La Locanda al Castello, sita in Piazza Castello a Pulsano (TA), è lieta di ospitare, all'interno dei suoi spazi espositivi, gli scatti di uno dei fotografi più interessanti del territorio: Giuliano Doro. La mostra sarà inaugurata lunedì 2 Giugno 2014 alle ore 11,00, con un aperitivo di benvenuto.
A seguire, un passaggio della nota critica redatta dal curatore della mostra, Luigi Pignatelli.
«La produzione fotografica di Giuliano Doro, a geometria vagante, ma sempre finemente compatta ed elegantemente confezionata, indaga i lemmi e le ragioni dell’immanente e del trascendente, recuperando tecniche e stili dal repertorio scientifico & accademico acquisito sui banchi di scuola e dal ventaglio caleidoscopico delle proprie sperimentazioni. Giuliano raccoglie a fagotto millenni di lacrime, ferite, lacerazioni, silenzi, vessazioni, e, riscoprendo l’etimologia della parola Vita, ricama e transustanzia, sul fluido scorrere del tempo, nella vecchia clessidra dilatata, autodeterminazione e consapevolezza in gestazione. Non più fotoreporter di primo pelo, con mani esperte, riscatta il ruolo insignificante di video- cronista, e, nel suo grembo d’artista visivo, accoglie frutti d’amore, postulando la rinascita di una società equanime. L’immagine incide, sul materiale espositivo e sulla coscienza del fruitore, le stonature postmoderne del muto disagio, nell’effige atemporale di un’Anima prismatica & misteriosa (la propria, quella dello spettatore e quella dell’intero universo). La fotografia, così come l’arte in generale, non deve rappresentare la realtà, deve indagarla con lenti speciali, deve decontestualizzarla e ricostruirla, deve smembrare il mosaico delle false certezze, depurarlo dalla saccenteria del muto obiettivo e conferire forma e colore alla weltanschauung del soggetto pensante. L’occhio dell’artista irradia folgorazioni epifaniche, nel caos ipocritamente calmo delle ferite sottaciute da e di una società che si scopre ancora dannatamente ancestrale. Il prodotto fotografico, impreziosito dalla ricerca di materiali innovativi su cui imprimerlo e dagli allestimenti sempre originali e concettuali, affascina e insieme sconcerta per la semplicità della sua struttura, in cui però non tutto appare scontato, poiché l’occhio dell’artista della camera interroga e assapora a piccoli morsi la verità, per scoprire, in comunione con lo spettatore, armonie recondite nell’Anima Mundi. “La semplicità è l’ultima delle sofisticazioni”, Leonardo Da Vinci docet. L’arte ci mostra immagini del nostro io più nascosto, ci aiuta a vedere dentro noi stessi. Giuliano Doro, che oltre ad essere un appassionato di fotografia è anche un musicista e un ingegnere, ci insegna che, acquistando un’opera d’arte, acquisti una finestra. E se guardando un’opera d’arte, un dipinto, una scultura, un libro, una foto, un video attraverso ciò vedi qualcosa di nuovo, ne è valsa la pena. Poiché, come scrive Francesco Alberoni, “La felicità non è un tempo. È un istante o una serie di istanti. Un punto di contatto con qualcosa di straordinario.”» Luigi Pignatelli (scrittore, attore, editor, direttore artistico)
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