Lolita di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
Teatro
Una preadolescente qualunque, che porta sul palco la “sua” verità. E’ la “Lolita” di Babilonia teatri, in scena sabato 22 marzo alle 21.00 sul palco del Teatro Kismet OperA di Bari (biglietti al box office Feltrinelli, al botteghino Kismet e sul sito della bookingshow; info 080.579.76.67/www.teatrokismet.org).
Dopo lo spettacolo dei Babilonia inoltre il palco del Kismet ospiterà il concerto del cantautore Piers Faccini organizzato da Otium record con Effetto notte (biglietti su Apulia ticket e da New Record a Bari).
Di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, con Olga Bercini e con Babilonia Teatri, “Lolita” – spiega la compagnia- “è prima di tutto l’incontro con Olga, una bambina di undici anni che ha accettato la nostra proposta di fare uno spettacolo insieme”.
Lolita è allora una preadolescente qualunque, che porta sul palco la “sua” verità. Una Lolita che ci interroga sul ruolo dei genitori. Su quello dei coetanei. Su quello dell’educazione. Su quello della società in genere e sui suoi modelli. Lolita è la voglia di giocare col fuoco e la paura di bruciarsi, è l’esempio vivente di come innocenza e malizia, purezza e artificio, candore e doppiezza, possano convivere.
Spiega la compagnia: “Volevamo raccontare la ricerca di un’identità da parte di una bambina, il suo bisogno d’amore e la violenza del nostro mondo. Lolita è uno spettacolo che prosegue la nostra ricerca di lavoro con le persone. Olga porta sul palcoscenico la sua autenticità, senza il filtro della finzione e con la forza del suo candore. Lolita è un sogno. Un brutto sogno. Un incubo.
Sono pensieri e segreti consegnati a un diario. Pensieri di una ragazzina che corre che salta che cammina sul filo. Una ragazzina che ha pensieri di donna. Lolita è un urlo e uno sberleffo insieme. Lolita è un gioco dove non è chiaro il limite tra verità e finzione. Lolita è una farfalla. Quanti anni deve avere Lolita per essere Lolita. Per profumare di lolita. Sono i nostri occhi a vedere Lolita.
E' la nostra testa a volere Lolita. Sono le nostre mani a immaginare Lolita. Lolita è un modello che la società impone. E' una tentazione e un monito. È la voglia di giocare col fuoco e la paura di bruciarsi.”
Nel raccontare i motivi ispiratori dello spettacolo, Valeria Raimondi e Enrico Castellani, annotano: “lo spettacolo intende indagare, a partire dal famoso romanzo di Vladimir Vladimirovic Nabokov, il nostro rapporto con la sessualità, da un lato. Il rapporto della donna col suo corpo e più in generale la questione del corpo della donna, dall’altro. Tutte le problematiche relative all’immagine che oggi abbiamo del corpo della donna, al suo utilizzo e a ciò che comporta da un punto di vista del ruolo sociale che oggi la donna ricopre nella società, vengono viste attraverso gli occhi di una ragazzina. Attraverso gli occhi di una persona che ormai non è più una bambina e che non è ancora una donna. La volontà dichiarata è quella di uscire dalla retorica. Di non cadere nelle sabbie mobili della divisione tra bianco e nero, evitando di ricorrere a stilemi come quelli della donna oggetto, delle quote rosa o delle pari opportunità, per arrivare invece a toccare con mano le contraddizioni che viviamo. Che spesso bruciano e che pongono diversi interrogativi ai quali però è impossibile trovare una risposta univoca. La figura di Lolità è un riferimento grazie al quale la narrazione ha continua-mente una sponda letteraria in grado di fornire nuovi e più articolati elementi di riflessione. Lolita ci interroga sul ruolo dei genitori. Su quello dei coetanei. Su quello dell’educazione. Su quello della società in genere e dei suoi modelli. Lolita è per noi una tentazione e un monito assieme. È la voglia di giocare col fuoco e la paura di bruciarsi”.
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Bari
Teatro Kismet OperA
Strada San Giorgio Martire, 22/F
ore 21:00
ingresso a pagamento
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