da giovedì 15 a sabato 17 ottobre 2015
Time Zones Off [ingresso libero]
Concerti
TIME ZONES OFF
Un’incursione delle musiche possibili nel mondo indie
A cura di Tommaso Liuzzi
15 ottobre @ Pellicano
Ore 21,30 – Santa Muerte | Ore 22,30 – Putan club
16 ottobre @ Pellicano
Ore 21,30 – Shilpa Ray
17 ottobre @ Pellicano
Ore 21,00 – My Be I’m |- Ore 21,30 – Dirty Trainload | Ore 22,30 Aidan Smith
Santamuerte è un power-trio che unisce suoni caldi del sud-america al disagio del noise.
Band attiva da poco più di un anno che ha attirato presto le attenzioni dell’etichetta underground “MiaCameretta Records”, tanto da produrre con essa un EP in vinile (Age Of Sorrow). I suoni del disco e degli shows in generale fondono le atmosfere desertiche e calde del messico con muri invalicabili di chitarre elettriche, lunghissime e acide; i suoni latini con il garage più energico e veloce; la precisione degli arrangiamenti musicali alla scelta di suoni sporchi e pieni di istinto.
Il pUTAN cLUB non appartiene a nessuna Chiesa (rock, techno, jazz, avant, o what the fuckever ) ma si da il diritto di essere tutto questo. E lo ha dimostrato, da Città di Messico a Pechino. Il pUTAN cLUB è stato ideato come una cellula di resistenza, caratterizzata da un modo di agire ispirato ai primi complotti di partigiani europei durante l'ultima guerra mondiale (azioni di forza in luoghi diversi e vari) e di partigiani irakeni, afgani o ceceni odierni.
La resistenza è organizzata con i mezzi più arcaici ed immediati del nostro secolo: dal pianoforte alla chitarra, dal respiro al rumore elettrico/elettronico come dal verso scritto alla parola urlata, come dire dalle pitture rupestri al concettualismo più arduo, o dal'avant-rock alla musica classica contemporanea alla techno/house più becera, dal bacio in bocca al calcio in culo, etc...
Il pUTAN cLUB rivendica un'azione bakuniniana di agit-prop.... hey baby, it's subversive…
Con piu di 1000 concerti dalla sua formazione, in Europa, Africa e Asia, oltre che detonatore per Lydia Lunch, il pUTAN cLUB è iconoclasta, violento, groovy e ovviamente fortemente sexy.
SHILPA RAY
Una di quelle voci che grattano l’anima, che arrivano sottopelle, al limite del “fastidio”. Non poteva che divenire la pupilla di Nick Cave, che l’ha voluta in apertura dei suoi concerti (sia per Nick Cave & The Bad Seeds che per Grinderman) e ha fatto uscire per la sua etichetta (Bad Seeds) l’ep dal titolo esplicito “It’s All Self Fellatio”. Alle spalle, la newyorkese Ray, ha una carriera nella blues punk band Shilpa Ray and Her Happy Hookers: già allora le sue intense performance vocali le hanno fatto guadagnare paragoni con Patti Smith ed Ella Fitzgerald, PJ Harvey e Nico. Un talento selvaggio, non domato ma messo finalmente a fuoco nel primo album vero e proprio «Is Last Year’s Savage» (Northern Spy Records): chi l’aveva trovata un po’ monocorde può ricredersi ascoltando le diverse sfumature della sua voce e la varietà di stili, dalle ballate ombrose ai brani più punk, in pezzi geniali fin dai titoli (uno su tutti: “Johnny Thunders Fantasy Space Camp”). “Sarà enorme” assicura Nick Cave. Battezzata dal padrino del rock oscuro, è ora pronta a camminare con le sue gambe.
Maybe i'm nasce nel 2007 come un progetto solista, di chi è una questione di secondaria importanza. Nasce semplicemente perché i tempi della plastica stanno per finire, si sente nell'aria, e le rotondità appaiono sempre più mostruose e far apparire il mondo come una superficie perfettamente levigata è stato un inganno bello finchè è durato. Maybe i'm registra una demo, "Satan's holding a little room for me…", la fa ascoltare agli amici della Recycled Music e loro decidono di farla ascoltare ad altre persone pubblicandola. Ottime recensioni, bei concerti (tra cui alcune date con Duke Garwood e Dirty Trainload), delle interviste, la partecipazione alla compilation natalizia della Lepers Produtcions di Bari. Nel frattempo Maybe i'm ha inghiottito altre persone, alcune di passaggio e altre che restano in pianta stabile. Nel 2009 iniziano le registrazioni di "We must stop you", che durano più del previsto. Il disco è auto-prodotto, auto-registrato, auto-mixato. Si cerca di scarnificare e di ridurre all'osso, di scavare in profondità mentre intorno scorre via un anno che lascia molte cicatrici. Nella primavera del 2010 "We must stop you" vede la luce: è un disco denso, fatto di fibre che si intrecciano, mascelle che si serrano, pugni che esplodono. È un disco nervoso, perché se qualcuno ci minaccia noi non ci tiriamo indietro.
