LA MUSICA DEL MONTEVERDI PRIMAVERA 2025 Ridotto del Teatro A. Ponchielli ore 11.00
La domenica mattina, ritornano nel Ridotto del Teatro alle ore 11.00, i graditissimi concerti de La Musica del Monteverdi. Primo appuntamento domenica 9 marzo con i giovani e talentuosi musicisti del “Conservatorio Claudio Monteverdi” di Cremona. Un concerto da non perdere con tre giovanissime virtuose del pianoforte! Biglietti in vendita alla biglietteria nei consueti orari di apertura della biglietteria.
Domenica 9 MARZO
LUCI E OMBRE NEL PIANOFORTE DA BACH A POULENC
Musiche di J. S. Bach, F. Chopin, G. Fauré, F. Poulenc, C. Debussy, L. van Beethoven, G. Caffi
Claudia Rosso, Veronica Varianti, Emanuela Fiumara, pianoforte
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750) Concerto in stile italiano in Fa maggiore, BWV 971
Claudia Rosso, pianoforte
Nel Concerto in stile italiano Bach ripropone sulle due tastiere del clavicembalo l’effetto di un insieme strumentale giocando sull’alternanza tra tutti e solo propria del concerto italiano. L’opera rimane fedele al modello anche per quanto riguarda l’organizzazione in tre tempi e l’uso della forma-ritornello, per cui a un primo tema (primo ritornello) esposto dall’orchestra segue un episodio modulante e più virtuosistico affidato al solista, e così via.
Fryderyk Chopin (1810 – 1849) da Due notturni per pianoforte, op. 27
Gabriel Fauré (1845 – 1924) Nocturne n. 4, op.36
François Poulenc (1899 – 1963) da 8 Nocturnes, FP 56
Veronica Varianti, pianoforte
Fryderyk Chopin (1810 – 1848) nei suoi notturni riesce a ricreare con il pianoforte la leggerezza e la delicatezza del canto di un soprano. Il riferimento al canto è essenziale per comprendere le sue opere per pianoforte, in cui il compositore è capace di esprimere tutte le sfumature dall’anima, proprio come il canto della voce umana. Come quelli di Chopin, Gabriel Fauré (1845-1924), compositore francese, è uno dei pochi a portare avanti la vena introspettiva. Non si tratta tanto di evocazioni vere e proprie della notte, quanto piuttosto di libere rêveries. E tutto ciò viene poi portato avanti anche da un altro compositore francese, François Poulenc (1899-1963). In particolare, il quarto Notturno di Poulenc, con il suo accenno al settimo dei Preludi Op. 28 di Chopin, ha una specie di retorica pigra ma sempre colorata con la piccantezza caratteristica del compositore.
Claude Debussy (1862 – 1918) Suite bergamasque
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) Trentadue variazioni su un tema originale in Do minore, WoO 80
Giuseppe Caffi Sonata in due tempi
Emanuela Fiumara, pianoforte
I brani presentati di Debussy, Beethoven e Caffi, vantano la caratteristica di aver preso spunto, per quanto riguarda la struttura formale, dalle forme passate della suite barocca, passacaglia o ciaccona e forma Sonata.
La suite bergamasque di Claude Debussy è stata composta nel 1890 e revisionata in maniera definitiva nel 1905.
Consta di 4 movimenti: Prélude, Menuet, Clair de lune e Passepied. Il secondo e il quarto sono due danze di derivazione barocca e vengono introdotte dal preludio come accadeva nella suite del ‘700.
Le 32 variazioni in do minore di Ludwig van Beethoven sono costruite seguendo la forma di passacaglia, variazioni su un basso ostinato.
La sonata di Giuseppe Caffi sottintende all’interno di un linguaggio armonico moderno uno schema formale che si ispira alla sonata classica anche nei rapporti tonali.
Biglietti: posto unico € 5,00
Web:
www.teatroponchielli.it