L'associazione culturale TERRA DELLE GRAVINE ripropone quest'anno la festa dal titolo TERRA DELLE GRAVINE, TERRA DI RACCONTI E DI CANTI PASTORALI , il tradizionale incontro di chiusura delle attività annuali. La data proposta è domenica 20 dicembre, il luogo prescelto sarà l’ipogeo del Palazzo Galeota, ove si trova attualmente ospitata l’associazione Maria d’Enghien che sentitamente ringraziamo per l’ospitalità offertaci.
Condurrà la serata l'attrice Amelia Quaranta.
Si inizierà alle ore 20 con la proiezione de IL CAMMINO DEI PITAGORICI, il reportage di viaggio della IX edizione del Grand Tour della Terra delle Gravine che ha nuovamente veduto, per la prima volta dopo oltre duemila anni, un gruppo di tarantini mettersi in cammino verso Metaponto per recare omaggio alla memoria del filosofo Pitagora, una delle figure più rivoluzionarie mai comparse sulla scena culturale occidentale.
Alle ore 21 la Compagnia Recitante dell'associazione si esibirà in una nuova proposta narrativa dal titolo SANGUE DEL MIO SANGUE.
La sera del 5 ottobre 1757 esalò l’ultimo respiro di vita don Pietro Calò, figlio di don Ciccio, fondatore di uno dei più ricchi (anzi il più ricco al momento dei fatti) patrimoni famigliari tarantini. Il buon Dio non avrebbe potuto forgiarli in maniera più differente: gran lavoratore e (soprattutto) gran faccendiere, nonché sempre accorto al progresso sociale della famiglia, il genitore, crapulone incallito e impenitente, dedito ad ogni sorta di vizio, il figlio. La narrazione immagina, in uno spazio ultraterreno che è una sorta di anticamera in cui attendono la conclusione del proprio giudizio divino, l’incontro fra i due, protagonisti, per i motivi ben differenti, della vita sociale ed economica della Taranto dell’epoca. Liberi da convenzioni e vincoli formali, i due possono finalmente dirsi (e spesso sbattersi) in faccia quel che ciascuno ha pensato dell’altro serbandolo in cuor suo nel corso della rispettiva vita terrena. Nulla è escluso nel serrato scambio verbale, compresi il rimpianto per una relazione che si era desiderato fosse corsa differentemente e l’imprescindibilità dei legami di sangue.
Non sapremo mai, ovviamente, se i due abbiano in effetti avuto occasione di incontrarsi nell’aldilà: noi l’abbiamo immaginato scegliendo per di più un luogo particolarmente pregnante, come il Palazzo Galeota, che è in realtà una creatura dello stesso don Ciccio Calò; in particolare, il suo ipogeo, destinato com’era a magazzino di provviste alimentari, assume mirabilmente la condizione metaforica di intestino in cui possono immaginarsi metabolizzate, senza distinzione di qualità, le diverse personalità e la rappresentazione delle vicende di chi viveva nei piani superiori.
Il testo è una elaborazione, curata da Vincenzo Antonio Greco, di fatti contenuti nelle sue raccolte di racconti tarantini (DON PIETRO E’ MORTO e LE NOTTI DI MASSERIA VALLENZA) che vanno riunendosi in una cornice concettuale più coerente, denominata I RACCONTI DELL’ISOLA. Nella drammatizzazione si cimenteranno l'autore (nel ruolo di Don Ciccio) e Nando Fiorenza (nel ruolo di Don Pietro); saranno via via evocate diverse altre anime, vaganti pur esse in questo immaginario spazio di sospesi, impersonate da Francesco Di Bartolomeo, Assuna Boccardi, Isabella Fanizza, Antonio Renò, Maria Pia Palazzo.
La drammatizzazione verrà preceduta, accompagnata e seguita dalle musiche della tradizione natalizia ed altra, eseguite da una coppia di eccezione: Mario Donatiello (chitarra, voce, tamburello) e il maestro Giacomo Bortone (clarinetto).
A conclusione della serata il tradizionale brindisi augurale.
Info: Antonio Greco 3282862121
Web:
www.perieghesis.it