Antiqua 2026 invita il suo pubblico al prossimo appuntamento che si terrà il 14 maggio, alle 21.15, a San Raffaele Cimena (To), presso la chiesa di San Raffaele Arcangelo, in via Maestra, a San Raffaele Alto. “Mirum Musicis Ensemble” proporrà “Le Goût Étranger, Façon De La Chine” con l’utilizzo di un affascinante strumento tradizionale cinese: il gu zheng, gu zheng.
Ingresso gratuito. Per informazioni o prenotazioni scrivere a segreteria@accademiadelricercare.com o accademiadelricercare@gmail.com oppure consultare il sito web https://accademiadelricercare.com/.
I concerti di Antiqua 2026 sono accompagnati da un piccolo allestimento d’arte realizzato dall’Associazione “La Voce dei Venti” (https://lavocedeiventi.com/).
Programma:
Un brano del folklore cinese
J-M. Amiot (Tolone 1718 - Pechino 1793)
“Suite de la pleine Lune”
M. Marais (1656-1728)
“L’Arabesque”, “La Rêveuse”, “Le Badinage”
F. Couperin (1668-1733)
“Les chinois”
J.Ph. Rameau (1683-1764)
“Les Sauvages”
A. Forqueray (1672-1745)
"La Portugaise"
F. Couperin (1668-1733)
“Les Barricades Mystérieuses”
Tre brani del folklore cinese
M. Marais (1656-1728)
“Les Folies d’Espagne”
Interpreti:
Xiaoyu Zhao, gu zheng, gu zheng, (strumento della tradizione cinese)
Luca Taccardi, viola da gamba Eva Carazzòlo, clavicembalo
Nota di sala:
La musica cinese tradizionale e le Goût Étranger al tempo di Luigi XIV. Concerto di melodie della tradizione cinese accostate al gusto esotico delle musiche di Couperin, Marais e di altri compositori francesi del XVIII Secolo.
Il programma, illustrato da brevi commenti, dura complessivamente un’ora circa.
Nell'epoca di Luigi XIV, l'incontro tra l'Oriente e l'Occidente trovò il suo culmine nella musica grazie all'affascinante eredità dei missionari gesuiti. Matteo Ricci e Joseph-Marie Amiot furono figure chiave nell'apertura di porte allo scambio culturale tra Europa e Cina, con particolare attenzione alla musica.
Ma non fu così facile. A causa dell'interdizione cinese agli stranieri, Ricci dovette trascorrere oltre dieci anni a Macao, studiando la lingua e i costumi locali, vestendo gli abiti di un bonzo. Fino a guadagnare nel 1601 la fiducia delle autorità cinesi e finalmente a entrare a Pechino.
Grazie all'infaticabile dedizione di Ricci, circa centocinquant'anni dopo, il gesuita Joseph-Marie Amiot entrò in Cina senza problemi, accompagnato da due gesuiti cinesi (uno dei quali morì durante il viaggio), e arrivò a Macao nel 1750. I gesuiti di Pechino lo annunciarono all'imperatore Qianlong, il quale ordinò che fossero condotti nella capitale, che raggiunse nel 1751.
Compositori francesi come Marin Marais e François Couperin contribuirono significativamente a diffondere influenze musicali provenienti dall'Oriente.
La raccolta "Les Nations Quatrième livre" di Couperin, con il brano "Les Chinois" rispecchia l'interesse crescente per l'esotismo e l'orientalismo nell'epoca di Luigi
XIV. Questi incontri musicali rappresentarono un'opportunità unica per unire mondi lontani.
L'eredità dei missionari gesuiti continua a vivere nelle opere e nelle composizioni che combinano elementi musicali europei e cinesi, ispirando gli artisti contemporanei. La musica è uno strumento potente per la comprensione reciproca tra culture diverse, segnando un'impronta indelebile sulla nostra società globale.
Il guzheng è uno strumento musicale tradizionale cinese a corde con una storia di oltre 2.500 anni. Originario dell'antica Cina, durante le dinastie Tang e Song, divenne uno strumento di corte prestigioso ed era insegnato nelle scuole imperiali. Oggi, il guzheng è ampiamente diffuso ed è utilizzato in una varietà di generi musicali in tutto il mondo. È un simbolo della ricca tradizione musicale cinese.
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