A solo violino: La Strada per Bach - Leila Schayegh
Classica e Lirica
Concerti
Martedì 28 luglio 2026, ore 20.30
Chiesa di Santa Maria della Sanità
Via Durini, 20
A solo violino: La Strada per Bach
Leila Schayegh, violino barocco
Prosegue Milano Arte Musica, il festival internazionale di musica antica promosso dall’Associazione Culturale La Cappella Musicale che fino al 27 agosto porta in alcune delle chiese e sale da concerto più significative della città i principali interpreti internazionali del repertorio rinascimentale e barocco.
Tra grandi ensemble e solisti di punta, martedì 28 luglio spazio al violino di Leila Schayegh, interprete tra le più autorevoli e premiate del repertorio barocco. Il concerto, in programma alle 20.30 nella Chiesa di Santa Maria della Sanità, propone il tema A violino solo: La strada per Bach, presentando un filo conduttore non casuale: un vero percorso verso la nascita del grande repertorio per violino solo, che culmina in Johann Sebastian Bach.
I brani in programma raccontano l’evoluzione del linguaggio violinistico tra Seicento e primo Settecento, quando il violino passa da strumento essenzialmente melodico a voce capace di sostenere da sola un discorso complesso, quasi “polifonico”. Dalle forme libere e sperimentali come fantasia e preludio, si attraversano strutture sempre più articolate come passacaglia e sonata, fino a giungere alla piena maturità della Sonata BWV 1004, in cui Bach raccoglie, sintetizza e supera l’intera tradizione precedente.
«La raccolta dei «Sei Solo. / a / Violino / senza / Basso / accompagnato», cioè le sonate e partite trasmesse dal manoscritto autografo redatto nel 1720 da Bach, all’epoca Kapellmeister e Direttore della Musica di Camera presso la Corte di Cöthen, rappresenta sicuramente il vertice repertorio per violino solo. Vertice insuperabile, montagna asperrima, insormontabile, senza confronti per complessità e valore estetico. E tuttavia quelle pagine originalissime non nascevano dal nulla. Con quella raccolta Bach capitalizzava una fiorente tradizione violinistica proposta dal concerto odierno, che disegna una sorta di percorso ascensionale, di freccia puntata verso quel manoscritto bachiano oggi custodito a Berlino.
Si individua di solito il precedente diretto dei Sei solo bachiani nella raccolta di sei Suites per violino solo pubblicate a Dresda nel 1696, quando Bach era ancora ragazzo, dal violinista Johann Paul Westhoff (1656-1705), attivo nella Corte sassone, poi in quella di Weimar durante il primo soggiorno bachiano (a Weimar Westhoff vi morì nel 1705; Bach vi era giunto due anni prima). Ma vale senz’altro la pena di disegnare un contesto più ampio di virtuosi del violino, a cominciare da due figure poco note come Stefan Nau e Thomas Baltzar. Il primo, francese di Orléans, venne ingaggiato a caro prezzo come compositore per il complesso di archi della Corte inglese, di cui divenne la spalla. A Londra venne coinvolto anche in spettacoli coreutici e fu maestro di danza della principessa di Heidelberg, come recita il manoscritto, custodito a Berlino come quello della raccolta bachiana, della Fantasia in programma: rara pagina superstite, e di grande impegno, del suo autore. Anche Thomas Baltzar, tedesco del Nord, di Lubecca, approdò in Inghilterra, un decennio dopo la morte di Nau, importandovi una tecnica violinistica avanzata, che aveva nella scordatura uno dei propri caposaldi. Alcuni assoli di Baltzar vennero pubblicati postumi nella raccolta The Division Violin di John Playford nel 1684, l’anno prima della nascita di Bach.
Ci si avvicina alla Germania, e cronologicamente a Bach, con la Passacaglia in sol minore di Heinrich Ignaz Franz von Biber, che corona le Mysterien- (o Rosenkranz) Sonaten, la raccolta manoscritta, realizzata verso il 1674, di quindici sonate «in onore dei santi quindici misteri» del Rosario, uno dei lasciti più singolari e affascinanti della splendida civiltà strumentale del barocco, testimoniata da un’unica, accurata copia manoscritta oggi a Monaco di Baviera. La raccolta andrà fatta risalire al soggiorno di Biber a Salisburgo come valet de chambre (diventerà poi il maestro di Cappella). L’ingresso nel 1674 dell’arcivescovo Maximilian Gandolph nella locale Confraternita del Rosario dovette ispirare il progetto devozionale della raccolta, esplicitato dalle incisioni ad apertura di ciascuna sonata: esauriti i misteri del Rosario, un bambino accompagnato dall’Angelo custode presiede alla Passacaglia, che si discosta dai lavori che la precedono per l’organico, che perde il continuo, e l’astensione dalla scordatura, ma ne condivide l’ispirazione devota, l’ambizione virtuosistica (in assenza di scordatura, incentrata nella corda doppia) e lo sfruttamento sistematico dell’artificio della variazione, magica sintesi di permanenza e mutamento, sfida allo scorrere del tempo nel proporre l’immanenza di un elemento costante (il tetracordo discendente Sol – Fa – Mi bemolle – Re, che verrà riproposto e variato ben 65 volte) pur nel caleidoscopio delle trasformazioni, voce fedele a se stessa eppure disponibile a meravigliose, inaspettate metamorfosi.
