2#TEZE': In ginocchio-storie di mafia
Nel teatro del MAT LABORATORIO URBANO a Terlizzi, prosegue la proposta culturale dedicata all’antica e nobile arte teatrale
TEZE': una serie di appuntamenti teatrali con l’intento di valorizzare e promuovere progetti plurali per ricerca, forma e contenuti e favorire l’accesso consapevole del pubblico al microcosmo magico del palcoscenico.
Promuoviamo l’antica formula "a cappello":
“non pagare prima, ma dopo!" e in base al gradimento dello spettacolo proposto.
Perciò, il pubblico è invitato, valutando coscienziosamente il valore di ciò a cui ha assistito, a lasciare un contributo libero e volontario a fine spettacolo.
Per il 2# TEZE' organizzato dal Collettivo Zebù, Luca Privitera ed Elena Ferretti presentano:
“ IN GINOCCHIO - Storie di mafia "
Lui sconta il 41 bis, è un killer di mafiosi perché ha deciso di farsi giustizia da solo. Dialoga con la sua rabbia deridendo le follie e le assurdità che portano molte persone a diventare mafiose, a sfruttare il proprio potere e la propria posizione di privilegio per ingannare il prossimo. Oramai stanco di quello che succedeva intorno a lui, nella sua terra, tra la sua gente, invece di migrare come in molti decide di fare piazza pulita intorno a se. Fa parte del popolo, probabilmente un mafioso inconsapevole.
Lei sconta il 416 bis ed è una delle tante mogli della mafia, parla della mafiosità, del sistema mafioso, della famiglia, dei codici d’onore. Interroga il mondo ma soprattutto se stessa sulla perdita di ogni senso e di umanità. Non è una pentita, anche se potrebbe sembrare. E’ un’illusa, una fragilità ingenua catturata dal concetto dei Robin Hood, dagli eroi, del sud malfamato ed ignorante dove si ruba ad i ricchi e si pensa alla salvazione dei poveri. Una donna semplice, in un certo senso ricca.
Entrambe chiusi in una cella, dialogano con un ipotetico giudice. Un intreccio di due storie che vanno di pari passo sino a diventare un’unica storia. La storia di due dimenticati a cui è stato rubato tutto, anche la dignità. Dove la vita ha insegnato loro cos’è la vendetta
Uno spettacolo dedicato a tutte le vittime della cultura mafiosa, in particolar modo a due donne: Emanuela Sansone, uccisa per mano mafiosa nel 27 dicembre 1896 a soli 17 anni, ed a sua madre Giuseppa Di Sano la prima collaboratrice di giustizia.
APERTURA PORTE : ore 20.30.
SIPARIO : ore 21.00.
INFO E PRENOTAZIONI:
E’ possibile anche prenotarsi inviando un messaggio privato sulla fanpage del Collettivo Zebù (https://www.facebook.com/zebucollettivo?fref=ts)
oppure, veniteci a trovare in sala Studio Zebù, c/o il MAT Laboratorio Urbano, in via Macello a Terlizzi.
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Terlizzi (Bari)
MAT Laboratorio urbano
via Macello
ore 20:30
ingresso libero
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