nel caso in cui non si avessero a disposizione sufficienti elementi per formulare il giudizio. Il modo di affrontare i fatti storici delle quattro donne è pieno di ritmo e di ironia che aggiungono un tocco di leggerezza su un lavoro che ha nel finale una parte volta al pessimismo; quello del ripetersi degli errori nella storia delle dominazioni, del meridionalismo antico e della politica contemporanea. A scuotere però i panni impolverati delle protagoniste c’è la sognatrice che interviene ironizzando su ognuna di loro attraverso una musica d’atmosfera o con i miti che nel suo sogno le accompagnano, talvolta con le loro storie personali, in un continuo rimando tra passato e futuro.
Tutte le notti, dunque, questo salotto tutto al femminile dove si discute con ironia e romanticismo anche sulle sorti della giovane sognatrice, si anima.
È dunque attraverso questo surreale dialogo a quattro, ironico, sarcastico e comunque amaro, che si vuole indagare attraverso la storia anche la realtà femminile contemporanea.
INTERNO’S
uno spettacolo
di
Ivan Luigi Antonio Scherillo
con:
Ciro Bernardo
Noemi Giulia Fabiano
Simona Pipolo
Emanuele Scherillo
Diego Sommaripa
Linda Strazzullo
Flavio Visone
Giulia Visone
Coreografie e movimenti scenici
Marco Serra
regia
Ivan Luigi Antonio Scherillo
Marco Serra
Internos è il tempo, l’interno del tempo. Il tempo visto come anello, la vita vista come scelta ciclica delle anime erranti. Un anello particolare perché, se è vero che in ogni cerchio un punto è uguale ad ogni altro, qui non è così. C’è un punto particolare, diverso da tutti gli altri. Un minuto nell’eterno circolo del tempo. Un minuto dove tutti passano infinite volte, “Prima di essere” o dopo che “sono stati” ed ogni volta possono scegliere di “essere ancora” o di “non essere più”, di restare lì, di fermarsi a raccontare la follia della vita e delle persone che la vivono.
Joshua è una persona, anzi non ancora! Anche lui passa, chissà quante volte l’ha già fatto e quante altre lo farà, per quel punto, trovandosi davanti una vera e propria fortesta. composta da statue animate che le parleranno con sarcasmo dei paradossi dell’uomo, del dolore, di ciò che lo ha portato a lasciare la propria istintuale natura per divenire un essere incoerente che non agisce per il proprio bene. Il guardiano del tempo chiede alle statue, coloro che si sono fermati, di raccontare le loro storie ed il motivo che li ha spinti a “smettere di essere”. Adesso tocca a Joshua scegliere...
Un Gioco, promessa e svolta
di Alessandro Paschitto
con
Antonio Agerola
Cecilia Lupoli
costumi
Marianna Pastore
regia
Mario Autore
Che rapporto instauriamo con quanto ci circonda? Questo rapporto di significato in che misura può definirsi illusorio? O meglio: in che misura siamo disposti a riconoscere il nostro ruolo attivo nella costruzione di questo illusorio rapporto? Queste tra le domande su cui argomentare.“Illusorio” non è qui sinonimo di “falso” o “artificioso”, quanto di “costruito”. Costruito da credenze, desideri, sogni, la cui eccessiva condensazione diviene offuscamento dello sguardo, calcificazione dogmatica di possibilità altre in cui ci si ritrova intrappolati. Costretti a fissare quanto più non si riesce a rinnegare.C'introduce a temi e variazioni un'illusionista di mestiere nel senso più ampio, rivelantesi attraverso le finzioni del personaggio che interpreta e celandosi per mezzo di quelle dell'attore che è. Vuole illustrarci uno dei tanti giochi, forse realmente accaduto, forse no, in cui egli stesso, come noi tutti, è costretto, suo malgrado, a rifugiarsi. Non sarà solo, questa volta, il gioco lo vedrà accompagnato ad una bambina vagabonda in cerca dei suoi genitori. Ella riuscirà a strappargli una promessa: compiere il trucco impossibile, far riapparire i genitori di lei perduti (chissà quando e dove, chissà se mai avuti!). Non ci si attenda da quest’esperimento alcuno specifico messaggio, solo qualche vago indizio o suggestione, sperando che sia opportunamente fraintesa, in quanto finta, ma non falsa.
Alessandro Paschitto
L'illusione è un fondamento della realtà. Mi pare questa una tesi emergente dal testo, se di tesi vere e proprie si può parlare, perché l'alternativo cambio di prospettiva sul mondo dei due personaggi è indice di incertezza, di possibilità e non certo di sicurezza; "bisogna crederlo, credo" dirà la ragazzina, mostrando evidentemente quanto l'urgenza sia porre domande più che dare risposte.
Mi sembra necessaria a tal fine una messinscena tutt'altro che realistica, che faccia dell'illusione e del suo svelamento, il suo punto focale, onde far nascere del "sospetto" nello spettatore, della diffidenza verso ciò che vede, quella diffidenza che genera la domanda. A questo scopo è diretta anche una seconda linea registica che si muove in direzione metateatrale con l'intento di creare un rapporto in cui la finzione teatrale, che è illusione, divenga realtà, e la realtà venga rinnegata, a sua volta, come puro sogno.
Mario Autore
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Positano (Salerno)
Teatro Giardino del Tennis, Via Pasitea
ore 21:00
ingresso libero
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