DIRTY TRAINLOAD
Il progetto è creato dal chitarrista barese Bob Cillo; le radici affondano nel blues ma entrano in gioco vecchie drum machine analogiche in loop e sonorità “lo-fi” di derivazione alternative e garage-punk; ne viene fuori un “progressive blues”, contaminato e sporco ma viscerale e autentico nello spirito. Molte sono le influenze che hanno direttamente contribuito a forgiare lo stile: dal delta blues delle origini ai grandi innovatori del rock e precorritori del punk come Alan Vega e Suicide e Gun Club di Jeffrey Lee Pierce.
Nell’autunno del 2007 esce l’album di debutto “Rising Rust”, realizzato in duo con l’armonicista e cantante Marco Del Noce. L’album riceve ottimi riscontri dalla stampa specializzata internazionale e va ricordato come il primo album “alternative blues” prodotto in Italia. Questo album e tutti quelli successivi della band, sono prodotti da Fabio Magistrali e vantano una copertina disegnata dall’illustratore svizzero Benjamin Guedel. Il duo si impegna in un’intensa attività live intraprendendo tour che li portano in tutte le principali città Italiane e in diverse città europee come Zurigo, Berlino, Londra, Brighton, Parigi e Copenhagen. In Inghilterra i Dirty Trainload registrano due live session per il radio show-podcast americano Breakthru Radio. Dal 2009 al 2011 l’organico si stabilizza in una formazione in duo in cui a Bob si affianca la cantante polistrumentista italoamericana Livia “Noisance” dalla California. I due approdano negli USA esibendosi in California, a Chicago e a Minneapolis. Il secondo album “Trashtown” edito dalla label Otium- CNI vede la luce nel 2011.
AIDAN SMITH
Mosso da indomabile spirito stakanovista, in gioventù Aidan Smith segue lezioni di piano, milita nelle fanfare e nelle swing band del Salford Music Centre, anima con perfomance infuocate le jam-session dei campeggi e ripensa la funzione dei manuali scolastici, trasformati dai suoi colpi in efficaci percussioni.
Un apprendistato singolare che permette al songwriter e musicista di Eccles, Manchester, di acquisire una notevole padronanza polistrumentale e di destreggiarsi agevolmente tra tastiera, fisarmonica, guitar synth, zither, clarinetto, armonica, basso e percussioni. Negli anni dell’università, Aidan si serve di un rudimentale 4 tracce per registrare alcuni brani. Le sue demo intrigano Badly Drawn Boy, fondatore della Twisted Nerve Records. E così, nel 2003, escono per la venerata etichetta di Manchester due EP, “At Home With Aidan Smith” e “At Home With Aidan Smith 2”.
Il 2005 segna l’approdo alla Analogue Catalogue, con cui pubblica un altro EP, “Early as the Trees”, e “Fancy Barrel”, l'album d’esordio. “Allotments”, il secondo album, è dato alle stampe dalla Humble Soul nel 2008. Risale allo stesso periodo la collaborazione alla scrittura di “It’s Nick’s Birthday”, musical in super 8 in cui Aidan oltre a curare le musiche fa anche il suo esordio come attore, nella parte di un peperone.
Da quel momento la sua attività si fa ancora più frenetica: seguita a sperimentare tecniche di registrazione lo-fi e a sbizzarrirsi nel suo capriccioso e strampalato songwriting; compare sul palcoscenico del Manchester’s Green Room Theatre in un musical da lui stesso scritto ; suona basso, fisarmonica e tastiera per vari gruppi; produce “Other People’s Money” dei Public Sector, collettivo rap fondato con tre amici della scena musicale di Manchester. Numerose negli anni le sue apparizioni live: oltre ad aver aperto i concerti di Badly Drawn Boy e Brendan Benson, Smith è andato in tour da solo e con I Am Kloot, Turin Brakes e King Creosot.
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da giovedì 15 a sabato 17 ottobre 2015
Bari
Il Pellicano
via Alberotanza 41
ore 21:30
ingresso libero
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