IL RACCONTO DI ENEA
Dall’Eneide di VirgilioAdattamento, regia ed intepretazionePaolo PanaroSe si sceglie di lavorare sull’Eneide, opera scritta in una lingua morta da un poeta lontanissimo nel tempo, non lo si fa solo per uninteresse verso il passato o per amore verso la preziosa bellezza della poesia antica, ma, soprattutto, perché questo poemaracconta, con straordinarie parole e sorprendenti architetture narrative, la storia di un uomo.
Enea, dopo aver subìto un gravedanno, tenta di rifarsi un’esistenza intraprendendo un viaggio per un altrove incerto, ostile, abitato da uomini, dèi e destinitotalmente diversi dal suo.
La descrizione di questa avventura esemplare somiglia al viaggio stesso di Enea nel regnodell’Oltretomba: lo spettatore viene accompagnato fino alle soglie di quella zona della coscienza dove tutti i racconti del mondosopravvivono in forma di ombre, imprigionati nella nostra memoria più profonda. Lo spettacolo, in una appassionante versione inendecasillabi del testo (ispirata alle celebri traduzioni di Cetrangolo, Canali, Calzecchi-Onesti, Vivaldi e, in modo particolare, diAnnibal Caro) e attraverso la tecnica teatrale della narrazione scenica, cerca di stabilire un contatto diretto e attuale con la vicendaumana di Enea, con l’infelice Didone, con il rassegnato Anchise e con i sentimenti assoluti che pervadono i versi di Virgilio e cheparlano della vita dell’uomo di ogni tempo: l’odio, l’amore, i legami familiari, il senso di appartenenza a una patria.
Le navi dei Troiani sono ormai prossime all’Italia, terra a loro promessa dagli oracoli. Ma ecco che una violenta tempesta disperdela flotta sulle coste africane. Enea, giunto su una spiaggia con pochissimi naufraghi va in esplorazione e incontra la dea Venere investe di cacciatrice, che gli dice dove si trova e gli racconta la storia di Didone, regina di quelle terre. Enea, avvolto in una nubeinvisibile, entra a Cartagine. Intanto Didone, sta accogliendo gli altri Troiani scampati al naufragio. Il velo di invisibilità si scioglieed Enea compare alla vista di tutti. Didone, sorpresa, invita lui e i suoi a un banchetto. Per compiacere Didone, Enea racconta dicome Troia sia stata presa. I Greci, racconta Enea, avevano costruito un cavallo di legno e finto di partire. Ingannati da questotranello, i Troiani trascinano il cavallo nelle mura. A notte fonda dal ventre del cavallo escono i Greci che aprono le porte agliinvasori e incomincia la distruzione di Troia.
L’ombra di Ettore, intanto, sveglia Enea e gli ordina fuggire. Enea si butta nellamischia e assiste alla morte di re Priamo. Tornato a casa mette in salvo la sua famiglia e suo padre Anchise. Ma nella fuga smarrisceCreusa, sua moglie. All’alba si ritrova fuori dalle mura circondato da un nutrito numero di vinti, pronti a seguirlo ovunque.Costruiscono delle navi e partono alla ricerca di una terra dove rifarsi una vita. La prima tappa è la Tracia, dove Priamo ha mandatoin salvo suo figlio Polidoro. Ma è proprio l’ombra di Polidoro gli consiglia di fuggire da quella terra. Giunti a Delo, consultanol’oracolo, che gli impone di cercare riparo presso l’antica madre.
I Troiani pensano che sia Creta ma lì scoppia una pestilenza.Questa volta sono i Penati ad apparire in sogno a Enea: l’antica madre non è Creta ma l’Italia. Partono e arrivano a Butroto,sull’Adriatico, dove incontrano Andromaca, vedova di Ettore, e ora moglie dell’indovino Eleno. Sbarcano in Sicilia, nella terra deiCiclopi. Mentre sono sulle coste di Trapani, Anchise muore. Ripartono ma travolti dalla tempesta sono sbattuti sulle spiagge dellaLibia.Qui finisce il racconto di Enea e si ritorna al banchetto di Didone, che è ormai profondamente innamorata del capo deiTroiani. Enea e Didone trascorrono un intero inverno nei piaceri dell’amore, fino a quando gli dèi non intervengono e sollecitanoEnea a riprendere il viaggio. Enea, che non ha il coraggio di affrontare Didone, di nascosto si prepara a fuggire con le navi.La regina, disperata, lancia su Enea in partenza una dura maledizione suggellando col suicidio: il suo popolo e quello di Eneasaranno per sempre nemici.I Troiani giungono a Trapani, dove celebrano il primo anniversario della morte di Anchise. Lasciata Trapani, sbarcano a Cuma edEnea si mette subito alla ricerca della Sibilla in compagnia della quale scende nell’Ade. Arrivano al fiume Acheronte e incontranoCaronte che li traghetta sulle rive dell’Ade. Raggiungono i Campi Elisi, dove vivono i beati. Ed è qui che Enea incontra suo padreAnchise, il quale gli mostra alcune anime prossime ormai a reincarnarsi: sono i loro nipoti e faranno onore alla stirpe troianafondando una città che avrà il più grande impero del mondo, Roma.
Web:
www.centrodiaghilev.it/