La Seconda Stanza
Teatro
Spettacolo inserito nell'ambito del Festival delle Donne e dei Saperi di Genere.
Manifestazione d'interesse del Centro Interdipartimentale di Studi sulla cultura di Genere dell'Università di Bari "A.Moro" e del dipartimento della facoltà di Medicina Veterinaria di Bari e il supporto di Marluna Teatro.
"La Seconda Stanza"
Regia di Maria Filograsso
con Adriana Gallo: Ophelia
Maria Filograsso: Mater Lacrimosa
Drammaturgia: Teodora Matrototaro
Musiche e video originali: Daniele Vergni
Disegno Luci: Gianluigi Carbonara
Supporto Marluna Teatro
SINOSSI
"Una donna anziana narra la storia della morte di suo figlio Polonio, uomo preoccupato per la sorte della figlia Ophelia, innamorata del principe Amleto.
Maneggiando ossa di uno scheletro di cavallo la vecchia signora traccia i tre personaggi del dramma: la giovane Ophelia (bacino) e il suo gemello Laerte (scapola), il loro padre Polonio (femore) e il principe Amleto (teschio). A nulla vale il dissenso di Polonio: l’atto d’amore tra i due giovani verrà consumato. Amleto abbandona Ophelia che matura la sua vendetta nei confronti del principe e non solo; come animali al macello anche Laerte e Polonio verranno uccisi, sventrati, macellati per mano della giovane donna. Non più le acque del fiume della tragedia shakesperiana, ma l’acqua bollente della vasca del mattatoio dove si consumerà la loro morte. Dopo aver azzittito la sua vecchia nonna, la pazzia conduce Ophelia a volersi disfare dell’ultimo legame che la tiene
ancorata ad Amleto. Fuori dalle mura del mattatoio, al centro di un quadrato formato da prostitute, cani randagi, preservativi e lo stabile dove si è consumata la vendetta, Ophelia abortisce e lo fa al tramonto. Una nenia come colonna sonora al termine del dramma e una nonna – madonna che tiene in braccio una bambina."
La Seconda Stanza " racconta universalmente la condizione della donna e della pazzia, la seconda stanza, quella delle nostre voci interiori, quella dei nostri ricordi di bambino, quella dei desideri, delle vendette e dei rimorsi. Nella seconda stanza rispondiamo in prima persona agli interrogativi della vita, della nascita e della morte; Ophelia compie finalmente la sua vendetta oltre il dramma, non è l’abbandono non è “ la finta fine di un amore” a muovere le sue azioni è piuttosto un bambino mai nato o nato al tramonto “ della storia “ intesa come spazio temporale per quanto “il sole non teme mai di venire al
crepuscolo “ …l’amore non basta , o meglio la storia vera non è quella che ci hanno raccontato per anni e il dramma doveva compiersi ci sono voluti secoli ma Ophelia ha vendicato la vita non la morte.
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Corato (Bari)
Teatro Comunale
Piazza Marconi, sn
ore 20:30
ingresso a pagamento
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