"Il Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura è un progetto di respiro internazionale che rispetta la vocazione di Roma, Capitale della cultura da sempre, in cui giovani artisti provenienti da tutto il mondo si sono formati o hanno completato il loro percorso di formazione personale e artistico. Anche alla luce del prossimo Giubileo e della sfida dell’Expo ci è parso necessario ricordare questa vocazione cosmopolita di Roma e provare a fare incontrare le tante energie internazionali che ogni giorno promuovono la cultura nella città", nelle parole dell'Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor.
“Le mostre presentate oggi, ‘Roma, a portrait. Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri’ e ‘Dieter Kopp. Tradizione e libertà’, completano l’offerta culturale di Palazzo delle Esposizioni, valorizzando tutti gli spazi espositivi del museo. Azienda Speciale Palaexpo rilancia in modo fattivo il ruolo del Palazzo delle Esposizioni come punto di riferimento per la produzione e ideazione di progetti espositivi inediti, volti a riportare Roma al centro della scena culturale internazionale. Con le mostre presentate oggi miriamo a un cambio di passo verso la realizzazione di questo disegno ambizioso”, dichiara Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo.
ROMA, A PORTRAIT. Festival delle Accademie e degli Istituti di Cultura stranieri, a cura di Cecilia Canziani, con Francesca Campana e Giulia Gaibisso, è la prima edizione di un progetto che trasformerà, con cadenza annuale il Palazzo delle Esposizioni in un osservatorio privilegiato sulle visioni e sulle ricerche degli artisti e degli studiosi stranieri che ogni anno trascorrono un periodo di residenza a Roma, ospiti delle Accademie e degli Istituti di Cultura che hanno sede in questa città sin dal Seicento. La mostra è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo ed è organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, con la collaborazione di Academia Belgica, Accademia di Danimarca, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Accademia Tedesca Roma - Villa Massimo, Accademia di Romania in Roma, Accademia d'Ungheria in Roma, American Academy in Rome, British School at Rome, Centro Ceco di Roma, Circolo Scandinavo, Forum Austriaco di Cultura, Istituto Cervantes di Roma, Istituto Polacco di Roma, Institutum Romanum Finlandiae, Istituto Svizzero, Reale Accademia di Spagna a Roma.
In mostra documenti e fotografie provenienti degli archivi delle Accademie ed Istituti di cultura stranieri a Roma e opere di Elvira Amor, Yasmina Benabderrahmane, Giacomo Balla, Sara Barker, Simon Callery, Jean-Baptiste Camille Corot, Catriona Gallagher, Josè Guerrero, Ernest Hébert, Benedikt Hipp, Julia Huete, SophieJung, Winifred Knights, Konstantin von Kügelgen, Jochen Lempert, Benoît Maire, Ana Mendieta, Ester Partegàs, Elise Peroi, David Schutter, Maya Schweizer, Jakob Strandgaard, Esther Boise Van Deman, William Villalongo, Hannah Villiger, Laura White.
Contemporaneamente Palazzo delle Esposizioni rende omaggio al pittore Dieter Kopp con una mostra che ne ripercorre gli oltre cinquanta anni di attività, curata da uno dei maggior filosofi del nostro tempo, Giorgio Agamben.
La mostra DIETER KOPP. Tradizione e libertà, è promossa dall’ Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo.
L’esposizione si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Giorgio Agamben, Jean Clair, Monica Ferrando, Luisa Laureati Briganti, Gabriella Pace, Bill Sherman.
Tedesco di nascita, Kopp (Prien am Chiemsee, Baviera 1939 – Ardea 2022) si trasferì a Roma nel 1966, legandosi profondamente alla sua città d’elezione, al punto che Agamben, tra i pittori che ha conosciuto, lui solo considera veramente romano. Per definire la pittura di Dieter Kopp, Jean Clair coniò il neologismo “adsenza”, evocando uno stato di sospensione, a metà strada tra assenza e presenza. Una pittura che Giorgio Agamben, amico dell’artista sin dagli anni del suo arrivo a Roma, vide riposta in un gesto allo stesso tempo perentorio e sfumato.
La mostra allestita al primo piano del Palazzo delle Esposizioni presenta una selezione di circa cinquanta opere – olii, in prevalenza, su tela o su tavola, ma anche disegni realizzati con tecniche diverse soprattutto pastelli – attraverso le quali ripercorrere tutti i principali soggetti che l’artista ha esplorato con la sua pittura. Lungo il percorso espositivo si potranno ammirare i paesaggi di Paros (anni Settanta); le nature morte (Grandi cipolle, 1975-1976); Villa Balestra e altre vedute di Roma realizzate nell’arco di periodi diversi (da Villa Balestra,1984 a Lungotevere e San Carlo al Corso, 1998 ca. e Pantheon, 2007); gli interni (Riflessi, 1977, Cortile al mattino,1980-1981); Notre-Dame (1983-1984); i nudi (dipinti di grandi dimensioni, disegni e acquarelli degli anni Settanta e Ottanta) e la ciotola di ceramica unica presenza sul piano quadrettato della tovaglia (anni Novanta e Duemila).
Web:
www.palazzoesposizioni.it/