Conclusa la rassegna partecipata "Next Stop", il viaggio dell'associazione Il Serraglio verso la decima edizione del festival Vicoli Corti prosegue con l'ormai consueto omaggio ad un maestro della cinematografia mondiale. Dopo i sogni felliniani e gli intrighi orditi da Hitchcock, quest'anno tocca a Wim Wenders, cineasta tedesco capace come nessun altro di restituire allo spettatore, attraverso il suo sguardo, l'anima che soffia in ogni luogo, l'umanità di cui è intriso ogni paesaggio, le storie nascoste dietro ogni città.
Dall'11 al 13 agosto, vi invitiamo a partire idealmente con noi : voleremo a Cuba, per farci trascinare dalla musica degli irresistibili ottuagenari del Buena Vista Social Club, faremo poi tappa a Lisbona, per visitarla in maniera non convenzionale, prima del piatto forte, "Il Sale della Terra", struggente tributo all'opera del fotografo brasiliano Sebastiao Salgado.
L'appuntamento è come sempre in Piazza Santi Medici alle 21, con ingresso libero. C'è tanto da vedere, e da scoprire, il Cielo sopra i Vicoli ci indicherà la strada.
Un evento : Il Serraglio
Il calendario delle proiezioni :
11 AGOSTO
BUENA VISTA SOCIAL CLUB
Un film di Wim Wenders. Con Ry Cooder, Ibrahim Ferrer, Company Segundo, Omara Portuondo, Eliades Ochoa, Orlando Lopez, Ruben Gonzales. Documentario musicale, durata 101 min. - Germania 1998
Nel 1996 il californiano Ry Cooder, chitarrista, compositore e accanito esploratore di musiche popolari, andò a Cuba con il figlio percussionista Joaquim e incise con un gruppo di musicisti cubani, popolari negli anni '50 quando si esibivano al Buena Vista Social Club dell'Avana, un disco dallo stesso titolo che nel 1997 ha venduto più di un milione di copie e conquistato un premio Grammy (Tropical Latin). Quando all'inizio del 1998 Cooder tornò all'Avana per registrare un album da solista con il cantante Ibrahim Ferrer, lo accompagnò Wenders con una piccola troupe. Filmò i vecchi musicisti, ora ribattezzati i Super-Abuelos (supernonni), nelle sale d'incisione e per le vie dell'Avana, ad Amsterdam dove tennero due concerti e a New York dove suonarono al Carnegie Hall. "La musica è per me una caccia al tesoro. Scavi e talvolta trovi qualcosa. A Cuba la musica scorre come un fiume. Si prende cura di te e ti rigenera dentro" (Ry Cooder). Commento di Wenders: "Voglio fare un film che scorra su questo fiume. Senza interferire, soltanto trasportato dalla corrente".
12 AGOSTO
LISBON STORY
Un film di Wim Wenders. Con Rudiger Vogler, Patrick Bauchau, Vasco Sequeira, Canto e Castro, Viriato Jose da Silva. Commedia, durata 105 min. - Germania, Portogallo 1995.
Philip, tecnico del suono, risponde a un misterioso messaggio di un suo vecchio amico regista e parte da Parigi per Lisbona. Ma, giunto in città, non ha notizie dell'amico. Dopo qualche giorno passato nella sua casa, trova del materiale girato e inizia a lavorarci. Gira per la città a cercare suoni. Quando trova finalmente l'amico, questi è in preda a una grottesca ossessione: ha ripreso centinaia di ore di pellicola, puntando la macchina dietro le spalle, per non vedere le immagini, e lasciarle incontaminate. Philip lo riporta con i piedi per terra, gli corregge filosofia e obiettivi. I due gireranno un film "normale" guardando le immagini. Profilo altissimo di regia, con quelle doti in più che hanno i fuoriclasse come Wenders, forse il massimo autore contemporaneo.
13 AGOSTO
IL SALE DELLA TERRA
Un film di Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado. Documentario, durata 100 min. - Brasile, Italia, Francia 2014.
Magnificamente ispirato dalla potenza lirica della fotografia di Sebastião Salgado, Il sale della terra è un documentario monumentale, che traccia l'itinerario artistico e umano del fotografo brasiliano. Co-diretto da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, figlio dell'artista, Il sale della terra è un'esperienza estetica esemplare e potente, un'opera sullo splendore del mondo e sull'irragionevolezza umana che rischia di spegnerlo. Alternando la storia personale di Salgado con le riflessioni sul suo mestiere di fotografo, il documentario ha un respiro malickiano, intimo e cosmico insieme, è un oggetto fuori formato, una preghiera che dialoga con la carne, la natura e Dio.
Quella di Salgado è un'epopea fotografica degna del Fitzcarraldo herzoghiano, pronto a muovere le montagne col suo sogno 'lirico'. Viaggiatore irriducibile, Sebastião Salgado ha esplorato ventisei paesi e concentrato il mondo in immagini bianche e nere di una semplicità sublime e una sobrietà brutale. Interrogato dallo sguardo fuori campo di Wenders e accompagnato sul campo dal figlio, l'artista si racconta attraverso i reportages che hanno omaggiato la bellezza del pianeta e gli orrori che hanno oltraggiato quella dell'uomo. Fotografo umanista della miseria e della tribolazione umana, Salgado ha raccontato l'avidità di milioni di ricercatori d'oro brasiliani sprofondati nella più grande miniera a cielo aperto del mondo, ha denunciato i genocidi africani, ha immortalato i pozzi di petrolio incendiati in Medio Oriente, ha testimoniato i mestieri e il mondo industriale dismesso, ha perso la fede per gli uomini davanti ai cadaveri accatastati in Rwanda e 'ricomposti' nella perfezione formale e compositiva del suo lavoro. Un lavoro scritto con la luce e da ammirare in silenzio.
Web:
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