stArt up teatro 2014, un progetto della rete di residenze teatrali pugliesi una.net
Fortebraccio Teatro
I GIGANTI DELLA MONTAGNA atto I (70’)
di Luigi Pirandello
adattamento e regia Roberto Latini
con Federica Fracassi e Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
assistente alla regia Lorenzo Berti
collaborazione tecnica Marco Mencacci
realizzazione elementi di scena Silvano Santinelli
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi - Festival Orizzonti/Fondazione Orizzonti d’Arte - Emilia Romagna Teatro Fondazione
prima regionale
Terzo dei miti moderni di Pirandello. Dopo il religioso ("Lazzaro") e il sociale ("La Nuova Colonia"), "I Giganti della Montagna" è il mito dell'arte. Rappresentato postumo nel 1937, è l'ultimo dei capolavori pirandelliani ed è incompleto per la morte dell'autore. L'ultimo atto ci è stato trasmesso dal figlio Stefano che ha appuntato il racconto del padre all'indomani della penultima notte della sua vita, quando risvegliatosi confidò al figlio di essere molto stanco perché aveva dovuto costruire a mente tutto l'epilogo.
La vicenda è quella di una compagnia di attori che giunge nelle sue peregrinazioni in un tempo e luogo indeterminati: al limite, fra la favola e la realtà, alla Villa detta "la Scalogna". La Compagnia della Contessa, al limite della sopravvivenza, tra miseria e povertà, nella difficoltà di portare in scena il proprio spettacolo, arriva alla Villa degli scalognati, abitata da personaggi grotteschi guidati da una specie di Mago, Cotrone. Come Prospero nella Tempesta shakesperiana, Cotrone è in grado di creare illusioni e fantasie. Ilse (il-sé), la Contessa, arriva insieme ai suoi su un carretto e Cotrone sembra già conoscere i motivi del fallimento del loro tentativo artistico.
Sono sempre stato molto affascinato per il non finito, non concluso. Ho sempre avuto una grandissima attrazione per i testi cosiddetti incompiuti. Mi sembrano da sempre così giusti rispetto al teatro. Trovo perfetto che il lascito ultimo di Pirandello sia senza conclusione. Senza definizione. Senza punto e senza il sipario di quando c'è scritto “cala la tela”.
[Roberto Latini]
Fortebraccio Teatro - Roberto Latini
Riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal 1999, la compagnia teatrale è volta alla sperimentazione del contemporaneo, alla riappropriazione dei classici e alla ricerca di una scrittura scenica originale, vive della collaborazione artistica, tecnica e gestionale di Roberto Latini, Gianluca Misiti, Max Mugnai, Federica Furlanis, Nicole Arbelli e Annino Del Principe. Attore, autore e regista, Roberto Latini si forma allo Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si diploma nel 1992. Vincitore negli anni dei premi intitolati Wanda Capodaglio, Prova d’Attore, Bruno Brugnola e Sergio Torresani, è stato insignito del Premio Sipario nell'edizione 2011 promossa dall'Associazione Nazionali Critici Teatrali. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro.
Web:
www.teatrocrest.it