da sabato 7 a sabato 21 marzo 2026
in mostra
Il Ratto Delle sabine
Arte e fotografia
Proloco Fara in Sabina APS
Via Santa Maria in Castello,30
P.I./C.F.:01236120570
proloco.farainsabina.aps@gmail.comr />
Comunicato
Il Ratto delle Sabine
- ritratti ad encausto di Paolo Fundarò -
Luogo: Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina
indirizzo: piazza del Duomo, 3
durata: dal 7 al 21 marzo 2026
data di apertura: 7 marzo 2026
intervento musicale: Miriam de Vero (Flauto), Stefano Notarangelo (Pianoforte), Raffaello Giardino (Clarinetto) Christine Lundquist (Soprano) Fabio Esta (Pianoforte)
autore: Paolo Fundarò
Il 7 marzo, presso il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina , si inaugura la mostra Il Ratto delle Sabine , un progetto espositivo promosso dalla Direttrice del Museo Civico Archeologico e dalla Pro Loco Fara in Sabina APS, nonché curato da Paolo Fundarò. L’artista è esperto di tecniche pittoriche antiche, specializzato in particolare nell’encausto, preziosa e quasi dimenticata eredità del mondo classico. La mostra prende le mosse da uno degli episodi più emblematici e complessi della mitologia romana: il ratto delle Sabine, evento fondativo che si intreccia con la storia dell’insediamento e dell’abitato di Cures, traendo ispirazione dalle fonti letterarie classiche.
Narrato da Tito Livio nel primo libro dell’ Ab Urbe Condita e ripreso da Plutarco nelle Vite Parallele dedicate a Romolo e Teseo, il racconto del rapimento delle Sabine si trasforma in un momento cruciale e risolutivo. Durante il conflitto armato tra le due opposte fazioni, l’intervento delle donne ormai divenute mogli e madri cambiò il corso della storia: ponendosi tra i due eserciti e invocando la fine della guerra, imposero la pace in nome dei legami familiari ormai intrecciati. L’autore delle opere rilegge questo celebre episodio con uno sguardo contemporaneo, rievocando le suggestioni dell’immaginario antico e instaurando un dialogo con i reperti e le tematiche presenti nella sede espositiva.
L’insieme dei ritratti proposti si presenta come una sorta di galleria del mito: un continuo plasmarsi della memoria che mira a restituire la ricchezza del tema narrativo attraverso un linguaggio visivo radicato nell’eco della classicità. Al centro di questo processo si colloca la pittura ad encausto, leggendaria tecnica di matrice greca celebrata dalle fonti letterarie, ripresa nella sua formula e resa materica attraverso lo studio e l’esame accurato dei ritratti di mummie del Fayyum, capace di riportare alla luce la densità simbolica del passato e di offrire un momento di riflessione sul carattere e sul ruolo delle singole figure, in un connubio tra racconto mitico, invenzione artistica e testimonianza storica.
A completamento del percorso, sarà possibile ascoltare brevi composizioni musicali ispirate ai
dipinti, accessibili tramite la scansione di un codice QR.
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da sabato 7 a sabato 21 marzo 2026
Fara Sabina (Rieti)
Piazza del duomo 3
ore 17,00
ingresso a pagamento
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