Si terrà fra il 30 aprile ed il 3 maggio prossimi la IX edizione de IL GRAND TOUR DELLA TERRA DELLE GRAVINE, l’annuale appuntamento dell’associazione culturale Terra delle Gravine con l'arte del camminare. L’iniziativa ripropone, ricorrendo al mezzo di locomozione più antico, il VIAGGIO quale era inteso e vissuto dai protagonisti dell’epica stagione del Grand Tour del Sette- ed Ottocento: un insieme di avventura, di conoscenza, di riproposizione letteraria e di rito di passaggio.
Il tema proposto per il viaggio di quest’anno è IL CAMMINO DEI PITAGORICI in quanto rievoca il tracciato annualmente percorso, a primavera ormai matura, dai molti intellettuali che nella Taranto greca professavano la filosofia di Pitagora di Samo per recarsi in Metaponto al fine di onorare la memoria del loro maestro.
A suggerire il tema è stato un drammatico occorso proprio lungo le strade che ci apprestiamo a battere. Il filosofo neoplatonico Giamblico narra, infatti, di Dioniso, il famoso tiranno di Siracusa, che, crucciato per non poter noverare nelle fila del suo entourage culturale filosofi pitagorici, inviò una trentina di suoi sgherri in Taranto con la missione di condurgliene quanti più possibile.
I siracusani si appostarono in una località nascosta, piena di voragini e di gravine, attraverso la quale i pitagorici tarantini sarebbero dovuti necessariamente transitare per raggiungere Metaponto. Quando questi vi giunsero furono assaliti; datisi alla fuga, stavano quasi per sfuggire agli aggressori, appesantiti dalle armi. Presi dalla foga, i pitagorici non s’avvidero tuttavia di ritrovarsi nel bel mezzo di un campo di fave, nei confronti delle quali la scuola imponeva un inviolabile tabù. Per evitare di contaminarsi col contatto con le piante, i pitagorici fermarono quindi la loro corsa finendo per essere passati per le armi dai siracusani nel frattempo sopraggiunti. Più tardi giunsero altri due pitagorici: un uomo e sua moglie, attardatisi dato che questa era incita quasi al termine. Soddisfatti, i siracusani li catturarono e li condussero al cospetto del tiranno.
Dioniso propose ai filosofi di associarli nel governo della città ma, pure di fronte ad un fermo diniego, si dichiarò ugualmente disponibile a lasciarli liberi, purché gli avessero rivelato il motivo del divieto di calpestare le fave. All’ulteriore rifiuto, il tiranno minacciò di torturare la donna che, per timore di svelare il mistero, preferì piuttosto mordersi la lunga e sputargli i lacerti in faccia.
Non sapremo mai se trattasi di un evento realmente accaduto o d’ un semplice aneddoto volto a dimostrare la temperanza dei pitagorici, ma di certo contribuirà ad arricchire ulteriormente di suggestioni il cammino, impreziosendo le consuete valenze paesaggistiche, naturalistiche e storico-culturali espresse da ogni angolo della nostra terra.
Si partirà giovedì 30 aprile con una quasi-partenza dalle colonne del tempio dorico di Piazza Castello, in Taranto; la comitiva si sposterà quindi presso il vero luogo di inizio, la periferia del quartiere di Lido Azzurro. Da qui, percorrendo il litorale fra duna, macchia retrodunale e pineta, guadando i fiumi Lenne e Lato, giungeremo fine giornata a Castellaneta Marina, dopo aver percorso 25 Km.
Il secondo giorno di viaggio proseguirà lungo il litorale passando per Ginosa Marina, il Lago Salinella e la Torre Mattoni sino al fiume Bradano. Ci addentreremo quindi risalendone la riva orientale del grande fiume sino a far visita alle Tavole Palatine di Metaponto. Da qui proseguiremo nelle campagne di Ginosa, redente nel corso del Novecento da un passato di emarginazione grazie al lavoro dell’Opera Nazionale Combattenti, dopo la prima, e della Riforma Fondiaria, dopo la seconda guerra mondiale. Termineremo il cammino in una delle aziende fiorite proprio nel corso di quella epopea civile, all’agriturismo Tenuta Orsanese, dopo aver percorso 29 Km.
Il terzo giorno proseguiremo nella piana alluvionale ginosina sino a giungere alla lama che fa seguito alla gravina di Laterza e ne percorreremo il fondo passando per il Passo di Giacobbe. E’ questo un luogo particolarmente suggestivo sia per l’importantissimo sito archeologico sia per aver costituito, correndo in mezzo a boschi e paludi, una molto discreta via comunicazione che veniva utilizzata dai briganti lucani per effettuare le loro scorrerie nel Tarantino. E chissà che non sia stato proprio questo il luogo ove i siracusani aggredirono i pitagorici tarantini… Risaliti dalla lama entreremo in territorio castellanetano calpestando il Tratturo Orsanese, lungo il quale saremo incontrati dagli Amici delle Gravine di Castellaneta. Insieme percorreremo lo scenografico sentiero che attraversa la gravina di Santo Stefano. Concluderemo insieme questa terza frazione di viaggio, la più lunga in previsione con i suoi 30 Km, nel centro storico di Castellaneta.
La quarta ed ultima parte del viaggio prenderà le mosse lungo un sentiero mirabilmente riattato dagli Amici delle Gravine di Castellaneta che dal centro cittadino ci condurrà al ponte di Santa Lucia. Da qui proseguiremo lungo la pista ciclabile recentemente realizzata lungo il percorso della vecchia ferrovia; transiteremo per Palagianello e proseguiremo sino alla Gravina di Forcella; da qui proseguiremo alla volta della Gravina di Petruscio, ridiscesa la quale attraverseremo la statale 7 per entrare in Massafra percorrendo l’antica strada del Procaccia. Usciti dal centro abitato percorrendo viuzze di campagna e sentieri per giungere, al termine degli ultimi 28 Km, a Masseria Lamastuola. Qui, nel sito che ospitava un importante centro abitato indigeno, colonizzato dai greci subito all’indomani della fondazione di Taranto, terminerà, il tardo pomeriggio del 3 maggio, la IX edizione del Grand Tour della Terra delle Gravine, IL CAMMINO DEI PITAGORICI.
La partecipazione è libera; è solo richiesta, per motivi assicurativi, il tesseramento all’associazione (15 euro). Il costo complessivo (con trattamento di mezza pensione nei singoli pernottamenti) è prossimo aggirarsi intorno ai 120 euro.
Web:
www.perieghesis.it