Time Zone - Ben Frost e Pearson Sound (David Kennedy)
Concerti
La nuova elettronica ha trovato in Ben Frost uno dei suoi interpreti più sensibili e celebrati tanto da riuscire ad imporsi grazie alla ricchezza dei suoi interessi: con “AURORA” presenta la sua ultima avventura nel suono, tra percussioni, guerre e Africa. Tipo curioso Ben Frost, nel vero senso della parola, cioè di inquieto ricercatore spinto dalla curiosità: australiano residente in Islanda, per la sua musica si è ispirato al minimalismo sinfonico americano quanto al rock progressivo ed al punk. Nella sua carriera ha realizzato dischi originali, ma si è anche ispirato a film e romanzi (“Solaris” ad esempio), ha poi creato colonne sonore per cinema (come per “Sleeping Beauty” di Julian Leigh), musica di scena per balletti e perfino curato la regia di un adattamento teatrale del romanzo di Lain Banks “La fabbrica degli orrori”. La sua ultima avventura, “AURORA”, nasce da un lungo soggiorno in Congo nel 2012 assieme al video artista Richard Mosse che voleva documentare il sanguinossissimo conflitto in corso nel paese africano. In questo clima nasce “AURORA”, scritto inizialmente su un computer portatile e poi sviluppato e inciso nel 2013 con Greg Fox, Shahzad Ismaily, e Thor Harris, batterista degli Swans. A differenza del passato qui non ci sono chitarre: ad animare l’elettronica di Frost stavolta è la forza e l’energia delle percussioni, un dissimulato amore per la musica africana, probabilmente retaggio del suo soggiorno in Congo e della sua collaborazione con Brian Eno, di cui è stato discepolo nel Rolex Mentors and Protégés Initiative. Pur diviso in vari brani, “AURORA” si presenta come un’unica arcata al cui centro troviamo “Venter”, ispirato al biologo e imprenditore statunitense Craig Venter, che con la sua équipe ha per primo pubblicato la sequenza del genoma umano, vale a dire la radice della vita come pulsazione profonda tra echi di guerra e la grande madre Africa.
Che sia Pearson Sound o Ramadanman, nel marasma della musica elettronica questi nome/i negli ultimi tempi evocano i percorsi più innovativi di questo genere musicale.
Nonostante la sua fama sia principalmente dovuta al contributo da lui dato al fenomeno della cosiddetta “post–dubstep”, risulta alquanto arduo definire con precisione i contorni del profilo artistico di David Kennedy, 22 anni di Leeds: Autore di colonne sonore (sua la soundtrack di Cadencià il fim sul calcio brasiliano con la regia di Daren Bartlett commissionato dalla Nike) ardito produttore, Deus ex-machina dell’imprint dell’etichetta cult Hessle Audio (Panagea,Ben Ufo) ed ovviamente Dj giramondo. Nonostante la sua giovanissima età David va affermandosi come un brillante Guru della dance contemporanea. Con remixes per artisti del calibro di Jamie Woon, Howie-B, Beat Pharmacy, D-Bridge, Untold e Scuba e uscite su label come Tempa, Applepips, Fat City ed Aus Music, non è difficile prevedere quale sarà il futuro di questo giovane artista.
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Molfetta (Bari)
Eremo indie Club
Via Ss 16 Molfetta-Giovinazzo Km 779
ore 22:30
ingresso a pagamento
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