Prima Biennale «Dentro l'Oro» — Castello Colonna, Genazzano
Tra gli invitati alla Biennale c’è Lord Walter Rolando Attanasio ( Athanor ), che presenta un olio su tela e una video poesia a tema.
Sarà presente il critico d’Arte : Giorgio Gregorio Grasso.
Videopoesia di Lord Athanor
https://www.youtube.com/watch?v=ADuy
3S6h6J8
In questo lavoro di Rolando,esiste un territorio dell'arte nel quale il tempo perde la propria linearità, la materia si trasforma in memoria e l'opera diventa una soglia aperta verso universi ancora sconosciuti. È in questa dimensione che si colloca Purple Gold Man di Walter Rolando Attanasio, un dipinto che sembra provenire da una civiltà remota e, nello stesso istante, da un futuro che l'umanità non ha ancora raggiunto. Presentata alla Prima Biennale Dentro l'Oro, nella cornice storica del Castello Colonna di Genazzano, l'opera si offre allo spettatore come una visione cosmica. Un cielo notturno, disseminato di stelle, sovrasta un paesaggio enigmatico, costruito attraverso trame organiche, architetture impossibili e strutture che ricordano contemporaneamente radici, circuiti biologici e reti di una misteriosa intelligenza. Al centro si innalza una costruzione monumentale, simile a un tempio o a una torre iniziatica. Una piccola figura dorata compare sulla scalinata: presenza umana, apparizione extraterrestre o custode di un passaggio tra dimensioni? L'oro, associato alle tonalità violacee e purpuree, non svolge soltanto una funzione cromatica. Diventa il segno di una trasformazione: la materia sembra attraversata da un processo alchemico, mentre il paesaggio si sottrae alle coordinate della geografia ordinaria. Non siamo davanti alla rappresentazione di un luogo riconoscibile, ma alla possibile cartografia di un universo interiore ed extraterrestre.
La clonazione del pittore: un racconto oltre il tempo
Attorno a Purple Gold Man si sviluppa una narrazione fantascientifica che appartiene all'immaginario artistico di Attanasio. Nel 2002, secondo il racconto visionario associato all'opera, un'entità aliena avrebbe clonato il dipinto e lo stesso artista, dando origine a una duplicazione capace di mettere in discussione il concetto tradizionale di originalità. Il clone non è soltanto una copia. È il doppio che mette in crisi l'identità, l'opera che si separa dal proprio autore, l'immagine che sembra continuare a esistere indipendentemente dalla storia che l'ha generata. Chi è il vero artista quando una sua versione può essere riprodotta in un'altra dimensione? E quale valore conserva un'opera quando il suo doppio potrebbe esistere in una civiltà lontana, sotto un altro cielo? La vicenda aliena, letta come racconto artistico e metafora filosofica, introduce un paradosso: forse l'opera non appartiene esclusivamente a chi la dipinge, ma anche a tutte le possibilità che essa contiene. Il clone diventa così una figura dell'alterità assoluta: un essere che possiede l'immagine dell'artista senza coincidere necessariamente con la sua esperienza, la sua memoria e la sua coscienza.
L'arte atemporale: oltre la successione degli eventi
Nella ricerca di Walter Rolando Attanasio, l'arte atemporale si sottrae alla semplice successione cronologica. Passato, presente e futuro non sono compartimenti separati, ma dimensioni che possono incontrarsi nella stessa superficie pittorica.
In Purple Gold Man, il paesaggio assume l'aspetto di una memoria cosmica. Le strutture che attraversano la terra sembrano appartenere a un mondo antico e, contemporaneamente, a una civiltà tecnologica ancora da scoprire. La torre centrale potrebbe essere un reperto archeologico del futuro, mentre la figura dorata sulla scalinata sembra assistere a un evento che si ripete da sempre.
L'opera non racconta una storia in senso convenzionale. La sospende.
Lo spettatore è invitato a entrare in una dimensione nella quale non è più possibile stabilire con certezza se ciò che osserva sia una visione, un ricordo, un sogno o l'anticipazione di una realtà possibile.
È proprio questa ambiguità a costituire uno dei nuclei della poetica atemporale: l'immagine non illustra il tempo, ma mette in discussione il nostro modo di percepirlo.
L'oro come materia di trasformazione
Il titolo Purple Gold Man suggerisce un incontro tra due polarità. Il viola evoca profondità, mistero e dimensione interiore; l'oro richiama luce, trasformazione e permanenza.
Nella tradizione alchemica, la trasmutazione del metallo in oro è anche una metafora della trasformazione della coscienza. Nel dipinto di Attanasio, questa suggestione incontra la fantascienza: l'oro sembra diventare il codice di una metamorfosi che coinvolge insieme l'uomo, la materia e l'universo.
La presenza di architetture enigmatiche e connessioni ramificate suggerisce un mondo nel quale ogni elemento potrebbe essere collegato agli altri. La terra non appare più come una superficie inerte, ma come una rete vivente, attraversata da relazioni invisibili.
Il paesaggio diventa organismo; l'organismo diventa architettura; l'architettura si trasforma in una possibile forma di pensiero.
L'originale e il suo doppio
La clonazione immaginaria dell'artista apre infine una questione che riguarda direttamente il destino dell'opera contemporanea.
Se il dipinto può essere duplicato, che cosa rende irripetibile l'originale? La materia, la mano che l'ha dipinto, la storia che lo accompagna oppure l'esperienza di chi lo osserva?
La narrazione aliena non offre una risposta definitiva. Al contrario, trasforma il dubbio in una componente essenziale dell'opera. Il clone diventa una presenza invisibile che accompagna il dipinto, come un'ombra proveniente da un'altra dimensione.
Forse il doppio non cancella l'originale. Forse lo rende consapevole della propria esistenza.
E forse, nell'universo atemporale di Attanasio, ogni opera contiene già la possibilità della propria futura apparizione: altrove, in un altro tempo, sotto un altro cielo.
Conclusione — Il dipinto che arriva da un altro tempo
Con Purple Gold Man, Walter Rolando Attanasio costruisce una visione nella quale pittura, immaginazione extraterrestre e riflessione filosofica si incontrano.
L'opera non pretende di dimostrare l'esistenza di una clonazione aliena: la assume come elemento narrativo e dispositivo poetico per interrogare l'identità dell'artista, l'unicità del dipinto e i confini della percezione umana.
La sua forza risiede proprio nell'incertezza che lascia aperta. Davanti a quel paesaggio purpureo, lo spettatore non sa se stia osservando le rovine di una civiltà scomparsa o l'architettura di un mondo che deve ancora nascere.
Forse entrambe le cose.
Perché nell'arte atemporale l'opera non proviene necessariamente dal passato e non appartiene interamente al presente. È una presenza che attraversa il tempo senza lasciarsi imprigionare da esso.
E se davvero esistesse un clone di Attanasio in qualche remoto sistema stellare? Forse starebbe dipingendo lo stesso paesaggio, convinto di esserne l'autore.
Sarà presente alche il video che contiene una poesia ultrametafisca estratta dal libro Oltre la notte sempre di Lord Attanasio dell'artista clonato Rolando Attanasio e che verrà proiettato durante la Biennale:
https://www.youtube.com/watch?v=ADuy
3S6h6J8&t=4s
Carmine Ugo Zungoli
Web:
www.agenziaeventi.org/2026/...