XXXVII Edizione della Passione Vivente Alberobello
Incontri culturali
XXXVII Edizione della Passione Vivente Alberobello
Venerdì Santo 18 aprile 2014 ore 21:00 presso Piazzale Indipendenza -
Alberobello.
In caso di pioggia la manifestazione si terrà Sabato Santo 19 aprile ore 20:
00.
Per maggiori info vistare il sito http://www.dabetlemmeagerusalemme.it o info
tel : 3333261655
IL MESSAGGIO DELLA XXXVII EDIZIONE
“Io sono la via e la verità e la vita“,14, 6) … “Io sono nato per questo eper
questo sono venuto al mondo, per
dare testimonianza alla verità” (18,37) ...Io sono il Messia …Un insistere
quasi ossessivo, quello di Gesù, nel Vangelo di Giovanni, sulla definizione
della propria identità, della propria sostanza, delle proprie radici, della
propria missione, quasi a voler sottolineare che nessuno sforzo intellettuale
degli uomini potrà mai esaurire il Suo mistero, se non nel solco di quella
salvezza a cui Gesù ha legato le nostre esistenze e che nessuna forza avversa,
nessuna violenza, nessuna nuova crocifissione della Verità potrà mai impedire…
E per farcelo comprendere usa ciò che, nel mondo di ogni tempo, lava, disseta,
consola: l’acqua. Acqua… tramutata in vino durante le nozze di Cana, solcata
dalla barca piena di pesci di quei pescatori che, fiduciosi, avevano gettato le
reti sulla sua
Parola ed erano diventati Suoi discepoli, sconvolta dalla tempesta e sedata da
un solo Suo gesto, resa via per i Suoi piedi e per quelli di Pietro….Ma,
soprattutto, acqua che sovverte e converte quella donna della Samaria che, se
pur non Giudea (o, forse, proprio per questo!?), non esita a immergere il
volto nella Sua Acqua, quella che toglie ogni sete umana e che neppure il
pozzo di Giacobbe può donare… Un’acqua fresca, viva come l’ acqua di torrente,
un’ acqua che profuma di novità, di Verità e che ripulisce i cuori, li libera
finalmente dall’acqua stagnante di una fede che è sepolta nel fango delle
abitudini, delle regole, degli steccati e che non sa riconoscere Dio che passa,
che si ferma con noi, che parla con noi … In quel giorno come tanti altri ,
Gesù era andato al pozzo, quindi, non perché stanco e assetato, ma per
incontrare, in quell’ora insolita, la Samaritana, proprio lei, per cambiarle la
vita, per spalancare il suo cuore e riempirlo di quell’Amore che anche noi
cerchiamo e che facciamo fatica a trovare e a donare. Il rischio è, allora,
quello di passare vicino al pozzo e alle personegli appiedati, perdenti, gli
“impuri”- senza fermarci, senza ascoltare, andando oltre, senza attingere né
offrire l’acqua che disseta per sempre. Nel turbinio della vita quotidiana, può
succederci, cioè, di non riconoscere più la bellezza e la straordinarietà di
quell’acqua nuova che è Gesù, perché
l’abitudine ha spento l’incontro. Se tornassimo all’essenziale, alle radici
della nostra fede, della nostra comune umanità, la smetteremmo di erigere
steccati, di escludere, di estromettere, di condurre dispute inutili e
scandalose che sono puri giochi di potere, ci impegneremmoa non difendere i “
nostri stagni”,
i nostri privilegi, i nostri pregiudizi. Ci faremmo sovvertire e convertire
dall’Acqua di Gesù di Nazareth e andremmo
in “ città” a raccontare a tutti di quell’Acqua che toglie la sete delle cose
del mondo, ma non quella di fare la volontà
di Dio… E gli altri ci ascolterebbero e crederebbero alle nostre parole e
verrebbero al “ pozzo di Giacobbe” per incontrare Gesù, proprio perché il “
lieto messaggio” risuona sempre più convincente se viene da un “ appiedato” che
da un “ erede del regno”. Sarà, quindi ,un giorno come tanti altri, forse caldo
e appiccicoso, di quel caldo che ti toglie il fiato, quello in cui incontreremo
Gesù, uomo tra gli uomini, uomo come tanti altri…sarà, però, davvero un peccato
non fermarsi ad ascoltarLO, a porgerGLI la nostra acqua, perché potremmo
perdere l’occasione straordinaria di capire che vedere non è credere, perché
credere è vedere.
37 ANNI DI CAMMINO
C’è coraggio e costanza nei giovani di Sant’Antonioche, dopo ben 37 anni, si
mettono alla prova,confrontandosi ancora una volta con i testi della Passione
raccontati dall’evangelista Giovanni,interpretandoli, recitandoli,
ripercorrendo quel cammino non solo per loro stessi, ma per ciascunodi noi, per
farci giungere, sotto quell’albero secco,“morto”… C’è da rabbrividire.Rivivono
per noi quelle ore perché ognuno possa sentirsi coinvolto e possa entrare nel
ruolo che gli è proprio, riuscendo a sentire quel Cristo – colui che fa
rivivere il legno morto di una croce grezza – come parte di sé. Un Legno, che
oggi scalda e da’ vita; un Legno,ricco di linfa, che genera e crea frutti...
per sempre.Uno per tutti: una vita risorta per tutti! Un Legno che ci spinge
alla santità e, sentendoci amati e salvati, corriamo e scegliamo il nostro
posto: essere Legno per tutti!
Don Beppe
Associazione Da Betlemme a Gerusalemme
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Alberobello (Bari)
Piazzale indipendenza
ore 21:00
ingresso libero
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