Aut. il Sogno di Peppino - Venti Anni di Emergency
Incontri culturali
Teatro
1994 Milano: il 15 maggio nasce Emergency, una piccola organizzazione di medici e infermieri fondata per offrire cure alle vittime della guerra e delle mine antiuomo. La prima missione è il Ruanda del genocidio: a Kigali, i medici di Emergency curano i feriti di guerra e rimettono in funzione il reparto di maternità dell'ospedale cittadino. Poi vengono l'Iraq, la Cambogia, l'Afghanistan e tanti altri Paesi, persino l'Italia, dove da qualche anno offriamo cure gratuite a chi non può permettersele. Qual è il filo rosso di questo viaggio lungo vent'anni? L'impegno di migliaia di persone a praticare i diritti umani, per tutti. In 20 anni abbiamo curato oltre 6 milioni di persone, insieme con decine di migliaia di sostenitori che hanno deciso di aiutarci con il loro tempo, una donazione, ecc. Non abbiamo percorso questa strada da soli, l’abbiamo fatto insieme a migliaia di amici che hanno condiviso il nostro progetto, i nostri obiettivi e hanno sostenuto le attività di Emergency in molti modi. Sostenere Emergency vuol dire essere partecipi di una responsabilità sociale, vuol dire cambiare in meglio, anche in piccolissima parte il mondo, e trovo che questo sia un privilegio. Decidere del mondo a cui tutti apparteniamo è il massimo della Libertà.
Con tre diversi appuntamenti (22-29 giugno e 6 luglio), in tre domeniche successive, a Torre Santa Susanna, il Gruppo Territoriale Emergency della Provincia di Brindisi e l’Associazione di Volontariato ADELANTE festeggiano i VENTI ANNI DI EMERGENCY. Sarà un’occasione per incontrare tutti i sostenitori dell’associazione, che hanno condiviso direttamente il percorso decennale del Gruppo Territoriale della Provincia di Brindisi sostenuto negli ultimi cinque anni anche dall’associazione di volontariato ADELANTE. I diversi eventi saranno occasione di incontro amichevole e informale, per parlare di EMERGENCY ed approfondire e confrontarsi sui temi che hanno contraddistinto i venti anni di vita dell’associazione.
La rassegna si concluderà con l’evento finale, l’esibizione di diversi artisti “amici” di Emergency domenica 6 luglio, con l’augurio di non arrivare a festeggiare i primi 40 anni … perché nel mondo non ci sarà più bisogno di Emergency!
Nelle 3 serate visite guidate del frantoio ipogeo in largo Moccia a cura della PRO LOCO di Torre Santa Susanna – Orario dalle 20 alle 22
Domenica 22 giugno: 20,30 Spettacolo Teatrale AUT. IL SOGNO DI PEPPINO
Giulio Bufo e Federico Ancona portano in scena lo spettacolo teatrale dal titolo “Aut. Il sogno di Peppino” incentrato sulla vita di Peppino. All’anagrafe Giuseppe Impastato, Peppino nacque nel 1948 da una famiglia legata ad ambienti mafiosi alla quale decise di ribellarsi pur di non assumere il codice comportamentale che il padre avrebbe voluto tramandargli. Fu giornalista, militante politico ed acuto comunicatore. Adoperò l’arte per diffondere la cultura della legalità soprattutto tra i giovani, organizzando, tra l’altro, il circolo Musica e Cultura nel 1975. In collaborazione con quest’ultimo fondò l’emittente Radio Aut che si occupava di controinformazione, denunciando i delitti degli esponenti della mafia locale, su mandato della quale venne ucciso nel 1978.
Lo spettacolo teatrale ripropone l’impegno profuso da Peppino nella lotta alla mafia ed agli ideali mafiosi, la vivacità intellettuale ed il suo coraggio. L’esempio di un uomo che ha pagato il prezzo della vita in nome degli ideali di libertà e giustizia.
«Facciamo finta che tutto va bene», il tormentone dello spettacolo «AUT. Il sogno di Peppino», realizzato e interpretato dall’attore Giulio Bufo che, dopo il successo di «E se mi diranno … Tenco … una storia di 40 anni fa», ha portato in scena un altro personaggio italiano dalla profonda caratura politica, sociale e militante, Peppino Impastato. Deciso l’attacco alla mafia, soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando Bufo, con un’arancia in mano, descrive «mafiopoli» e i «maffi bianchi, rossi e neri», con un’irriverente carrellata di personaggi nazionali, siciliani e anche locali. Con alcune pennellate di ironia Bufo dipinge lo spettacolo, coinvolgendo anche il pubblico. Straordinaria la rappresentazione della “vecchia” (la moglie di Cesare Manzella, zio di Peppino, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963), emblema di una mafia in sintonia con il potere politico e religioso, con le sue ipocrisie e perbenismi, pronta a tingere di rosso non solo la Sicilia, ma tutta l’Italia. Un flashback che, dall’infanzia (la morte dello zio e la figura del padre) fino alla militanza politica e alla creazione di Radio Aut, è segnato dalla frase «Amore non ne avremo». Sarà la radio la soluzione al «che fare?» e «come fare?» di Impastato. Così la scenografia prende forma e i “pezzi”, che sembrano sporcare il palcoscenico (in realtà, la posizione di ogni oggetto ha un suo significato scenico e concettuale, come in una grande scacchiera), si trasformano in una radio. È la seconda parte dello spettacolo, vissuta nel semibuio, quasi Bufo invitasse lo spettatore alla meditazione interiore (le quattro candele accese conferiscono intimità e profondità alle riflessioni di Bufo). È la radio la protagonista, perché «l’informazione crea coscienza», aiuta a non dimenticare, permette di «difendersi dal potere politico, mafioso e religioso». Accanto a Bufo, il musicista Federico Ancona (nel personaggio di Fischietto), direttore artistico dello spazio sociale occupato Le Macerie - Baracche ribelli di Molfetta (sala prove), maestro di pianoforte, flauto e composizione pop-rock.
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Torre Santa Susanna (Brindisi)
Corte Leanza - Via Leanza 45
ore 20:30
ingresso libero
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