da lunedì 18 Agosto a mercoledì 22 ottobre 2014
l Macello di Giobbe
Teatro
Il Macello di Giobbe di e per la regia di Fausto Paravidino, nata nell’ambito del laboratorio di drammaturgia Crisi. Questo periodo è dedicato all’allestimento dello spettacolo, a laboratori collegati alla sua realizzazione e, infine a prove aperte al pubblico, nell’ottica di una formazione permanente. Il debutto nazionale dello spettacolo è previsto il 23 settembre al Teatro Valle Occupato, dove rimane in scena per tre settimane, quello internazionale il 15 ottobre al prestigioso Bozar - Le Palais des Beaux-Arts (Bruxelles).
La domanda che spesso risuona è: perché il Teatro Valle è ancora occupato?Perché nella pigrizia culturale nella quale sembra vivere ormai con rassegnazione il nostro Paese, le ragioni di questa occupazione sono oggi ancora più valide.Inoltre, in 3 anni di occupazione le istituzioni di riferimento hanno fatto orecchie da mercante, rifiutando sistematicamente un dialogo con questa esperienza.Prendiamo atto che da un po’ di tempo a questa parte, intorno a questa occupazione, si è scatenato un feroce dibattito. Improvvisamente il Valle sembra essere diventato la causa o la cura di tutti i mali. Ma la domanda è: le Istituzioni hanno voglia di confrontarsi seriamente con il modello – sperimentale e tutt'altro che perfetto, certo, ma premiato e studiato in tutto il mondo per i suoi aspetti innovativi – che il Valle propone? Oppure si ritiene che l'unico modo per finanziare la cultura sia quello dell'estromissione del pubblico come sostiene il nostro sindaco?Che fine ha fatto il fantomatico rapporto di giunta sul Teatro Valle Occupato, frutto dell’unica interlocuzione istituzionale con la dimissionaria Assessora alla cultura di Roma Flavia Barca? Verrà mai reso pubblico?Crediamo che nella logica della trasparenza, più volte invocata dal Sindaco Marino nel corso della sua campagna elettorale, sia opportuno comunicare ai cittadini il risultato di quel processo.O forse il clamore mediatico e politico sull'affaire Valle è solo un modo per spostare l'attenzione dalla drammatica situazione del sistema culturale?
Mentre in Francia gli intermittenti dello spettacolo e della cultura a fronte del restringimento dei propri diritti infiammano l’estate con scioperi, irruzioni, manifestazioni eclatanti e probabili blocchi a festival, trovando l'appoggio dell'intera comunità artistica e dei cittadini, in Italia si continua a ignorare la situazione di collasso. Gli artisti e gli operatori restano ai margini del dibattito politico senza riuscire a trovare un piano di autentico confronto e di collaborazione. I partiti sostengono il valore della cultura solo in campagna elettorale, per poi attuare politiche di tagli e privatizzazioni.In questa nuova fase storica nella quale, ci dicono i giornali, l'Italia è tornata a essere di sinistra, ogni forma di protesta viene immediatamente stigmatizzata come azione violenta, provocando l’indignazione di tanta gente perbene che si turba se qualcuno non paga le bollette, ma rimane indifferente di fronte allo sfruttamento del lavoro, alla chiusura di teatri e musei e alla svendita del patrimonio culturale.A nostra memoria le proteste non sono mai state garbate o politicamente corrette e la difesa di diritti legittimi ha portato a infrangere regole per scriverne di nuove che sapessero accogliere desideri e bisogni di cittadine e cittadini. Basta con il legalismo!
.La nostra 'protesta', la nostra attività artistica e politica, scaturisce dal desiderio di proporre un'alternativa reale e concreta a questo sistema fallimentare. Sperimentiamo modi nuovi di gestire uno spazio pubblico per cercare insieme forme che consentano di reagire alla crisi economica senza tagliare e chiudere ma aprendo e moltiplicando.In mancanza totale di sostegno e garanzie sociali, nella totale precarietà generata dalla riforma Fornero e aggravata in prospettiva dal Jobs Act, il Teatro Valle Occupato – pur nell’attuale assenza di finanziamento pubblico – sperimenta delle soluzioni concrete sostenendo economicamente gli artisti: pagando il lavoro, il diritto all’autore, il vitto, l’alloggio, coprendo il 50% delle spese di viaggio, costituendo una cassa mutualistica, occupandosi direttamente della comunicazione e della tecnica. Un modello economico discusso e costruito insieme agli artisti basato sulla cooperazione. Un teatro sostenibile con il teatro.
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da lunedì 18 Agosto a mercoledì 22 ottobre 2014
Roma
Teatro Valle Occupato
Via del Teatro Valle, 21
ore 21.00
ingresso con quota di complicita' suggerita
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