CHIAMATA ALLE ARTI
PER UN FILM DEDICATO A TIZIANO TERZANI
Serata di raccolta fondi per sostenere la produzione del film tratto dal libro "Un indovino mi disse" di Tiziano Terzani
BARI
Auditorium Don Guanella
Via Giulio Petroni, 121
giovedì 19 marzo 2015
ore 20.30
L’Auditorium Don Guanella ospiterà una "Chiamata alle arti" per sostenere la produzione del film
"Un indovino mi disse", tratto dall'omonimo libro di Tiziano Terzani.
Filmati, letture e musica dal vivo per ripercorrere insieme la vita di Terzani e, in particolare, il viaggio nel cuore dell'Asia, raccontato in "Un indovino mi disse". Un viaggio che, per lo scrittore, è stato tappa fondamentale di un percorso di trasformazione da corrispondente di guerra a uomo di pace.
Nel corso della serata il regista Mario Zanot - autore di "Anam, il Senzanome", l'ultima intervista a Tiziano Terzani -
presenterà il progetto del film tratto da "Un indovino mi disse". Le letture di brani tratti dai libri di Terzani saranno a cura dell’attore
William Volpicella. Gli intermezzi musicali a cura di
Santino Mandolla (chitarre e mandolino),
Piero Rossi (pianoforte) e
Giulia Atene (voce). A condurre sarà la giornalista
Enrica Simonetti.
Alla serata parteciperà anche
Carmine Simeone del Gruppo Emergency di Bari. Una parte degli incassi del film verrà infatti destinata all’Organizzazione e in particolare all'ospedale afghano di Lashkar-gah, intitolato a Tiziano Terzani.
L’ingresso è libero, con possibilità di donazione a sostegno del progetto.
L’evento è organizzato dall’Angolo dell’Avventura di Bari, associazione volta a promuovere la cultura del viaggio.
Informazioni utili:
www.unindovinocidisse.it
info@unindovinocidisse.it
IL PROGETTO CINEMATOGRAFICO IN GENERALE
Il film "Un indovino mi disse" ripercorrerà il viaggio di Terzani alla scoperta del cuore magico dell'Asia, un viaggio che il giornalista fece nel 1993, spostandosi senza mai prendere aerei. All'apice della sua carriera infatti, in piena crisi umana e professionale, Terzani si aggrappa alla vecchia profezia di un indovino di Hong Kong: "Attento! Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell'anno non volare. Non volare mai".
Quella maledizione si trasforma per lui in una benedizione, un'occasione per reinventarsi la vita. In quello stesso anno, l'elicottero sul quale sarebbe dovuto salire cade. Un caso? Al di là della sua veridicità, la profezia lo aiuta a trovare una nuova dimensione umana e spirituale.
"Un indovino mi disse" sarà girato tra Vietnam, Laos, Cambogia, Birmania e Thailandia.
La sceneggiatura - a cui ha collaborato anche Angela Terzani Staude - è già pronta e alcuni partner stranieri hanno mostrato vivo interesse per il progetto.
In Italia, per far conoscere e finanziare il film almeno in parte,
è stata lanciata sul web una campagna di raccolta fondi. Andando su
www.unindovinocidisse.it è possibile dare il proprio contributo, versando pochi euro ma anche cifre più alte. In cambio si ha diritto a una ricompensa. Ad esempio
chi sceglie di versare 50 euro vedrà il proprio nome nei titoli di coda del film.
L'idea è del regista milanese Mario Zanot, documentarista e visual effects supervisor, che ha collaborato, tra gli altri, con Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti, e che nel 2013 ha vinto il David di
Donatello per i migliori effetti digitali del film "Diaz, don't clean up this blood" di Daniele Vicari. Nel 2004 Zanot ha inoltre girato l'ultima intervista a Tiziano Terzani, intitolata "Anam, il Senzanome".
Per sostenere la produzione del film Un indovino mi disse è stato fondato un Comitato che sta organizzando
serate di raccolta fondi in tutta Italia, delle "Chiamate alle arti", durante le quali ripercorrere la vita di Terzani, corrispondente di guerra, viaggiatore e uomo di pace, attraverso la proiezione di filmati, la lettura di brani tratti dai suoi libri e musica suonata dal vivo. Grazie all'aiuto dei lettori di Terzani sono già state
organizzate più di novanta serate, in piccole e grandi città.
Una parte degli incassi del film verrà devoluta a Emergency, per l’ospedale di Lashkar-gah in Afghanistan, intitolato a Tiziano Terzani.Si tratta di un centro chirurgico in cui il 60% dei pazienti ricoverati è curato per ferite di guerra causate da bombe, mine antiuomo e pallottole, e dove un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni.
Come previsto dallo statuto del Comitato, se la cifra raccolta attraverso il finanziamento popolare non dovesse essere sufficiente a garantire la produzione del film, l’intero importo, tolte le spese documentate, verrà devoluto a Emergency.
Tiziano Terzani (1938-2004)
Fiorentino, corrispondente di guerra, è stato uno dei giornalisti più noti a livello internazionale e uno degli autori di libri di maggior successo in Italia, con più di 4.000.000 di copie vendute. Profondo conoscitore dell'Asia, è stato per trent'anni corrispondente del settimanale tedesco Der Spiegel e ha collaborato con il Corriere della Sera, l'Espresso e la Repubblica.
Mario Zanot
Regista, sceneggiatore, documentarista e giornalista, ha collaborato con Giuseppe Tornatore ("Baarìa", "La migliore offerta"), Nanni Moretti ("Habemus Papam"), e nel 2013 ha vinto il David di Donatello per i migliori effetti digitali di "Diaz, don't clean up this blood" di Daniele Vicari.
Nel 2004 ha girato il film "Anam, il Senzanome", l'ultima intervista a Tiziano Terzani, un vero e proprio testamento spirituale dello scrittore.
Web:
www.unindovinocidisse.it/el...