Ancor più vicino a Bach, anzi di lui più giovane d’un paio d’anni, è un altro virtuoso: Johann Georg Pisendel, attivo alla Corte di Dresda, della cui celebre orchestra diverrà Konzertmeister, dal 1712. Formatosi prima con Giuseppe Torelli ad Ansbach, solista nel Collegium musicum di Lipsia, e infine allievo di Vivaldi a Venezia, Pisendel fa sintesi delle scuole violinistiche italiana e francese. Proprio all’epoca del soggiorno veneziano del 1716 dovrebbe risalire la sua unica Sonata à Violino solo senza Basso.
E proprio Pisendel si è ipotizzato essere il destinatario della raccolta dell’amico Bach. Raccolta che sposa l’intento di sviluppare l’abilità tecnica di uno strumento cui Bach era molto legato, essendo stato lo strumento del padre, e da lui stesso praticato a Weimar; lo studio della fisicità del suono, la ricerca di una “voce” specifica da prestare alla sonorità del violino e delle potenzialità riservate alla voce di un unico strumento; l’ambizione di realizzare una composizione grandiosa che sfrutti le potenzialità sonore disponibili nel proprio tempo. La raccolta ha il suo cuore nella Ciaccona che corona la II Partita, pagina monstre, che supera di gran lunga, per dimensioni e impegno costruttivo, tutte le altre, proiettando la serie di danze a lei anteposte verso una meta che le trascende, ed eguagliandone di fatto la durata complessiva. Su un solidissimo riferimento matematico: il modulo base di 4 battute (4+4 in realtà: il basso di ciaccona armonizzato e quasi celato da Bach nella scrittura) è infatti moltiplicato inesorabilmente fino all’estensione davvero impegnativa, sul piano dell’invenzione quanto su quello dell’esecuzione, di 256 battute. Unica serie di variazioni nella produzione cameristica bachiana, la Ciaccona si configura anche come un centro d’energia che in tre secoli ha spinto innumerevoli musicisti, anche tra i più illustri, a reinventarla per mezzi sonori diversi dal violino solo, lo strumento meraviglioso per cui Bach l’ha concepita.»
Raffaele Mellace
INFORMAZIONI
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel 02.76317176 | 3392697178
e-mail mail@lacappellamusicale.com
sito www.milanoartemusica.com
BIGLIETTI
Intero: 18,00 €
Ridotto (Under26 e gruppi di minimo 10 persone): 12,00 €
Gratuito: Under12, accompagnatori di persone disabili (si prega di contattare l’Associazione per usufruire delle gratuità)
Biglietto sospeso: regala un biglietto! Sarà destinato agli utenti dei servizi sociali del Comune di Milano
Punti vendita:
online (con diritto di prevendita): Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto
presso Associazione Culturale La Cappella Musicale
Lunedì dalle 15.00 alle 18.00
Mercoledì dalle 10.30 alle 13.30
SI CONSIGLIA VIVAMENTE L’ACQUISTO IN PREVENDITA
È GRADITO IL PAGAMENTO ELETTRONICO
SEDE
Chiesa di Santa Maria della Sanità
Via Durini, 20
MM San Babila, bus 61, 84
PROGRAMMA
Stefan Nau Fantasia
(1600 ca.-1647)
Thomas Baltzar Preludio
(1631-1663)
Heinrich Ignaz Franz von Biber Passacaglia in sol minore per violino solo
(1644-1704) (Rosenkranz - Sonaten XVI)
Johann Georg Pisendel Sonata à violino solo senza basso in La minore
(1687-1755) Largo – Allegro – Giga e Variazioni
Johann Sebastian Bach Partita per violino solo in Re minore BWV 1004
(1685- 1750) Allemanda – Corrente – Sarabanda – Giga – Ciaccona
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Milano
Chiesa di Santa Maria della Sanità
ore 20:30
ingresso libero
Info. Tel: +39 02.76317176
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