da giovedì 19 a domenica 22 febbraio 2026
Architettura di Una Metamorfosi
Arte e fotografia
Progetto espositivo nasce da una visione autoriale precisa: Chiara Capobianco artista, curatrice e ideatrice dell’intero impianto concettuale e spaziale, ha concepito, progettato e realizzato le sue opere appositamente per questa mostra in stretto dialogo con Michele Citro, curator ad affectum, figura di accompagnamento critico, instaurando una relazione diretta e inscindibile con lo spazio della Galleria delle Vasche.
Il racconto del percorso espositivo è affidato ad Alfonso Tornitore, storico e critico d’arte che svolge attività di ricerca con particolare attenzione al rapporto tra arte contemporanea, didattica e nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale.
Architettura di una metamorfosi è un progetto espositivo unitario e avvolgente che indaga come condizione permanente dell’esistenza la trasformazione, non intesa come approdo o promessa di rinascita, ma come stato di tensione continua, fragile e instabile.
L’idea che sostiene il progetto è ispirata dai miti raccontati nelle Metamorfosi di Ovidio, i cui motivi narrati, che hanno per soggetto identità fluide, corpo, desiderio, perdita e resistenza, diventano strumento per interrogare il presente.
Al centro della ricerca emerge il corpo femminile, inteso come luogo di mutazione e forza, costretto a ridefinirsi costantemente tra pressioni esterne e processi interiori. Il cambiamento non viene celebrato, ma esposto nella sua complessità emotiva e materiale.
La mostra si sviluppa come un attraversamento fisico e simbolico, in cui il pubblico è guidato lungo un percorso narrativo fatto di soglie, fratture, passaggi e resistenze articolandosi in sette capitoli, concepiti come ampie aree narrative che accolgono al loro interno una pluralità di opere, linguaggi e situazioni visive. Ogni capitolo non è una sezione chiusa, ma un campo aperto di esplorazione, in cui il visitatore è invitato a soffermarsi, tornare indietro, scoprire relazioni e rimandi sempre nuovi. Il percorso non suggerisce una lettura univoca né un numero finito di elementi, ma intende restituire la sensazione di una scoperta continua, in cui le opere emergono progressivamente come frammenti di un organismo più ampio e in costante trasformazione.
L’esposizione è concepita in relazione diretta con l’architettura della Galleria delle Vasche, La Pelanda, all’interno del Mattatoio, nel quartiere Testaccio, alle spalle del Monte dei Cocci: un luogo emblematico, oggi al centro di una profonda rigenerazione culturale promossa da Roma Capitale. La mostra dialoga apertamente con questa identità in trasformazione, attivando lo spazio come parte integrante del racconto attraverso soluzioni allestitive essenziali e rigorose – tessuti, sospensioni, frammenti, aperture progressive – evitando ogni elemento decorativo superfluo.
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da giovedì 19 a domenica 22 febbraio 2026
Roma
La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani,4
ore 18:00
ingresso libero
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