Torna sul palco del Teatro Kismet di Bari il pugliese Mariano Dammacco con la sua Piccola Compagnia Dammacco, che il prossimo week end presenta il nuovo spettacolo “L’ultima notte di Antonio”, sabato 1 e domenica 2 febbraio h 21.00 (biglietti al box office Feltrinelli, al botteghino Kismet e sul sito bookingshow.
Interpretato dallo stesso Dammacco, con Serena Balivo, L’ultima notte di Antonio è un atto unico tragicomico che racconta le peripezie di un’icona emergente della nostra epoca: il cocainomane. Lo spettacolo mostra le innumerevoli “ultime notti” di Antonio prima della sua fine dando voce e corpo ai suoi incubi, alle sue forme di dipendenza, attraverso l’alternanza tra un registro lirico-poetico e uno comico-grottesco. Lo spettacolo offre agli spettatori una storia di malessere crescente, di tentativi falliti, di percezioni alterate cercando di non cedere alla retorica, di non portare in scena un giudizio morale bensì di far luce sull’esperienza individuale della dipendenza. L’ultima notte di Antonio è il primo dei tre spettacoli che andranno a comporre la “Trilogia della Fine del Mondo”. Gli altri due spettacoli saranno intitolati “Esilio” e “L’esorcista”.
Il testo
L’ultima notte di Antonio è stato proclamato vincitore del Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso - edizione 2010 da una giuria composta da Arturo Cirillo (regista, attore e capocomico), Valentina Diana (drammaturga, attrice, regista, vincitrice dell'edizione 2008/2009 de Il centro del discorso), Giovanni Giovanetti (fotografo, editore Effigie e Primo Amore, iniziatore del progetto Tribù d'Italia), Osvaldo Piliego (musicista, direttore della rivista Coolclub.it, del periodico di editoria per l’infanzia Unduetrestella e della collana Coolibrì - Lupo Editore), Andrea Porcheddu (critico teatrale e giornalista, docente di Metodologia della critica dello Spettacolo presso lo IUAV di Venezia).
La motivazione della giuria:
L’ultima notte di Antonio di Mariano Dammacco è sicuramente un lavoro compiuto, “pronto” alla messa in scena, strutturato dal punto di vista formale e stilistico. Spicca tra tutti per la qualità della scrittura, per una sua poetica interna capace di lirismi toccanti. La varietà di registri vivacizza la lettura grazie alla moltiplicazione dell’io narrativo che crea un effetto polifonico e una dialettica tra coro e individuo. Tra questi passaggi spicca la figura femminile che assume il ruolo dell’ascolto nel divenire della narrazione amplificando la poeticità di alcuni scorci. A questo si aggiunge la capacità di affrontare un tema di grande attualità, e per questo abusato, con originalità e senza mai cedere alla retorica. Nel corso dei mesi il testo è cresciuto. Questo ha fatto emergere nuove potenzialità del testo, prima meno evidenti, che stimolano invenzioni e soluzioni sceniche per il futuro allestimento dello spettacolo.
Web:
www.teatrokismet.org