Venerdì 25 settembre 2015
Gli uomini vengono da Marte.....
Teatro
Gli uomini vengono da Marte, un cazzo.
Io vengo dal bar all'angolo
Spettacolo - poesia - concerto
"l'autore con le sue poesie, riesce con disinvoltura a calarsi e a dipingere
sentimenti, frustrazioni, accoglienze e rifiuti
che fanno parte della lotta quotidiana tra i sentimenti e la fatica della costruzione
e della ri-costruzione dell'IO maschile in rapporto con l'amore
e con l' altro sesso"
(Livio Costarella "Gazzetta del Mezzogiorno")
Il testo è dinamico nelle parole, interessante è la capacità di coinvolgere il lettore
attraverso le sensazioni visive, tattili, olfattive, contenute nella parola scritta
(Motivazione Primo Premio Poesia Alda Merini 2013)
Con i versi sciolti che quasi paiono una danza, il poeta riesce a coinvolgere chi legge,
facendolo partecipe delle sue sensazioni
(Motivazione Primo Premio Letterario Osservatorio 2013)
Scrittura densa ed incalzante, lucida ed allucinata, prossima al ritmo cinematografico,
in cui ciascuna riga è il fotogramma di un film ancora da girare
(Motivazione Primo Premio Auditorium Vallisa 2014
Scritto e diretto da Giovanni Gentile
con:
Maurizio Sarubbi
con la partecipazione di:
Vito Liturri (pianoforte)
Marco Boccia (contrabbasso)
Benedetta Piccinonna (danzatrice)
Musiche:
Vito Liturri e Marco Boccia
Coreografie:
Benedetta Piccinonna
Come in tutte le opere della Compagnia Teatro Prisma, anche in quest'ultima si avverte, forse ancor di più che in tutte le altre, il carattere multidisciplinare.
L'autore e regista Giovanni Gentile unisce alla poesia monologhi ironici, a volte grotteschi, per spiegare la difficoltà e la transitorietà dei legami tra i sessi nell'epoca che viviamo.
E' un'opera che non ha la pretesa di spiegare gli uomini alle donne, ma solo l'intenzione di illuminare con una piccola candela i tormenti, le ipocondrie e la difficoltà dell'uomo nel rapportarsi al "pianeta donna". Il tutto avviene attraverso un monologo, magistralmente recitato da Maurizio Sarubbi, intervallato dai versi dello stesso autore, che ha raccolto le sue poesie in questo spettacolo come, in genere, un poeta raccoglie i suoi versi in un'antologia.
Maurizio Sarubbi interpreta il personaggio scandagliando senza pietà sentimenti alti ma anche, con durezza e spigolosità, le contraddizioni che l'uomo moderno pone in essere nel rapporto conflittuale con l'altro sesso. Ne dà un'interpretazione altamente performativa, riempiendo la scena e recitando le parole sulla musica, come una tavola da surf che scivola sulle onde.
In un momento storico come questo, in cui, giustamente o ingiustamente, l'uomo in quanto tale è preso di mira per le barbarie che commette, in questo spettacolo si cerca di rimettere le cose nella giusta ottica. Uomini violenti, smarriti, spauriti, certo. Ma anche uomini che amano, uomini che salvano le principesse nel castello, uomini-padri, uomini-poeti.
Ci sono le donne vittime, certo. Ma anche donne insensibili, donne che sfruttano, donne che se ne vanno.
Le parole sono sostenute, accompagnate, valorizzate da brani scritti per l'occasione, e interpretati dal vivo, dagli altri due componenti della compagnia, i maestri Vito Liturri e Marco Boccia, che uniscono jazz moderno di matrice newyorkese a ritmi più prettamente latini.
A fare da alter ego a Maurizio Sarubbi sul palco, ci sarà anche "la Donna", interpretata dalla danzatrice Benedetta Piccinonna.
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Bari
Teatro Bravò
via Stoppelli 18
ore 21:00
ingresso a pagamento
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