La rassegna Teatri del Tempo Presente presenta Per non svegliare i draghi addormentati di Marco D'Agostin
Teatro
ph. by Furio Ganz
“Noi non abbiamo alcuna ragione di diffidare del nostro mondo, perché non è esso contro di noi. E se esso ha terrori, sono nostri terrori, se ha abissi, appartengono a noi questi abissi, se vi sono pericoli, dobbiamo tentare di amarli. E se solo indirizziamo la nostra vita secondo quel principio, che ci consiglia di attenerci sempre al difficile, quello che ora ci appare ancora la cosa più estranea, ci diventerà la più da e fedele. Come possiamo dimenticarci di quegli antichi miti, che stanno alle origini di tutti i popoli? I miti dei draghi, che si tramutano nel momento supremo in principesse; sono forse tutti i draghi della nostra vita principesse, che attendono solo di vederci un giorno belli e coraggiosi. Forse ogni terrore è nel fondo ultimo l'inermità che vuole aiuto da noi.” (R. M. Rilke)
“Not fare well But fare forward, voyagers” (T. S. Eliot)
Per non svegliare i draghi addormentati racconta due storie, accomunate dal solo desiderio di galoppare veloci. Il suo andamento è simile a quello della memoria: qualcosa arriva da lontano, si accende e poi d’improvviso si spegne, a volte un'amnesia interrompe il racconto, altre il ricordo è tanto forte da accecare il paesaggio.Sulle teste di principi e cavalieri, animali e regine, resta sospeso l'augurio che Eliot faceva ai naviganti: non fate un buon viaggio, ma viaggiate lontano. “Ci sono frammenti di un universo consumato dal tempo e dalla crescita, [...] La percezione di un tempo che cancella la memoria e le sue possibilità di narrazione: la favola come territorio decadente abitato da figure delicatissime ma abbandonate a se stesse, bianchi fogli di carta. L’incanto di un mondo che smette di appartenere all’infanzia e che si mostra privo di regalità. Ci sono principi privati del proprio scettro e della propria corona, perduti su spiagge deserte, ci sono reami abitati da presenze che attendono inermi mentre intorno a loro si consumano tutti gli oggetti che abitano il ricordo. C’è sempre un luogo da raggiungere, verso cui correre, come ombre nere nella luce densa di un orizzonte accecante e, forse, irraggiungibile. [...] In questo spazio si evocano e risvegliano i draghi addormentati della vita di ognuno; il pericolo, il terrore pronto a tramutarsi in bellezza. Perché solo piegando e ripiegando il passato si può continuare a correre verso il futuro.”. (Matteo Antonaci)
Progetto vincitore del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012
Progetto parte del progetto Teatri del Tempo Presente - Mibac
Un progetto ideato e condotto da Marco D'Agostin
Materiale elaborato a partire da Progetto Choreoroam Europe
In collaborazione con Francesca Foscarini, Remo Ramponi, Floor Robert
Luci di Remo Ramponi
Scrittura musicale di Paolo Persia
Consulenza tecnica di Enrico Fabris
Costumi di Edda Binotto
Con il sostegno di CSC/OperaEstate Festival Veneto, inTeatro, Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, Anagoor/La Conigliera, Teatro Fondamenta Nuove.
in scena Marco D?Agostin, Francesca Foscarini, Floor Robert
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Napoli
Teatro Piccolo Bellini
Via Conte di Ruvo, 14
ore 21:15
ingresso a pagamento
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