Domenica 6 settembre 2015
Presentazione del volume: FOLLI D'AMORE
Incontri culturali
MARIA ANTONIETTA EPIFANI, ANTONIETTA LATORRE e OLGA SARCINELLA
Folli d'amore
Un nuovo volume di Schena Editore
Vite straordinarie
Misticismo femminile in Puglia tra terrena fragilità e santità misconosciuta.
La rilevanza conferita alla santità nella società contemporanea è l’esito di una lunga storia. Il culto dei santi fin dai primi secoli del cristianesimo ha rivestito un ruolo centrale dal punto di vista non solo religioso, ma anche sociale, politico e culturale. Ha acquisito in Occidente caratteristiche sempre più specifiche, destinate ad accentuarsi nel mondo cattolico dopo la Riforma protestante e il Concilio di Trento, coinvolgendo il continente americano e le altre terre di missione, e in maniera crescente in età contemporanea, in particolare durante il pontificato di Giovanni Paolo II.
Un discorso a parte merita, a tal proposito, il “modello meridionale” di santità, che va modulato nel quadro di una analisi della realtà socio-culturale del Mezzogiorno, anche perché nel Meridione il rapporto tra santo e fedele è caratterizzato da una estrema personalizzazione.
Accostarsi dunque al concetto di santità non è semplice, poiché si entra in una dimensione sovrannaturale. Ancor di più quando si intendono definire alcuni caratteri della santità al femminile, la cui questione si pone quando la comunità cristiana comincia ad organizzarsi e la Chiesa diviene una istituzione, stabilendo ruoli e gerarchie. È questo il momento in cui, sotto l’influsso negativo di alcuni teologi, le donne sono sistematicamente escluse dai ruoli direttivi e dai compiti di guida nella Chiesa.
Nell’ambito della ricerca storica, resta innovativa l’attenzione posta dalla storiografia femminista, attenta a ricercare una propria consapevolezza nel passato storico di donne al ‘centro’ ideologico degli avvenimenti, e nel contempo l’interesse sempre crescente per la storia della santità femminile, attraverso studi di settore e riflessioni su aspetti che svelano la complessità del mondo femminile, in un’epoca – soprattutto quella di antico regime – in cui assodato era l’assoggettamento della donna, non solo nell’ Europa cattolica.
‘Donne sante’ e ‘donne diavolo’ hanno animato per secoli l’immaginario collettivo della società occidentale, che però fino ad oggi ha dimostrato una sostanziale difficoltà a riconoscerne, distintamente, l’entità e la natura. Si trattava comunque di donne dotate di particolari doni o comportamenti che, per ragioni spesso ambivalenti, venivano perseguitare come streghe oppure identificate e riconosciute come sante, in connessione con un modello di santità consolidato già da tempo, che andava da quello mistico-profetico e quello eremitico-penitenziale, caratterizzati da digiuno, stigmatizzazione e profezia.
Le sante donne pugliesi, Maria Manca, Rosa Maria Serio, Palma Matarrelli, vissute tra XVI e XIX secolo - alla cui conoscenza è dedicata la ricerca di MARIA ANTONIETTA EPIFANI, ANTONIETTA LATORRE e OLGA SARCINELLA - intitolata Folli d’Amore e appena uscita nelle edizioni SCHENA, Collana Biblioteca della Ricerca, Puglia storica - meritano attenzione per una serie di ragioni, quali la spiritualità, il misticismo, il totale annichilimento di se stesse, l’esperienza estatica e sovrannaturale, l’impegno sociale a favore degli ultimi, tutti motivi esistenti che accomunano le Nostre alle grandi mistiche della storia della Chiesa. Le virtù cristiane di cui sono state dotate, chiaramente riconosciute anche dalla gerarchia ecclesiastica competente, non hanno però ancora prodotto il loro innalzamento agli onori degli altari. E le loro vite straordinarie sino ad ora sono rimaste quasi completamente celate dal disinteresse e dall’oblio.
