Il MAT, Laboratorio Urbano della città di Terlizzi, con la mostra SPIRITO E MATERIA, FERRUCCIO FERRONI Fotografie dal 1948 al 2005 intende rendere omaggio a questo maestro della fotografia italiana del secolo scorso, ricordato come uno tra gli sguardi più attenti del panorama fotografico italiano associazionistico e sperimentale.
L’evento del MAT possiede un forte carattere simbolico, in quanto Ferroni è considerato l’allievo più importante e divulgatore della fotografia del pugliese Giuseppe Cavalli. Questi trasferisce all’allievo una poetica fotografica pura e minimale, che Ferroni traduce in una produzione quanto mai multiforme ma costantemente elegante, fatta di volti e di materia, di luoghi e spiritualità.
Nel 1954, quando la rivista Photo Monde decide di pubblicare alcune fotografie di Ferroni, egli stesso scrive una sintesi delle sue esperienze fotografiche e della sua opera:
“… Nel 1948, dopo otto anni di dolorose esperienze, ho trovato nella fotografia la possibilità del completamento spirituale e di una maggiore simpatia per gli uomini e le cose. […] ricerca paziente ed accurata della perfezione della forma, non per essa stessa, ma per esprimere la poesia della materia …”
Ferruccio Ferroni, nato nel 1920 a Mercatello sul Metauro, si trasferisce a Senigallia giovanissimo, e qui esercita la professione di avvocato fino al 1992. Frequenta la scuola per Ufficiali e con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale viene trasferito in Grecia con il grado di Tenente. Durante la guerra viene fatto prigioniero e trasferito in un campo di concentramento dove passa circa due anni, fino a quando, liberato nel 1946, viene ricoverato in un sanatorio a Forlì dove rimane per altri due anni. In quel luogo di cura stringe amicizia con un perito chimico del laboratorio analisi, esperto sia nell’uso della macchina fotografica, sia nello sviluppo e stampa dei negativi per l’esame dei preparati microscopici. Nell’estate del 1948 viene finalmente dimesso e trascorre, sotto consiglio medico, un periodo di convalescenza presso Belforte d’Isauro, un piccolo centro al confine tra Marche e Toscana. Una volta a settimana torna a Senigallia per acquistare il materiale fotografico di cui necessita.
Successivamente, avvia con Giuseppe Cavalli, fondatore del gruppo fotografico La Bussola e poi del Misa, una grande amicizia, ed un vero e proprio rapporto allievo-maestro. Ferruccio Ferroni sviluppa un carattere fotografico atto a tradurre in immagini, scrupolose, i sentimenti scaturiti dalla propria visione del mondo, confermando il suo debito nei confronti dell’ideologia estetica del suo maestro, Cavalli, del quale conserva, forse meglio di chiunque altro, lo stile e la memoria.
Notevole la precisazione fatta Piergiorgio Branzi, a proposito del lavoro di Ferroni, sulla rivista Il Fotoamatore:
«C’è un aspetto però che distingue l’opera di Ferroni da quella del suo maestro: la necessità obbligata del mezzo fotografico. Intendo dire che le sue immagini non possono essere state concepite e realizzate se non con un certo obiettivo ed una certa pellicola, proposte attraverso l’alchimia nella carta sensibile e della camera oscura. Quelle di Cavalli, e lo dico per il piacere del paradosso, danno l’impressione in alcuni casi di poter essere state realizzate con altri mezzi: la matita da disegno o il carboncino, l’acquaforte, o la litografia. […] Denotano però un ascolto ad una cultura e a dei modelli prevalentemente pittorici. Ferroni, al contrario, sembra richiamarsi soltanto alla cultura fotografica, con punti di riferimento di Adams, Weston, Minor White. Le sue immagini non sono, e non possono essere, che frutto del mezzo fotografico».
Le opere di Ferruccio Ferroni, oltre ad essere conservate presso il Museo D'arte Contemporanea e dell'Informazione del Comune di Senigallia, sono ospitate presso la collezione permanente della Subjective Fotografie nel Museo Folkwang di Essen. Nel 1996 è Stato insignito del titolo di Maestro Fotografo Italiano dalla F.I.A.F. Nel 2007 partecipa all’ ultima mostra personale, prima sua della scomparsa, avvenuta il 5 settembre 2007, all’età di 87 anni.
Web:
www.laboratoriourbanomat.it...