Domenica 28 giugno prossima l'associazione culturale Terra delle Gravine terrà la tradizionale Notte di San Giovanni. In questa notte in cui si realizza la “giunzione stretta” fra reale-razionale e fantasia-magia, leveremo speciali preghiere perché possa ripetersi… un miracolo. Un miracolo di suggestione.
Tralasciando, per questa edizione, il cliché abituale, compiremo il rito di passaggio cosmico all’interno della città, in seno al suo cuore antico, un cuore ferito sì da decennale abbandono, ma, come quello di certi anziani tuttavia gagliardi, ancora vivo e pulsante. E di faccende di cuore tratteremo, per l’appunto, questa notte. Ma iniziamo dal principio.
Il tema di quest’anno sarà SERENATE e di serenate (o meglio matinate, come un tempo venivano chiamate) si parlerà e canterà per una buona oretta, guidati lungo gli stretti e tortuosi vicoli della suggestione di tempi ed occasioni antiche dalle melodie di Mario Donatiello, la più sincera espressione della nostrana indie-folk-music, e delle donne della nostra compagnia recitante: Monica Corallo, Elisa Martucci, Amelia Quaranta e Maria Pia Palazzo.
Ad esse toccherà di ridare vita e di colorare di emozione viva tre storie d’amore, tre molto diverse storie d’amore.
E’ una notte di fine Settecento, il secolo d’oro tarantino. E’ notte piena, ma non c’è sonno per queste tre donne, avvinte come sono dalla malia delle note di un musicante che, nel buio di un angolo di qualche vico adiacente le loro case, si profonde nelle sue melodie. Chissà a quale fanciulla sono rivolte, quelle note. Non a loro di certo. Non sono più fanciulle…
La prima ad abbandonarsi al ricordo sarà Saveria. Ci racconterà della sua tormentata ed interrotta storia d’amore con Pasquale, l’orologiaio: un amore appassionato e travolgente… al punto tale da sconvolgerne il felice esito.
Le farà seguito Vittoria l’ostunese. Lei sì che se l’è goduta la vita: dal suo cuore sgorgava tanto amore, e tanti sono stati gli uomini chinatisi per appagarsi. Incompresa, per campare dové infine ridursi a venderlo. Quanti uomini ha reso felici, seppur per pochi istanti, quanti ne ha precipitati!
Concluderà una nobildonna, donna Camilla, e del suo contrastato amore per il marchese Ferrante. E’ pure la storia, rimanga fra di noi, di uno strepitoso schiaffo la cui eco risuona ancora, in occasione della prima notte di luna nuova d’inizio estate, nel largo di Sant’Angelo, la piazza antistante il castello.
Sono storie vere, vissute da donne e da uomini veri che testimoniano di una quotidianità privata che solo di notte, spento lo sguardo severo del giorno, riusciva a esprimere pienamente e con libertà se stessa, dando realtà, spesso effimera e clandestina, ad amori altrimenti negati ed impossibili, consentendo il compimento di atroci vendette e di più meschine rivincite altrimenti impossibili, stravolgendo paradigmi socio-economici altrimenti indiscutibili sotto la luce pubblica del sole.
Ed è proprio una di tali notti che, noi della Terra delle Gravine, intendiamo donare a voi ed alla nostra città intera.
Luogo più idoneo, per posizione e struttura, difficilmente avremmo potuto proporre. L’edizione 2015 della nostra Notte di San Giovanni si terrà infatti all’interno del cortile di Palazzo Ulmo, gentilmente messo a disposizione dal suo attuale proprietario, l’architetto Marcus Briegel, che caldamente ringraziamo. Cosiddetto dall’essere appartenuto ad una delle più antiche, specchiate e ricche famiglie della nostra città, è uno splendido edificio in severo stile barocco eretto, nella sua veste attuale, alla fine del Settecento. Si trova nel pittaggio di San Pietro, lungo la Strada Maggiore, propriamente dove si dice di San Martino, poco prima del convento dei padri domenicani; per chi vive solo nell’oggi, è in via Duomo ai numeri civici 53-55.
L’inizio dello spettacolo è previsto per le ore 21.
Web:
www.perieghesis.it