Time Zones – Alec Empire + Christian Fennesz & Ozmotics
Jazz e dintorni
Concerti
ALEC EMPIRE
Low On Ice
con Zan Lyons ai visual
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CHRISTIAN FENNESZ & Ozmotics
Live & visuals
ALEC EMPIRE
Alec Empire, nome d'arte di Alexander Wilke, è un musicista tedesco (1972 Berlino) noto soprattutto per essere stato fondatore degli Atari Teenage Riot. Molto attivo anche come produttore e DJ, ha alle sue spalle una prolifica carriera da solista ed è noto per essere una delle menti creatrici del genere digital hardcore e della casa discografica Digital Hardcore Recordings.
Alec Empire è una delle espressioni più autentiche di quella grande fucina di idee che ormai da diversi decenni è Berlino. Quella Berlino così capace di condizionare i giovani europei con una grande atmosfera di libertà ed una grande forza creativa. In questo clima, negli anni ’80, i gruppi di “musica industriale” hanno dato una forte sterzata a tutto il movimento musicale non solo berlinese. Alec Empire negli anni ‘90 raccoglie l’eredità di fenomeni come gli Einsturzende Neubauten e la loro musica industriale: fondando gli Atari Teenage Riot rende contemporanea l’impronta politica che fin lì aveva caratterizzato l’underground berlinese, unendo un amore viscerale per l’hardcore e le nuove sonorità della techno, la breakdance a una spiccata attitudine punk. Poliedrico talento dal carisma da anti-star, nel “labirinto della sua discografia” e di tutto il suo lavoro si trova l’essenza di uno spirito sovversivo ed irrequieto, il quale con gusto e creatività veste una musica all’apparenza dura di visioni e di poetica veemenza. Un impasto di free-jazz e suoni alla Aphex Twins.
Low On Ice, il lavoro che Empire presenta a Time Zones, in questa ottica è un totale ribaltamento di prospettiva. Un lavoro fatto di immagini e suoni catturati negli spazi senza confini della tundra. Un viaggio nel duro paesaggio islandese, laddove spazio e tempo sembrano dilatarsi fino a sciogliersi nei ghiacci. Registrazioni e video fatti tempo fa, oggi digitalizzati e ricollocati in questo spettacolo che immerge il pubblico in un paesaggio ovattato, che diventa pian piano uno stato mentale inebriante.
CHRISTIAN FENNESZ
Sviluppatosi da un lavoro sui soundscapes, il progetto AirEffect ha preso via via sempre più peso specifico, fino a diventare un album che chiude il cerchio, anzi il triangolo: cogliendo per strada la preziosa occasione di coinvolgere nel progetto un personaggio del calibro di Christian Fennesz, Stanislao Lesnoj e SmZ (moniker dietro i quali opera il duo torinese OZmotic) mettono qui a frutto il loro lungo curriculum maturato nell’ambito dell’ibridazione tra i generi e le ispirazioni (il jazz contemporaneo, il sound design, le arti performative) e gettano le basi per uno sviluppo di carriera dal respiro internazionale.
Dalle registrazioni in studio del trio alla pubblicazione dell’album sono passati quasi due anni: il tempo di padroneggiare tutta la filiera di produzione dei suoni (nel disco presentati in tutta la loro nitidezza e profondità) e di legare nonché levigare il tutto (l’album si compone di due suite, una per lato del vinile, e di un epilogo riassuntivo disponibile nella versione digitale). La presenza dell’austriaco, che avevamo lasciato alle prese con un David Sylvian particolarmente ispirato (l’ottimo There’s a light… di fine 2014), non è qui né prevaricante né superflua, integrandosi perfettamente nella visione d’insieme. Il risultato finale è un non scontato mix tra disparati field recordings (naturali e antropici: il gorgoglìo del vino che fermenta nelle botti, il bramito del cervo in amore, le voci del mercato di Porta Palazzo…), elettronica glitch e strumentazione standard (le percussioni di SmZ, il sax soprano di Stanislao, le pennellate di chitarra trattata via laptop di Fennesz), che non si ferma all’astratta composizione elettroacustica (il potente e preciso incipit di Ferment_action) ma periodicamente si coagula in forme più accessibili (accordi, ritmi, linee melodiche).
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Bari
Teatro Palazzo
Corso Sonnino 142/d
ore 21:00
ingresso a pagamento
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