Giuseppe Penone. Gesti Universali
a cura di
Francesco Stocchi
Oltre trenta opere del Maestro dell’Arte Povera intrecciano un nuovo dialogo tra Natura e Storia, a dimostrazione dell’immutata vitalità della scultura
Roma, 6 febbraio 2023.
Trentasei opere realizzate tra gli anni Settanta e i primi Duemila in un percorso che attraversa il
Salone di Mariano Rossi, la
Sala di Apollo e Dafne, la
Sala degli Imperatori e quella di
Enea e Anchise per espandersi nel
Giardino dell’Uccelliera ed eccezionalmente nel
Giardino della Meridiana: con
Giuseppe Penone. Gesti Universali, a cura di
Francesco Stocchi, dal 14 marzo al 28 maggio 2023 la
Galleria Borghese torna ad aprirsi al contemporaneo, una mostra che è un omaggio all’immutata vitalità della scultura e a un Maestro dell’Arte Povera.
L’esposizione parte dalla ricerca di
qualcosa che non è presente negli splendidi spazi della Galleria, offrendo una
nuova lettura di quel rapporto tra paesaggio e scultura che la statuaria antica presente nella collezione del museo ci racconta secondo canoni classici. Un percorso che si pone in perfetta continuità con le ricerche sul rapporto tra Arte e Natura che caratterizzano la direzione di
Francesca Cappelletti.
Giuseppe Penone. Gesti Universali non propone alcun confronto ma presenta opere scelte come “riflesso” rispetto all’ambiente, offrendo un “completamento” di elementi: nelle sale caratterizzate da un tripudio di marmi, sculture e decorazioni – magnifiche rappresentazioni del
mondo minerale – Penone aggiunge un
innesto organico di foglie, cuoio, legno che collega e definisce i due universi. Nei Giardini invece, l’integrazione guarda al
mondo dei metalli, con
sculture in bronzo che dialogano con la ricca vegetazione circostante, arricchita da circa
quaranta nuove piante in vaso chiamate a sorreggere alcune opere.
Il percorso espositivo comprende
nuclei di opere meno note o iconograficamente poco associate al lavoro di Penone, come
Sguardo vegetale, e altre esposte per la prima volta in gruppi tematici –
Soffio di foglie e Respirare l’ombra – inserite nello spazio come presenze autonome e originali. Nell’
assenza di mitologia dei lavori di Penone, la narrazione sposta il suo asse, e i
l rapporto tra tempo naturale e passato storico dà vita a un nuovo
presente incerto.
Distanziandosi da ogni possibile confronto formale o simbolico con la Galleria, il lavoro di
Penone osserva la materia rivelando le forme che nasconde, con l’intento di
riattivare quel naturale
scambio osmotico tra il museo e il parco circostante, che ha ispirato tante delle opere parte della sua collezione.
Gli interventi dell’artista non scardinano quell’equilibro unico tra forme e architettura che caratterizza la Galleria, ma rinnova quel
gioco tutto Barocco che intrecciava paesaggio, natura e scultura, attivando un nuovo dialogo, presentando
un’interrogazione sulla scultura, rivelando la sua
evoluzione storica e contemporanea
La ricerca di Penone indaga la
prossimità tra la natura umana e vegetale, elemento centrale del suo lavoro, e fa nascere una riflessione sul suo linguaggio e sul rapporto con il Tempo e la Storia, magistralmente custoditi in Galleria. In questo rispecchiamento, la componente vitale dei materiali utilizzati dall’artista si alterna al tempo storico di quelli della statuaria classica, andando alla ricerca dello stretto necessario. Uno sguardo trasversale e soggettivo che mira a un equilibrio rinnovato, guidato da pura ammirazione
Web:
www.galleriaborghese.benicu...