testo e regia Michele Bia
con Franco Ferrante
assistente alla regia Alessandra Lanzilloti
scene e costumi Luigi Spezzacatene
luci Roberto Colabufo
organizzazione Caterina Wierdis
"Da venerdì sera non si hanno più notizie di Grazia Losappio una studentessa di lingue di circa 25 anni.
Il telefono è sempre spento, cosa che complica le indagini, e dai tabulati telefonici non sarebbero emersi numeri sospetti.
La fuga non sembra però qualcosa di calcolato, quasi una decisione presa improvvisamente, deducibile dal fatto che non ha portato con sé nessun abito e poco denaro.
Si sa soltanto che aveva un appuntamento con uno studente e non si è presentata; è alta un metro e sessanta, ha capelli e occhi neri, denti incisivi notevoli, al momento della scomparsa indossava una camicia a fiori e pantaloni neri.
Abita in un condominio in Zona Paradiso... gli inquirenti non escludono nessuna pista".
Zona Paradiso ruota attorno alle indagini sulla scomparsa di Grazia Losappio, chiamata dai condomini King Kong, per via di una certa somiglianza col famoso gorilla. Una ragazza dalla vita apparentemente serena, senza ombre, sensibile, gentile e disponibile con tutti, come riferiscono i condomini interrogati dal commissario Mario Di Stefano.
Il racconto dei coinquilini offre uno spaccato sul senso tragicomico dell'esistenza, di un quotidiano modesto e contraddittorio con cui ognuno a suo modo si trova a dover fare i conti, una realtà dove le piccole storie degli inquilini, offrono un affresco di una società come quella italiana ancora capace di raccontarsi con spontaneità e calore, capace di restituire nel colore della parola, la storia di un popolo e le sue ricchezze spesso nascoste tra i condomini di una periferia anonima.
Una galleria di personaggi cinici e leggeri che trovano nella inconsapevole superficialità del proprio racconto una salvezza e una condanna, e con tutto ciò nessuna sensazione di aver perso il sentimento, di aver perso la profondità, quella profondità dai mille strati, insondabile, misteriosa, che in qualche modo definisce la realtà e distingue il vero dal non vero, l'importante dal futile, il tragico dal comico.
Le indagini diventano occasione per raccontarsi, per narrare le proprie storie, le proprie difficoltà nelle relazioni familiari e affettive, la capacità per alcuni di accontentarsi delle piccole cose, approfittando di un imprevisto che rompa i ritmi di una routine quotidiana consacrata al lavoro, ma anche l'impotenza per un amore che si sta perdendo, il desiderio di avere in questa folle vita senza approdi sicuri, qualcuno che abbia la voglia e la capacità di ascoltare e di accompagnarci per un pezzo di strada.
Un racconto corale, che diviene momento di riflessione sul senso di un esistenza troppo spesso segnata dalla mancanza di comunicazione, da conflitti domestici, dalla sofferenza di chi si sente diverso, non degno di essere amato, perché non al passo con i tempi, perché ha perso il lavoro, perché come Grazia ha solo una bella voce, ma non va fiera del suo aspetto e per questo teme lo sguardo inclemente di "un angelo che abita in Zona Paradiso".
Sito web della compagnia: www.teatroscalo.com
Web:
www.ilsaltimbanco.org