MISERIA E NOBILTA' NELLA TARANTO ANTICA
Studio di Angelo Conte
Introduzione Michele Santoro
PRESENZA LUCANA – 25° Anno
Dopo l’incontro dedicato alla Letteratura del Novecento con la presentazione del poeta e traduttore pugliese Vittorio Bodini, ritorna per la cartella “Storie del Sud” lo studioso Angelo Conte con una relazione dal titolo: Miseria e nobiltà nella Taranto antica.
E’ questa dell’archeologo Conte una nuova ricerca che da seguito al testo “La dea del sorriso”, riferito alla “Statua di Persefone” che fu trafugata nel 1912 e che si trova attualmente all’Altes Museum di Berlino.
La nascita del ceto aristocratico cominciò a manifestarsi nella nostra città a partire dalla seconda metà del VI sec., per continuare fino ai primi decenni del V sec. a.C.
Il suo potere si basava essenzialmente su proprietà terriera, pastorizia, allevamento, agricoltura e commercio. Non per nulla i coloni spartani, guidati da Falanto, su suggerimento dell’oracolo di Delfi, scelsero il territorio di Taranto per le sue caratteristiche ambientali, le terre fertili, il mare pescoso e la buona difendibilità da attacchi nemici. Avrebbero potuto conquistare ampi territori, ma la loro azione espansiva fu sempre frenata dalle bellicose popolazioni indigene limitrofe: quella dei Messapi che occupavano l’attuale Salento e quella dei Peuceti situati nell’area dell’attuale barese.
La proprietà terriera, pastorizia, allevamento di animali, specie cavalli e pecore per i quali Taranto andò famosa nei secoli, permisero la nascita e il formarsi di una ricca classe egemone, quella degli aristocratici, che per molti decenni detennero, e in maniera assoluta, il potere economico, politico, militare, religioso e riducendo in una stato di schiavitù o quasi, il resto della popolazione.
L’incontro si svolgerà, con libero ingresso alle ore 18.00, presso la sede dell’Associazione Culturale, Presenza Lucana in Via Veneto 106/A
Michele Santoro
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Taranto
Presenza Lucana
Via Veneto 106/A
ore 18:00
ingresso libero
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