da venerdì 17 a sabato 18 aprile 2015
IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello
Teatro
Gli attori, ognuno nel proprio ruolo, rendono genuinamente fruibile la rappresentazione di questo capolavoro di Pirandello. Tutto ciò che ascoltiamo e vediamo in scena, contribuisce a rendere sincero l'affresco piccolo borghese nel quale si muovono i personaggi d'altri tempi, ad iniziare da Fana (un’amorevole Lucia Soldano), la fedele ed obbediente serva, per continuare con il maldestro Fifi (un rigoroso Domenico Di Gennaro), che si serve dei soldi della sorella per onorare i debiti contratti, con la Saracena (una una sopraffina Maria Acella), donna invadente e pettegola. Tre caratterizzazioni rese ottimamente e ritagliate perfette su ognuno. Una sensazione di caldo opprimente, sia reale che scenico, non risparmia né l'ambiguo delegato Spanò, un azzeccagarbugli teso a restare unicamente nei favori di chi conta, (Enzo Cirillo, una certezza per le sue precise e ricordevoli perfomance) che ogni volta si deterge la fronte, appena viene a trovarsi in difficoltà, né Assunta, la puntuta mamma, (una eccellente Enza Trione) che agita nervosamente il ventaglio nel consigliare alla figlia la sopportazione dei tradimenti e la convenienza del silenzio, attenta soprattutto a mantenere lo status quo della famiglia, sia pure a danno della figlia.
Ed eccole le ragioni di Beatrice e di Ciampa ridotte ed adattate in un unico tempo teatrale, due attori eccezionali, di assoluta bravura, l'una di fronte all'altro a sfidarsi in dialoghi serrati, naturali quanto drammatiche discussioni, tra due che sanno essere vittime esse stesse, ma una sola l'avrà vinta con una mistificata ragione.
La brava Anna Ciello dà un'interpretazione di testa nella ribellione, di espressività nel dolore non rassegnato, di mutazione improvvisa tra riso e pianto, quando si accorge di essere l' ineluttabile "agnus"del sacrificio. E Ciampa, Giulio di Filippo, un capace interprete, una conferma del teatro vernacolare che non delude nemmeno nel teatro in lingua, anzi si supera riuscendo ad emozionare e molto per la sua condizione di uomo ferito nell'onore, tanto da indurre il pubblico ad essere d'accordo con la sua lucida ma ingiusta logica di castigare la vittima, senza risultare antipatico. Eccellente espressività drammatica nel gesto lento e nel tono carezzevole, Giulio l'impiega nel finale, quando nel finale graffia l'animo dello spettatore con una consolante carezza, un atto che riassume in sé pietà, consapevolezza, complicità e dolore. Vittima e carnefice resi uguali da un semplice gesto, alla mercé di un ordine sociale spietato, solo che essendo Ciampa un uomo, ipocritamente, nel teatro e all'epoca di Pirandello, si salva.
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da venerdì 17 a sabato 18 aprile 2015
Trani (Barletta Andria Trani)
Teatro Mimesis
via Pietro Palagano 53
ore 21:00
ingresso con prenotazione
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