A Malnate il 7 novembre concerto in Chiesa con lo Stabat Mater di Haydn: un viaggio tra dolore e speranza
Classica e Lirica
La forza della musica per raccontare il dolore, la spiritualità e la speranza. Sabato 7 novembre, alle ore 21, la Chiesa prepositurale di San Martino, in piazza San Martino 1 a Malnate, ospiterà l'esecuzione dello Stabat Mater di Franz Joseph Haydn, affidata all'Orchestra dell'Academia e al Coro Sinfonico Amadeus, sotto la direzione del maestro Marco Raimondi. Le voci dei solisti saranno di Raffaella Lee soprano, Jae Hee Kim mezzosoprano, Filippo Pina Castiglioni tenore, Yutaka Tabata basso. All’organo suonerà Enrico Raimondi.
L'attività di diffusione della cultura musicale di Amadeus può contare anche sul sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, gruppo Bcc Iccrea, da anni vicina all'Ensemble Amadeus e alle sue iniziative, contribuendo a promuovere la musica come occasione di incontro, partecipazione e crescita culturale per il territorio. «Ci sono opere che, pur essendo state scritte secoli fa, riescono a parlare al nostro presente con una forza sorprendente. Lo Stabat Mater di Haydn è una di queste: racconta il dolore, ma soprattutto la capacità di attraversarlo senza perdere la speranza e la fede. In un'epoca in cui siamo abituati a correre, a consumare notizie ed emozioni, questo concerto ci offre qualcosa di prezioso: il tempo per fermarci, ascoltare e ritrovare ciò che conta davvero, la speranza, la vicinanza alle persone, le nostre radici religiose e culturali, la comunità, il sostegno reciproco nelle difficoltà e nel dolore. Per una banca cooperativa come la nostra, che ha costruito la propria identità sul rapporto con le persone e con il territorio, tutto questo ha un significato profondo», dichiara Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.
Il concerto è realizzato anche con il contributo di Fondazione Cariplo, e promette di offrire al pubblico un'esperienza musicale di grande intensità, attraverso una delle pagine più significative della produzione sacra settecentesca. L'ingresso è libero, ma è possibile prenotare il posto al concerto, previa donazione, a questo link: https://ensembleamadeus.org/product/20261107_malnate/
Composto nel 1767, quando Haydn era ancora relativamente giovane e lavorava come maestro di cappella alla corte degli Esterházy, lo Stabat Mater rappresenta una tappa fondamentale nella crescita artistica del compositore austriaco. «È interessante pensare che, all'epoca, Haydn non fosse ancora il grande classico che oggi conosciamo, ma un musicista in piena evoluzione, alla ricerca della propria voce», spiega il maestro Marco Raimondi nel testo di presentazione dell'opera.
Il capolavoro si basa su un testo latino medievale di straordinaria intensità, che descrive il dolore della Vergine Maria ai piedi della croce. Un tema universale, che Haydn traduce in musica attraverso un linguaggio capace di alternare drammaticità e raccoglimento, tensione emotiva e contemplazione. «Haydn riesce a tradurre questo testo in musica con una sensibilità sorprendente, alternando momenti di grande drammaticità a passaggi più intimi e contemplativi. Una delle cose più affascinanti dell'opera è proprio il dialogo continuo tra coro, solisti e orchestra», osserva Raimondi. È proprio questo intreccio di voci e strumenti a rappresentare uno degli aspetti più coinvolgenti della composizione. «Il coro rappresenta spesso una dimensione collettiva, quasi universale: è come se desse voce all'umanità intera che osserva e partecipa al dolore. I solisti, invece, entrano in scena in modo più personale. In alcune arie sembra quasi di ascoltare una riflessione individuale, una preghiera privata», sottolinea il direttore. «L'orchestra non è mai un semplice accompagnamento. Haydn la utilizza in modo molto espressivo: gli archi spesso creano un tessuto sonoro morbido e continuo, quasi come un respiro che sostiene le voci. In altri momenti, invece, l'orchestra interviene con accenti più marcati, sottolineando il dolore o la tensione del testo», evidenzia Raimondi.
Particolarmente raffinato è anche il gioco di contrasti che attraversa l'intera partitura, con l'alternanza di grandi momenti corali e sezioni più raccolte, nelle quali pochi strumenti dialogano con una voce solista. «Haydn alterna pieni e vuoti: a passaggi corali più solenni seguono sezioni più leggere e trasparenti. Questo gioco di contrasti rende l'ascolto sempre vivo e mai statico. Anche il colore orchestrale ha un ruolo fondamentale: in alcuni punti gli strumenti sembrano quasi commentare le parole, amplificando il significato emotivo del testo», prosegue il maestro.
Lo Stabat Mater occupa un posto importante nella storia musicale europea. L'opera contribuì infatti alla diffusione della fama internazionale di Haydn, circolando ampiamente soprattutto negli ambienti ecclesiastici, molto prima del successo delle celebri sinfonie londinesi. Ma ciò che rende questa composizione ancora oggi particolarmente attuale è soprattutto la capacità di parlare all'animo umano, affrontando il tema della sofferenza senza rinunciare a una prospettiva di consolazione. «La speranza è un elemento fondamentale. Nonostante il tema sia tragico, la musica di Haydn non è mai disperata. C'è sempre una luce, una tensione verso qualcosa di più alto. Questo equilibrio tra sofferenza e consolazione è forse uno degli aspetti più toccanti dell'opera», riflette Raimondi.
Un sentimento che trova le proprie radici anche nella profonda religiosità del compositore. Haydn era conosciuto per il carattere sereno e per la sua fede. Secondo un aneddoto tramandato, quando incontrava difficoltà nel comporre, prendeva il rosario e pregava, ritrovando poi l'ispirazione. «Forse anche per questo, nello Stabat Mater, si percepisce una spiritualità autentica, mai retorica», osserva il maestro.
«In un tempo come quello che stiamo vivendo, segnato da conflitti, incertezze e tensioni che attraversano la società, abbiamo più che mai bisogno di ritrovare nella speranza un punto di riferimento. Lo Stabat Mater di Haydn ci ricorda che anche dal dolore più profondo può nascere una luce, che la sofferenza non deve avere l'ultima parola e che, anche nei momenti più difficili, esiste sempre la possibilità di guardare al futuro con fiducia. È un messaggio di straordinaria attualità», conclude Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, gruppo Iccrea.
La scelta della chiesa prepositurale di San Martino come sede del concerto aggiunge un ulteriore elemento di suggestione a una serata nella quale la musica sacra potrà trovare una cornice particolarmente significativa. «Vi invitiamo ad ascoltare questa musica lasciandovi guidare dalle emozioni, senza cercare necessariamente di capire tutto, ma semplicemente accogliendo il percorso che Haydn ci propone: un viaggio nel dolore umano, ma anche nella sua possibile redenzione», chiosa il maestro Marco Raimondi.
Un invito che racchiude il senso della serata: lasciarsi attraversare dalla forza espressiva di un capolavoro che, a oltre due secoli e mezzo dalla sua composizione, continua a raccontare con straordinaria attualità la fragilità dell'uomo e la sua inesauribile ricerca di speranza.
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Malnate (Varese)
piazza San Martino, 1
ore 21
ingresso libero
Info. +39 320 2944438
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