Le autrici le hanno studiate, in un lavoro a più voci articolato in tre saggi distinti, in cui ciascuna per le proprie competenze, offrono una visione multidisciplinare e sfaccettata della vita, delle opere, e della spiritualità di queste tre mistiche pugliesi, le cui vicende sospese tra terrena fragilità e vertici estatici di santità misconosciuta, vengono indagate su più piani di lettura: storico-agiografico, socio-religioso, storico-devozionale, antropologico, psicologico. Colmando nel contempo il vuoto di indagine su queste figure femminili vissute tra Controriforma e tutto l’Ottocento, e prestando notevole attenzione all’impatto sociale realmente documentato, relativo alla fenomenologia dell’esperienza su questa terra delle sante donne, poiché l’elemento costitutivo essenziale della santità è il culto pubblico.
Mistiche, vissute tra l’Età Moderna e quella Contemporanea, nelle quali il Dio-Amore prende vita nelle loro parole a partire dall’essersi scoperte amate-amanti, donne in cui una ancestrale capacità tiene insieme i diversi piani dell’esistenza, quello abissale ed elevato dell’anima e quello concreto della quotidianità con i suoi umili gesti, che svela tutta la sua sacralità. Una capacità che le donne hanno concepito e sviluppato nel corso dei secoli di silenzio imposto e di dialoghi con Dio coltivati nell’intimo. Cuori pensanti, molti dei quali arsi sul rogo dell’incapacità istituzionale (maschile) a comprendere un così differente modo di essere da Dio.
, scrive J. De Vitry agli inizi del XIII secolo sulle mistiche del suo tempo.
E San Paolo della Croce (1694-1775) descrive bene questa comunione dolorosa così intensa e totalizzante, questa Pazzia d’Amore: >
Così come sono vissute e morte per Amore le donne che hanno incontrato nel loro cammino di studio le tre autrici: Maria Manca di Squinzano (XVI-XVII secolo), suor Rosa Maria Serio (XVII-XVIII secolo), nata a Ostuni ma monaca carmelitana vissuta e morta a Fasano, Maria Palma Matarrelli di Oria (XIX secolo), le cui storie in questo volume si è cercato di sottrarre all’oblio dei secoli e all’indifferenza degli uomini. Attraverso la competenza scientifica ma soprattutto con passione d’intelletto e di cuore.
Ciononostante, non s’intende in questa pubblicazione esaltare una questione di ‘genere’ in quanto la santità è vocazione universale, ma evidenziare soprattutto le circostanze storiche e culturali responsabili dello scarso credito attribuito spesso alla spiritualità delle donne sante.
E nel contempo rimarcare che tra le caratteristiche comuni alle grandi donne che hanno scelto di dedicarsi totalmente al Signore, e fra queste le Nostre, ve n’è una in particolare che le sintetizza tutte, la carità, come forma estrema di amore per Dio e per il prossimo. La stessa riflessione teologica infatti è giunta a conclusione, dopo secoli di confronti e riscontri, che l’essenza della santità consiste nella virtù teologale della carità, “che è quella che opera la nostra unione con Dio”.
Meritevoli in questa operazione culturale sono l’Editore Schena, che con acume e sensibilità ha voluto, pubblicando l’opera, far emergere e rivalutare le figure spesso controverse di queste donne pugliesi, e il Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia sotto la cui egida scientifica il volume esce e nell’ambito delle cui ricerche e studi si colloca.
Da segnalare inoltre, la presenza di un inserto a colori con opere pittoriche inedite del Sei-Settecento conservate a Fasano.
E infine la felice coincidenza della pubblicazione con il 500° anniversario della nascita di Santa Teresa di Gesù o d’Avila (1515-2015), nel novero delle cui celebrazioni mondiali si inserisce, considerato che le tre mistiche pugliesi per molti versi legano la loro esperienza spirituale ed umana alla figura della grande santa riformatrice del Carmelo.
A breve il volume sarà presentato in vari centri pugliesi tra cui Fasano, in cui visse tra Sei-Settecento, nel monastero carmelitano di S. Giuseppe, Suor Rosa Maria Serio.
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Selva di Fasano, Fasano (Brindisi)
Hotel Sierra Silvana
ore 19:00
ingresso libero
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