da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2014
Focus Ricci Forte: Still Life 2013 e Imitationofdeath
Teatro
In continuità con le recenti stagioni, il Teatro Kismet OperA di Bari torna a ospitare i “guerriglieri della poesia” del teatro italiano (come amano definirsi), la coppia ricci forte, cui dedica un ricco focus con due diversi spettacoli: venerdì 21 febbraio alle 21.00 l’appuntamento è con “Still life 2013”, mentre sabato 22 e domenica 23 sempre alle 21.00 con “Imitationofdeath” (biglietti al box office Feltrinelli; al botteghino del Kismet o su www.bookingshow.it; info 080.579.76.67/www.teatrokismet.org).
Con Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Fabio Gomiero, Liliana Laera e Francesco Scolletta, “Still life” si presenta come “massacro a cinque voci per una vittima”. Il bullismo omofobico è il tema del lavoro presentato per il ventennale del Festival Garofano Verde al Teatro Argentina di Roma lo scorso 25 giugno: un evento civile nel Teatro della città, un contributo dell’ensemble ricci/forte per tentare di combattere la discriminazione identitaria. Un "omaggio" per ricordare l'adolescente romano, uno dei tantissimi, che si è tolto la vita impiccandosi con la sua sciarpa rosa.
Spiegano gli artisti: “il Teatro è un mezzo potentissimo attraverso cui esaltare il potenziale che c’è nelle differenze tra esseri umani e lo strumento con cui comunicare nuovi modi di osservare la realtà, nel rispetto delle scelte e delle nature dei singoli. Un processo per fare politica, da intendersi come una responsabilità che i cittadini hanno all’interno della polis. Senza impugnare un mitra. Assumersi tale impegno diventa un atto di coraggio che pochi riescono ad avere. Preferiamo non vedere, evitare interrogativi che ci costringerebbero ad una riflessione. Preferiamo omologarci, appunto, ai canoni di una società precostituita. Questa è già l’anticamera alla repressione della fantasia e all’auto annientamento.
I nomi on line e sui giornali si accavallano gli uni sugli altri. Vittime su vittime, come un gioco da dimenticare dopo qualche minuto. Resta il vuoto. Resta l’impassibilità del mondo. Resta lo sforzo di una madre che ha dedicato la vita ad un figlio che decide di abdicare. Resta il chiasso di una musica techno sparata ad alto volume per non sentire il respiro che si spezza ad ogni bisbiglio sussurrato tra i corridoi di una scuola. E’ tardi! è tardi!, grida il Bianconiglio ad un’Alice che ha paura di crescere. Non c’è più tempo. La Regina di Cuori falcia le teste di chi non corrisponde ad omologazione. Smetterla di dormire, provare a risvegliarsi. L’ignoranza non è mai un’attenuante: siamo tutti colpevoli di omicidio. Non c’è nessun osso di redenzione da rosicchiare”.
Ispirato all’universo morboso di Chuck Palahniuk, alla sfida con se stessi di “Fight Club”, all’impossibilità di entrare in relazione con l’altro se non attraverso la scorciatoia del sesso e della fisicità, “Imitationofdeath” (con Giuseppe Sartori, Francesco Scolletta, Marco Angelilli, Fabio Gomiero, Blanche Konrad, Piersten Leirom, Cinzia Brugnola, Michela Bruni, Desiree Giorgetti, Chiara Casali, Ramona Genna, Liliana Laera, Mattia Mele, Silvia Pietta, Claudia Salvatore, Simon Waldvogel) trascina sul palco l’uomo contemporaneo, anestetizzato, avvolto dal torpore quotidiano e da un’armatura invisibile di oggetti e connessioni. Annotano ricci forte: “un percorso iniziatico sotto l’epidermide di Chuck Palahniuk. Un diagramma sulle contraddizioni dell’Uomo Oggi, con i suoi crolli e le sue stampelle fisioterapiche d’appoggio. Un regno della mediocrità, di rivolta autolesionista, di degenerazione etica che si plasma, si schianta, si erge di nuovo e prende forma attraverso un incessante assaggio della Vita reale e delle sue infinite varianti di sopravvivenza. Una restituzione dickensiana nella sua parabola sociale, illividita dalle luci di un’epoca postindustriale ormai in ginocchio nella quale l’involuzione politica dei nostri Stati Territoriali e l’evoluzione percettiva del nostro Stato Personale scratchano furiosamente. Fuori dai clichè, perché la frontiera di ognuno non è mai una caricatura quando la si osserva con sguardo lucido e bianchezza di cuore. Una mappatura in cui le individualità si sovrappongono con le ossessioni proprie e altrui edificando un alfabeto comune: l’ologramma di una simil_esistenza, in un simil_Pianeta Terra dove, non rintracciando barlumi di autenticità vitale, forse lo sport migliore è praticare una sana imitazione della Morte”.
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da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2014
Bari
Teatro Kismet OperA
Strada San Giorgio Martire, 22/F
ore 21:00
ingresso a pagamento
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